Assalto nella notte nel quartiere di Strozzacapponi a Perugia
Una violenta deflagrazione ha squarciato nella notte la quiete di Strozzacapponi, nel Perugino, dove un gruppo organizzato ha fatto saltare lo sportello bancomat della filiale Monte dei Paschi di via del Giglio. Il boato, avvertito intorno alle 3.30, ha svegliato diversi residenti e spinto una donna ad allertare immediatamente le forze dell’ordine. Quando i primi testimoni si sono affacciati, davanti alle vetrine esplose della banca compariva una vettura bianca, probabilmente un’Alfa Romeo, con tre o quattro individui incappucciati impegnati a rovistare tra i resti del dispositivo.
La scena dopo l’esplosione
L’onda d’urto ha distrutto gli infissi e devastato l’interno della filiale, situata al piano terra di una palazzina di due piani. I vigili del fuoco sono intervenuti per verificare eventuali danni strutturali all’edificio, mentre i carabinieri hanno delimitato l’area per consentire i rilievi tecnici. Lo sportello ATM è stato completamente sventrato, con detriti sparsi per diversi metri e frammenti di vetro proiettati fino al marciapiede opposto.
Secondo una prima ricognizione dei responsabili dell’istituto di credito, i sistemi di protezione delle banconote avrebbero funzionato correttamente, impedendo ai malviventi di impossessarsi del denaro. La testimone che ha dato l’allarme ha riferito di aver visto il gruppo armeggiare per alcuni minuti tra i rottami, per poi risalire sull’auto e allontanarsi rapidamente.
Le indagini e la tecnica utilizzata
Gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere della banca e degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona, con l’obiettivo di ricostruire il percorso del veicolo sia in arrivo sia in fuga. Dai primi accertamenti degli artificieri dell’Arma emerge che l’esplosione sarebbe stata provocata da un ordigno artigianale caricato con polvere da sparo, compatibile con la tecnica della “marmotta”, già utilizzata in altri colpi analoghi.
Il metodo prevede l’inserimento forzato di una lastra metallica in una fessura dello sportello ATM, solitamente quella di erogazione delle banconote, sulla quale viene fissato l’esplosivo. Una dinamica che richiama da vicino l’assalto avvenuto un mese fa a Santa Maria degli Angeli, dove un commando composto da quattro persone aveva agito con modalità quasi identiche.
Ipotesi investigative e collegamenti possibili
Gli inquirenti non escludono che dietro i due episodi possa esserci la stessa banda, anche se al momento non ci sono elementi sufficienti per stabilire un collegamento diretto. Le verifiche proseguiranno nelle prossime ore, con l’analisi dei filmati e la ricerca di tracce utili lasciate sul luogo dell’esplosione. Intanto, la filiale resterà chiusa per consentire la messa in sicurezza degli ambienti e la valutazione completa dei danni.
Le indagini puntano a identificare il veicolo bianco segnalato dalla testimone, considerato un elemento chiave per risalire agli autori del colpo. La fuga fulminea e la precisione dell’azione fanno pensare a un gruppo esperto, capace di muoversi rapidamente e di sfruttare tecniche già collaudate.

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