Un racconto in movimento tra turismo, cultura e passione
di RitaPaltracca
Perugia, 16 maggio 2026 – La Coppa della Perugina 2026 ha confermato il suo ruolo di evento di riferimento del motorismo storico italiano. Dal 7 al 10 maggio si è svolta tra Perugia, il cuore verde dell’Umbria e una raffinata incursione in Toscana nei pressi di Montepulciano, la 37° edizione che ha confermato un successo partecipato e condiviso. Una manifestazione che non vive solo nel fascino delle auto d’epoca, ma nella capacità di intrecciare passione, turismo, cultura e solidarietà in un unico racconto valorizzando ogni sfumatura.
L’edizione 2026 ha riunito equipaggi provenienti da tutta Europa, con presenze significative da Svizzera, Inghilterra, Germania e Spagna, e anche dall’altro capo del mondo come l’Australia affiancando i numerosi partecipanti italiani che hanno dato anima ad un carattere profondamente identitario.
La storia della Coppa della Perugina nasce nel 1924 per volontà di Giovanni Buitoni, allora alla guida della Perugina. Era una gara di velocità su strada, simbolo di modernità e spirito industriale. Negli anni ’80 viene riportata in vita come manifestazione di auto d’epoca, con l’obiettivo di valorizzare memoria, territorio e cultura motoristica legando alla storia della Perugina, al suo museo d’impresa e alla tradizione del cioccolato, diventando parte culturale della città.
La partenza ufficiale di questa edizione è avvenuta dalla concessionaria Ferrari Maserati CDP De Poi, dando il via a una competizione particolarmente sentita e partecipata, segnata da entusiasmo, eleganza e da quell’atmosfera unica che solo la Coppa della Perugina sa creare.
Un gesto simbolico che ha ribadito il legame tra la città e la sua storica manifestazione espresso dalla sindaca Vittoria Ferdinandi, insieme all’assessore al Turismo Fabrizio Croce, sottolinea il valore della Coppa della Perugina come strumento di promozione, relazione e dialogo, ricordando quanto l’evento richieda impegno e preparazione. Una rete fatta di volontari come gli “uomini e donne in giallo”, associazioni e istituzioni che garantiscono ordine, sicurezza e accoglienza. Un significato ancora più profondo per questa edizione, che cade nell’anno delle celebrazioni per gli 800 anni del messaggero di pace, San Francesco, richiamando l’idea di una comunità che si costruisce attraverso l’incontro tra le persone.
L’avvio della manifestazione è stato affidato al presidente del Camep Perugia, Ugo Amodeo, che ha ricordato l’impegno del team nella logistica, nell’allestimento e nel supporto a tutti gli equipaggi. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al Museo Storico della Guardia di Finanza che dopo 10 anni ha fatto ritorno alla manifestazione della coppa, presente con un equipaggio arrivato da Roma. Per la prima volta, inoltre, ha visto la partecipazione ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, affiancata da due vetture storiche della Polizia di Stato, giunte rispettivamente da Firenze e Padova oltre alla presenza di Felice Graziani, esponente della Federazione nazionale auto e moto club italiano e responsabile del circuito tricolore ASI.
Un programma, fitto e curato in ogni dettaglio, ha accompagnato i componenti della Coppa della Perugina lungo un itinerario che intreccia borghi, colline, panorami ed eccellenze umbre. Una giornata costruita come un viaggio nel cuore del territorio. Dall’esperienza sensoriale pensata per deliziare il palato insieme ad Alberto Farinelli, il maestro cioccolatiere più apprezzato d’Italia che insegna alla Scuola del Cioccolato Perugina-Nestlé di San Sisto, dove ha mostrato dal vivo la tecnica di lavorazione del celebre Bacio, si è passati alla lotteria di solidarietà con i quadri realizzati dagli studenti del Liceo Artistico Bernardino di Betto. Un momento di partecipazione e generosità, il cui ricavato è stato interamente donato al Comitato Nicola Bagnetti Onlus, rafforzando il legame tra la Coppa della Perugina e le iniziative sociali del territorio.
La prima giornata a Montecorona, nell’alta valle del Tevere con visita all’Abbazia e alla tenuta, la seconda ha toccato Campello sul Clitunno, con accoglienza all’azienda Marfuga, eccellenza olearia riconosciuta in Italia e all’estero, fino ad arrivare in Valnerina più precisamente a Cascia tra Museo cittadino e la Basilica di Santa Rita. Il terzo giorno il più ricco, ha fatto tappa a Paciano, borgo medievale sulle colline del Trasimeno, dove riposano le spoglie di Giovanni Buitoni. L’accoglienza del sindaco, della famiglia Buitoni e il sostegno della Pro Loco hanno fatto gli onori di casa alla Coppa della Perugina, creando un clima autentico e caloroso che ha restituito agli equipaggi il sapore più vero dell’Umbria. A seguire, un salto ai confini della Toscana fino ad arrivare a La Tenuta del Cerro (Montepulciano) un luogo immerso tra boschi, vigne e dolci colline, che unisce eleganza rurale e silenzio, un turismo lento nella cultura del vino. Nel ripartire il passaggio alle prove di abilità nel parcheggio del Quasar Village a Ellera di Corciano per poi arrivare a Perugia con la tradizionale sfilata di auto storiche lungo Corso Vannucci, tra due ali di folla. Qui i 70 studenti del Liceo Artistico Bernardino di Betto, tutti rigorosamente in abiti anni ’20 da loro creati e sotto la guida del maestro di campo Bruno Pilla, hanno rievocato, sfilato e fatto da cornice alla passerella di auto, offrendo come al tempo di Luisa Spagnoli cioccolatini, aggiungendo un gesto dolce e simbolico che ha unito memoria, creatività e tradizione.
Tra gli ospiti non partecipanti alla gara, la presenza del campione del mondo di rally Miki Biasion, volto simbolo dello sport. Biasion ha raccontato la sua passione per l’automobilismo storico, sottolineando l’emozione di vedere le vetture mantenute con una cura artigianale, come autentici gioielli. Una dedizione che permette alla storia italiana dell’auto di continuare a vivere, sostenuta dall’impegno degli appassionati che ne custodiscono memoria, fascino e identità.
La 37° edizione ha celebrato eleganza, tecnica e storia automobilistica con i seguenti vincitori: equipaggio Tomasi-Boschetti, numero 48, su Giulietta Sprint del 1961, aggiudicandosi l’ambito orologio Eberhard. Al secondo posto Landi Degli Oddi su Jaguar SS 100, al terzo Narducci-Spalazzi Caproni su Alfa Romeo Montreal.
La Coppa della Perugina cresce e si rinnova, confermando la sua natura di evento “magico”, capace di unire turismo, cultura, solidarietà e passione per le auto d’epoca. L’iscrizione al circuito ASI Tricolore ne rafforza il prestigio nazionale, mentre la partecipazione internazionale testimonia la forza di una manifestazione che continua ad attrarre pubblico e appassionati da tutto il mondo.
Al prossimo anno con una nuova edizione a tutto gas!

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