Docufilm e dibattiti per riflettere su salute mentale e futuro
La sala consiliare della Provincia di Perugia ha ospitato il convegno “La salute mentale a Perugia in Umbria tra storia e futuro”, promosso da Passaggi magazine e dall’Associazione Perlumbria, come riporta il comunicato della Redazione Stampa – Provincia di Perugia. Un evento che ha riacceso i riflettori su una pagina poco nota ma fondamentale della storia umbra: la chiusura anticipata dei manicomi, avvenuta ben tredici anni prima della Legge 180 del 1978.
Ad aprire l’incontro, il docufilm “Dentro le proprie mura” del regista Carlo Corinaldesi, che ha offerto una narrazione intensa e documentata della rivoluzione psichiatrica avvenuta in Umbria. Il film, costruito attraverso testimonianze dirette e immagini d’archivio rare, ha restituito voce ai protagonisti di quella stagione: medici, infermieri, amministratori e pazienti. Tra loro, spicca la figura di Ilvano Rasimelli, presidente della Provincia dal 1964 al 1970, che fu tra i principali artefici della chiusura dell’ospedale psichiatrico di Perugia. Rasimelli, nel documentario, racconta il clima politico favorevole che rese possibile l’intervento, sostenuto da tutte le forze politiche tranne il MSI. “Era come se tutta la cittadinanza fosse orgogliosa di liberare i malati da un ambiente ostile”, afferma. Le immagini finali del film mostrano la trasformazione degli spazi dell’ex manicomio, oggi sede di scuole frequentate da ragazzi: un simbolo potente di rinascita.
La consigliera provinciale Francesca Pasquino, che ha coordinato l’incontro, ha espresso profonda gratitudine per il lavoro svolto da Corinaldesi. “Questo film è un dono alla città e alla sua memoria. Racconta con delicatezza e forza una storia che ci appartiene e che deve continuare a ispirarci”, ha dichiarato. Pasquino ha anche annunciato l’intenzione di promuovere la visione del docufilm nelle scuole, per sensibilizzare le nuove generazioni sul tema della salute mentale.
Il regista ha raccontato la genesi del progetto, nato nel 2006 durante un viaggio in Argentina, dove i manicomi sono ancora attivi. “Scoprire che Perugia aveva anticipato la Legge 180 mi ha spinto a indagare. Da umbro, ricordavo quei volti che, negli anni ’80, camminavano liberi per la città. Erano persone accolte, non più isolate. Oggi, più che mai, serve accettare il diverso”, ha detto Corinaldesi, ringraziando Giampiero Rasimelli e Gabriella Mecucci per il supporto.
Tra gli interventi più toccanti, quello di Carla Nocentini, che ha vissuto in prima persona l’esperienza della segregazione manicomiale. “Ogni società ha il suo capro espiatorio. Ieri erano i matti, oggi gli immigrati, domani chissà. Ma nessuno dovrebbe essere nascosto”, ha affermato con emozione.
Nel pomeriggio, il convegno ha visto la partecipazione del presidente della Provincia Massimiliano Presciutti e della sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi. Entrambi hanno sottolineato l’importanza di riportare la salute mentale al centro del dibattito pubblico. “Dobbiamo costruire strumenti e politiche che rispondano ai nuovi bisogni emergenti”, ha detto Presciutti. “La salute mentale è il tema dei prossimi trent’anni. Le solitudini radicali che viviamo ci impongono pensieri lunghi e collettivi”, ha aggiunto Ferdinandi.
L’incontro ha coinvolto anche gli studenti dell’Istituto Bernardino di Betto e del Liceo Pieralli, che hanno partecipato attivamente al dibattito guidato dalla psichiatra Elisabetta Rossi. Un momento di confronto generazionale che ha arricchito il senso dell’iniziativa, trasformandola in un’occasione di apprendimento e consapevolezza.
Il convegno ha rappresentato un tributo alla memoria storica e un invito a guardare avanti con responsabilità. La riforma psichiatrica umbra, pioniera in Italia, è oggi un esempio di come la politica possa incidere profondamente sulla vita delle persone. E il messaggio che emerge è chiaro: la salute mentale non è un tema marginale, ma una questione centrale per il benessere collettivo.

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