Perugia, via libera a donazioni sangue e campagna Ripudia

Perugia, via libera a donazioni sangue e campagna Ripudia

Consiglio approva l’odg Varasano e la mozione sulla pace

Il Consiglio Comunale di Perugia ha recentemente affrontato e approvato due importanti mozioni che riflettono un profondo impegno civico e sociale, riguardanti la promozione della donazione di sangue e l’adesione alla campagna “R1pud1a” di Emergency. Entrambe le deliberazioni sottolineano la volontà dell’amministrazione di rafforzare i valori di solidarietà, pace e assistenza umanitaria all’interno della comunità.

Iniziativa per la Donazione di Sangue

Una delle proposte approvate all’unanimità è stata quella del consigliere Leonardo Varasano di Progetto Perugia, incentrata sulla promozione della donazione di sangue. L’atto ha messo in luce il significato profondo della donazione, definendola come un gesto di altruismo e responsabilità civile che unisce le persone nella loro unicità e diversità. Varasano ha evidenziato come, nonostante l’importanza vitale, le necessità di sangue rimangano costanti, con periodi dell’anno che registrano carenze significative.

Il Comune di Perugia ha una storia consolidata di collaborazione con associazioni come AVIS, instaurando una prassi decennale nella promozione delle donazioni. Queste iniziative includono l’organizzazione di giornate annuali dedicate alla raccolta di sangue, coinvolgendo volontariamente amministratori, consiglieri, il sindaco e il personale comunale. La mozione mira a proseguire e intensificare tali pratiche virtuose, rafforzando l’impegno dell’Amministrazione comunale in questa direzione.

La consigliera Laura Tanci di Anima Perugia ha ribadito l’urgenza di sensibilizzare i cittadini sulla necessità della donazione, invitandoli a superare eventuali timori. Ha inoltre espresso gratitudine ad AVIS, in particolare alla sezione giovani, per il loro impegno quotidiano nella campagna di sensibilizzazione.

Fabrizio Ferranti di Perugia per la Sanità Pubblica ha espresso pieno supporto alla mozione, sottolineando come la donazione sia una pratica semplice ma fondamentale che salva vite, un dovere sociale completamente gratuito, anonimo e volontario. Il consigliere Paolo Befani di Fratelli d’Italia, membro di AVIS, ha illustrato come l’associazione in Umbria sia stata pioniera nell’introduzione del sistema di prenotazione, ottimizzando le procedure e riducendo i tempi di attesa per i donatori, e ha elogiato il valore del dono come atto di generosità che permette di salvare vite umane.

Adesione alla Campagna “R1pud1a” di Emergency

Il Consiglio ha inoltre approvato, con una maggioranza di 19 voti favorevoli e 5 astensioni, la mozione presentata dai capigruppo di maggioranza per l’adesione del Comune di Perugia alla campagna “Ripudia” di Emergency. Questa iniziativa mira a riaffermare i principi dell’Articolo 11 della Costituzione italiana, che ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, promuovendo concretamente il valore della pace.

Lucia Maddoli, illustrando la mozione, ha sottolineato come la campagna “R1pud1a” si proponga di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni italiane sull’importanza cruciale dell’articolo 11, soprattutto in un contesto globale segnato da un’intensità di conflitti senza precedenti dalla Seconda Guerra Mondiale. L’adesione del Comune di Perugia a questa campagna, in linea con altre iniziative già intraprese sul tema, rappresenta un ulteriore e forte segnale di impegno verso i valori costituzionali di pace e giustizia, incoraggiando la popolazione a rifiutare la violenza e a sostenere la convivenza pacifica tra i popoli.

La proposta impegna l’Amministrazione a manifestare pubblicamente il proprio sostegno alla campagna di Emergency, esponendo presso Palazzo dei Priori, per quattro mesi, uno striscione con la scritta “Questo Comune Ripudia la guerra”. Si prevede inoltre di promuovere la conoscenza e la partecipazione alla campagna “R1pud1a” attraverso eventi e attività di sensibilizzazione sul tema della pace in enti culturali, biblioteche, musei e scuole, in collaborazione con Emergency e altre organizzazioni che operano per la difesa dei diritti umani.

Riccardo Mencaglia di Fratelli d’Italia ha riconosciuto l’importanza del tema e il richiamo ai principi fondanti della Repubblica riguardo alla tutela delle popolazioni civili e al ripudio della guerra. Tuttavia, ha espresso riserve sullo slogan “Il disarmo è l’unica arma”, ritenendolo troppo ideologico e assoluto in un’epoca di minacce concrete alla sicurezza internazionale. A suo avviso, la pace si costruisce con il dialogo e il rispetto del diritto internazionale, non escludendo, quando necessario, strumenti di deterrenza. Mencaglia ha motivato l’astensione della maggioranza anche con la preoccupazione che l’utilizzo della facciata del Palazzo dei Priori per campagne di parte possa compromettere il suo carattere istituzionale e neutro.

In contrasto, Fabrizio Ferranti di Perugia per la Sanità Pubblica ha affermato che in un momento storico come quello attuale, è un dovere riaffermare con forza il valore della pace come fondamento della convivenza civile. Aderire alla campagna di Emergency, secondo Ferranti, non è solo un gesto simbolico ma un atto politico e culturale che promuove una cultura di non violenza e rispetto dei diritti umani. Ha ribadito che essere contro la guerra significa stare dalla parte dei diritti che la guerra calpesta, e che esporre lo striscione servirà a comunicare senza ambiguità la posizione del Comune a favore dell’umanità e della libertà.

Lorenzo Falistocco di Alleanza Verdi Sinistra ha ricordato il ruolo di Emergency nel curare le vittime dei conflitti, definendo la guerra come la più grande ingiustizia che priva di speranza e futuro. Ha sottolineato l’importanza dell’adesione alla campagna per rafforzare il messaggio di pace e il rispetto del diritto internazionale.

Infine, Antonio Donato del Movimento 5 Stelle ha sostenuto che la mozione non è un atto ideologico, ma un richiamo profondo alla coscienza civile e umana e ai principi della Costituzione. Ha evidenziato che, sebbene le istituzioni locali non possano fermare i conflitti, possono esprimere una chiara volontà di sostegno ai percorsi di pace, agli aiuti umanitari e alla diplomazia attiva, schierandosi a fianco delle vittime e rifiutando la neutralità di fronte alla sofferenza.

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