Edilizia e over 65 i più colpiti, venerdì il giorno più nero
L’Umbria si conferma tra le regioni più esposte al rischio di morte sul lavoro, rientrando nella zona rossa con un’incidenza superiore del 25% rispetto alla media nazionale. Da gennaio a settembre 2025, in Italia si contano 784 decessi legati all’attività lavorativa: 575 avvenuti durante l’orario di lavoro e 209 nel tragitto casa-lavoro. Il dato segna un incremento di 8 vittime rispetto allo stesso periodo del 2024, evidenziando una tendenza che non accenna a diminuire.
Il settore delle Costruzioni si conferma il più colpito, con 99 morti, seguito da Manifatturiero (83), Trasporti e Magazzinaggio (71) e Commercio (54). La Lombardia guida la triste classifica con 73 decessi, seguita da Veneto (60), Campania (57), Piemonte ed Emilia-Romagna (47). L’Umbria registra 14 vittime, al pari di Marche, Abruzzo e Trentino-Alto Adige.
L’analisi per fasce d’età mostra che gli ultrasessantacinquenni sono i più vulnerabili, con un’incidenza di 78 morti per milione di occupati, seguiti dai lavoratori tra i 55 e i 64 anni. Proprio questa fascia ha registrato il maggior numero assoluto di decessi: 200 su 575.
Le donne decedute sono 68, di cui 33 sul posto di lavoro e 35 in itinere. I lavoratori stranieri rappresentano 171 vittime, con un tasso di mortalità più che doppio rispetto agli italiani: 49,7 contro 21,0 ogni milione di occupati.
Il giorno più pericoloso risulta essere il venerdì, con il 22,3% degli incidenti mortali, seguito da lunedì e giovedì. Le denunce di infortunio mostrano una lieve crescita dello 0,7%, passando da 433.002 a 435.883. Le attività manifatturiere restano in cima per numero di denunce (52.283), seguite da Costruzioni (28.210), Sanità (27.492), Commercio (25.094) e Trasporti (24.792).
Le lavoratrici hanno presentato 155.872 denunce, mentre gli uomini 280.011. I lavoratori stranieri hanno segnalato 94.158 casi, pari a circa il 20% del totale.
Secondo l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering, la zonizzazione del rischio evidenzia una Italia divisa: Basilicata, Umbria, Campania, Puglia e Sicilia in zona rossa; Liguria, Calabria, Abruzzo, Trentino-Alto Adige, Veneto, Piemonte e Sardegna in arancione; Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Molise in gialla; Valle d’Aosta, Lombardia, Lazio e Friuli-Venezia Giulia in bianca.
L’ingegnere Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio, sottolinea la necessità di rafforzare la cultura della sicurezza e investire nella formazione, strumenti fondamentali per arginare una tragedia che continua a colpire con costanza e silenzio.
Le 784 vittime registrate da gennaio a settembre 2025 comprendono tutti i casi di infortunio mortale sul lavoro avvenuti in Italia, sia in occasione di lavoro (575) sia in itinere (209). Il report copre tutte le regioni, con dettagli sull’incidenza, la distribuzione geografica, i settori coinvolti e le fasce d’età più colpite. L’Umbria, come evidenziato, è tra le regioni con il tasso di mortalità più alto rispetto alla media nazionale.

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