Un premio per Ilaria Solazzo che riconosce costanza e dedizione
A cura di Enrico Tribbioli
C’è un momento, nella vita di chi racconta storie, in cui il racconto diventa riconoscimento. Accadrà il 12 maggio a Roma, nella sede del Campidoglio, dove si terrà la cerimonia del Premio “Voci e Visioni”.
Il premio celebra la capacità di trasformare la realtà in narrazione, dando senso ai fatti e restituendo centralità alle storie umane. Tra i volti scelti quest’anno c’è anche quello di Ilaria Solazzo.
Il suo percorso si è sviluppato tra grafica, comunicazione, radio, televisione, libri e interviste. Un cammino costante, costruito attraverso esperienze diverse ma coerenti.
Il suo modo di raccontare è discreto e attento. Cerca la sostanza delle storie più che il rumore.
Questo riconoscimento non rappresenta un punto di arrivo, ma un passaggio significativo del suo percorso professionale.
Nel pomeriggio del 12 maggio, Roma farà da cornice al Premio “Voci e Visioni”. La cerimonia si svolgerà alle 16:30 nella storica Piazza del Campidoglio.
Accanto a Ilaria Solazzo saranno premiati anche Sabrina Morelli, Alberto Raffaelli, Linda Lucidi e Giacomo Innocenzi, protagonisti di percorsi diversi nel panorama culturale e mediatico.
In questo contesto si inserirà anche l’intervento di Ilaria Solazzo, che racconterà il proprio sguardo sul la comunicazione e sulla narrazione contemporanea.
Intervista a Ilaria Solazzo – Tra emozioni, amicizie e bellezza condivisa
In attesa del Premio “Voci e Visioni” 2026, abbiamo intervistato telefonicamente Ilaria Solazzo per un dialogo che va oltre il riconoscimento, entrando nel cuore delle relazioni, delle passioni e di quel filo invisibile che lega le persone attraverso la cultura.
Ilaria, questo premio arriva in un contesto speciale. Che significato ha per lei, al di là del riconoscimento professionale?
È un’emozione autentica. Questo premio ha un valore che va oltre il lavoro: rappresenta un intreccio di percorsi, di incontri, di affetti. È la dimostrazione che, quando si costruisce con sincerità, qualcosa ritorna sempre sotto forma di bellezza condivisa.
Condividerà questo momento con persone a lei molto vicine, a partire da Alberto Raffaelli.
Alberto è molto più di un collega… è un amico fraterno; con lui c’è un rapporto quotidiano sincero, fatto di stima e collaborazione onesta. Essere il suo braccio destro in “Segnalazioni Letterarie” è per me motivo di orgoglio. La nostra è un’amicizia costruita giorno dopo giorno, tra parole, idee e visioni comuni.
Tra i premiati c’è anche Linda Lucidi, con cui condivide varie diverse passioni, o mi è stato riferito male?
Con Linda c’è un legame di amicizia sincero. Ci uniscono l’amore per la scrittura, la fotografia, l’arte in tutte le sue forme. È una persona sensibile, autentica. Condividere questo momento con lei rende tutto ancora più significativo.
Che effetto le fa sapere che riceverete il premio tutti insieme: Alberto Raffaelli, Sabrina Morelli, Linda Lucidi e Giacomo Innocenzi?
È una gioia difficile da spiegare. Non è solo un riconoscimento individuale, ma un momento collettivo. Sapere che su quel palco ci saranno persone con cui condivido stima, affetto e percorsi rende tutto più vero, più umano.
Questo suo premio sarà dedicato a qualcuno in particolare?
Sì, lo dedico con affetto a Eusebio Belli e Cristian Costa. Due produttori cinematografici italiani. Sono professionisti seri, persone con cui ho avuto il piacere di collaborare in passato. Mi auguro davvero che ci siano presto nuove occasioni per lavorare insieme a loro.
Siamo – oggi – alla vigilia della Festa della Mamma. Vuole dedicare un pensiero speciale ad una mamma in particolare?
Assolutamente sì. Il mio pensiero va a Maria Rita Angelini, una mamma straordinaria. Insieme a suo figlio Giacomo Innocenzi ha scritto il libro Life Is a Joke. Ci sono tante mamme, ma poche riescono ad amare con una tale intensità e presenza. A lei va il mio augurio più sincero.
C’è anche una realtà importante – della mia regione – con cui sente di condividere questo traguardo?
Sì, condivido questo premio con tutta la grande famiglia di FulgineaMente e con Ivana Donati. Sono custodi di cultura e bellezza, e rappresentano un punto di riferimento prezioso. Questo riconoscimento è anche loro.
Se dovesse riassumere questo momento in una parola?
Condivisione. Perché la bellezza, quando è vera, non si tiene mai per sé.
Viviamo in un’epoca spesso segnata da durezza e poca empatia. Qual è il suo sguardo su questo tempo?
È vero, a volte sembra che la gentilezza venga messa in secondo piano, quasi fosse una debolezza. Ma io credo il contrario: oggi essere umani, rispettosi, capaci di ascolto è un atto di coraggio. In mezzo a tanta fretta e superficialità, scegliere la sensibilità è una forma di resistenza.
C’è una qualità che apprezza particolarmente nelle persone?
Sì, la capacità di saper chiedere scusa. Sembra semplice, ma non lo è affatto. Ammiro chi riesce a farlo sinceramente, senza lasciarsi condizionare dal ruolo che ricopre o dall’orgoglio. È un gesto che richiede consapevolezza e grande forza interiore.
Guardando al suo percorso, segnato da ostacoli, cosa sente oggi?
Mi sento grata. Gli ostacoli mi hanno messa alla prova, ma mi hanno anche insegnato tanto. Ad esempio a riconoscere ciò che conta davvero. Quando attraversi momenti difficili, impari a distinguere le persone sincere da quelle di passaggio, le parole vuote da quelle che restano. Mi hanno insegnato la pazienza, perché non tutto arriva subito, e la resilienza, perché cadere non significa fermarsi. E poi mi hanno insegnato qualcosa di ancora più importante: a non perdere me stessa. A restare fedele ai miei valori, anche quando sarebbe più facile cambiare direzione. Ogni ostacolo è stato una lezione, a volte dura, ma necessaria per crescere e diventare più consapevole.
Un passaggio che non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso costruito nel tempo, fatto di ascolto, dedizione e storie condivise. Un modo di raccontare che resta attento, discreto e profondamente umano, capace di dare valore alle persone prima ancora che ai fatti.
Foto Francesco Lacorte


Commenta per primo