Indagine ROS tra propaganda neonazista e piani di strage
Operazione antiterrorismo nelle prime ore della mattinata odierna in Abruzzo, Emilia-Romagna, Umbria e Toscana. Il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, con il supporto dei Comandi provinciali competenti, ha eseguito una misura cautelare e diverse perquisizioni nei confronti di minorenni coinvolti in ambienti estremisti online.
Misura cautelare per un minorenne
In esecuzione di un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale per i Minorenni di L’Aquila, su richiesta della Procura minorile, è stato disposto il trasferimento in un Istituto penale minorile di un diciassettenne originario di Pescara e domiciliato in provincia di Perugia.
Il giovane è gravemente indiziato dei reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di odio razziale, etnico e religioso (art. 604 bis c.p.), nonché di detenzione di materiale con finalità di terrorismo (art. 270 quinquies 3 c.p.).
Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Procura per i Minorenni di L’Aquila, il minore avrebbe reperito e diffuso manuali contenenti istruzioni dettagliate per la fabbricazione di armi e congegni esplosivi, comprese indicazioni su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose e tecniche di sabotaggio di servizi pubblici essenziali.
Tra gli elementi ritenuti più preoccupanti, la presenza di documentazione relativa alla produzione di armi anche tramite tecnologia 3D e alla preparazione del TATP (perossido di acetone), esplosivo già utilizzato in gravi attentati internazionali.
Le investigazioni hanno inoltre evidenziato contatti del minore con ambienti virtuali estremisti, tra cui un gruppo Telegram denominato “Werwolf Division”, caratterizzato da contenuti neonazisti, suprematisti e violenti, con riferimenti e celebrazione di autori di stragi.
Sarebbe emersa anche l’intenzione di compiere un attacco in ambito scolastico, ispirato a precedenti eventi analoghi, con successivo gesto suicidario.
Perquisizioni in quattro regioni
Contestualmente, sono state eseguite sette perquisizioni locali, personali e informatiche nei confronti di altrettanti minorenni residenti nelle province di Teramo, Pescara, Bologna e Arezzo.
Gli indagati sono ritenuti coinvolti in condotte riconducibili alla propaganda e istigazione all’odio (art. 604 bis c.p.) e risultano inseriti in un contesto digitale transnazionale legato a ideologie neonaziste e accelerazioniste.
Secondo gli inquirenti, i giovani sarebbero particolarmente esposti alla carica radicalizzante dei contenuti condivisi online, con una crescente fascinazione per la violenza e l’estremismo.
Origine dell’indagine
L’attività investigativa, avviata nell’ottobre 2025 dalla Sezione Anticrimine di L’Aquila, si inserisce nel solco della precedente operazione “IMPERIUM”, condotta dalla Sezione Anticrimine Carabinieri di Brescia e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo.
Nel corso di quella indagine, conclusa nel luglio 2025, era stato già perquisito il minore oggi destinatario della misura cautelare.
Le indagini proseguono per chiarire ulteriormente la rete di contatti e le eventuali responsabilità.

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