Natalizi: a Perugia il territorio non è adatto al mezzo
La questione delle piste ciclabili torna al centro del dibattito pubblico a Ponte San Giovanni, frazione di Perugia. Silvano Natalizi, residente storico della zona da settantacinque anni, ha espresso una ferma opposizione ai recenti progetti di mobilità dolce.
Le critiche alla mobilità sostenibile
Secondo la sua analisi, l’investimento in infrastrutture dedicate alle biciclette risponderebbe a una domanda inesistente. Natalizi sottolinea come il territorio locale non si presti naturalmente all’uso quotidiano di questo mezzo di trasporto. La conformazione geografica e la struttura urbana renderebbero gli spostamenti in bicicletta faticosi e potenzialmente pericolosi per i cittadini comuni.
Distinzione tra svago e necessità
Il punto cruciale della contestazione risiede nella distinzione tra uso ricreativo e utilità pratica. Natalizi evidenzia come la bicicletta sia spesso confusa con un mezzo per il tempo libero o lo sport. Tuttavia, nella vita quotidiana, specialmente per il trasporto di merci o per gli spostamenti lavorativi, essa non garantirebbe efficienza. La mancanza di una cultura ciclistica radicata nella storia del paese confermerebbe questa tesi. Anche nei periodi di maggiore difficoltà economica, la popolazione non ha mai adottato massicciamente la bicicletta. Attualmente, solo due o tre persone continuano a utilizzarla per tradizione familiare. Spendere risorse pubbliche per soddisfare una richiesta così marginale viene definito un errore strategico.
Impatto sul traffico e alternative
La realizzazione di queste infrastrutture comporterebbe il restringimento delle carreggiate esistenti. Questo intervento aggraverebbe la situazione del traffico veicolare, già considerato pesante e parassitario dalla comunità locale. I disagi per gli automobilisti potrebbero innescare future proteste cittadine. Natalizi suggerisce che le amministrazioni dovrebbero concentrarsi su soluzioni più urgenti. La costruzione di nuove rotonde sarebbe prioritaria per fluidificare il flusso dei veicoli. Inoltre, viene criticata la progettazione di un ascensore considerato poco utile. Al suo posto, si propone la realizzazione di una galleria pedonale di trenta metri. Questa opera collegherebbe via Manzoni al sottopasso ferroviario, ricucendo la frattura urbana creata dalla ferrovia verso Pieve di Campo. Solo ascoltando chi vive il territorio si potrebbero evitare errori di pianificazione.

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