Ventunenne albanese fermato dai Carabinieri nella notte
Un ventunenne di origine albanese, giunto in Italia con un regolare visto turistico e senza precedenti, è stato arrestato a Terni nella notte tra venerdì e sabato dai Carabinieri con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti destinate allo spaccio. L’episodio si è verificato durante un ordinario servizio di pattugliamento dei militari della Stazione cittadina.
Mentre percorrevano via G. Borsi, i Carabinieri si sono trovati improvvisamente di fronte a un’autovettura che procedeva contromano dopo essere sbucata da via C. Battisti. Il mezzo, risultato in seguito preso a noleggio, ha rischiato di impattare frontalmente con la gazzella dell’Arma, ma l’urto è stato evitato in extremis. Fermato immediatamente, il conducente è stato identificato nel giovane albanese, che non ha saputo spiegare i motivi della sua permanenza in città.
A quel punto i militari hanno proceduto a un controllo più accurato, estendendo la verifica sia alla persona sia al veicolo. La perquisizione ha consentito di scoprire all’interno del mezzo 28 dosi di cocaina già confezionate e pronte per essere immesse sul mercato. La sostanza stupefacente, dal peso complessivo di circa 18 grammi, era accompagnata da quasi mille euro in contanti, ritenuti compatibili con l’attività di spaccio. Tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro.
Il giovane è stato quindi arrestato e trasferito presso la casa circondariale di vocabolo Sabbione, dove è rimasto in attesa dell’udienza di convalida. Nel corso dell’udienza svoltasi ieri, il giudice, dopo aver confermato la misura eseguita dai Carabinieri e accogliendo la richiesta avanzata dal pubblico ministero, ha disposto nei confronti dell’arrestato il divieto di dimora nella regione Umbria. Contestualmente, è stata inoltrata dalla stessa Arma la richiesta alla Questura per l’applicazione della misura di prevenzione che vieterebbe allo straniero di fare ritorno nel Comune di Terni.
La vicenda giudiziaria è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, fino a un’eventuale condanna definitiva, l’indagato deve essere considerato innocente a tutti gli effetti, secondo quanto previsto dal principio di presunzione di innocenza.
L’episodio ha attirato particolare attenzione non solo per la quantità di sostanza sequestrata, ma anche per la dinamica con cui il caso è esploso: una quasi collisione notturna che ha portato a scoprire una più ampia attività illecita.

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