Civici per l’Umbria, sostenere un nuovo umanesimo tra individuo e comunità 🔴

 
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Civici per l’Umbria, sostenere un nuovo umanesimo tra individuo e comunità

Civici per l’Umbria. Un percorso di singole persone, associazioni e liste civiche per sostenere un nuovo umanesimo tra individuo e comunità.  SUBITO Contributi pubblici per sostenere l’apertura estiva di 1500 “punti infanzia”, tra asili nido, scuole materne e centri estivi. Uno ogni 500 abitanti, diffusi per ogni quartiere e paese umbro.

  • Trasformare l’Umbria nella Regione migliore per i Bambini

ENTRO IL 2020 Facciamo dell’Umbria “la regione dei bambini e dell’infanzia”. Partecipiamo al cambiamento scolastico da protagonisti, facendo della nostra Regione una sede di ricerca e formazione degli insegnanti, centro propulsivo di elaborazione e attuazione delle attività extra scolastiche, collegandoci col green new deal, con la digitalizzazione e promuovendo il turismo scolastico e dei bambini.

  • trasformare l’Umbria nella Regione del Buon vivere

SUBITO #UmbriaprimazonaverdedItalia. Un contributo di 30 € al giorno per ogni turista che decide di scegliere l’Umbria come luogo per trascorrere le vacanze estive nei mesi da giugno a settembre (da concedere alle strutture ricettive umbre che lo applichino come sconto nelle tariffe). ENTRO IL 2020 Promuoviamo un progetto brand Umbria, costruito insieme alle comunità locali, che animi una visione, un sogno di comunità, e che rilanci l’Umbria nel mondo come capitale del buon vivere, del buon mangiare, delle bellezze artistiche e culturali, dei paesaggi e dei borghi. Un progetto consapevole e intersettoriale della comunità e di tutte le sue eccellenze.


TRACCIA INTERVENTO ANDREA FORA
DA DOVE VENIAMO Qualche giorno fa, scorrendo la mia bacheca Facebook, ho riletto un post scritto il 28 settembre 2019. Iniziava così: “Care amiche, cari amici, sono state settimane davvero intense e frenetiche. Ho vissuto un turbinio di emozioni che ricorderò sicuramente a lungo. Con tanti amici, colleghi, professionisti abbiamo pensato e creduto di poter cambiare l’Umbria in questo periodo, di poterla innovare con idee e progetti volti a creare lavoro per i giovani, per le nostre aziende, per le nostre famiglie, per contribuire a vivere in una regione più sana e più trasparente, dove si premia il merito e non le raccomandazioni. Abbiamo lavorato a una squadra, abbiamo messo a punto il programma e avviato un grande cantiere civico. Le cose non sono andate come speravo.” Il resto della storia la conoscete…. non mi sono mai pentito della scelta che ho fatto. Andare avanti da solo avrebbe significato sconfessare i motivi per cui eravamo partiti. Abbandonare la stessa cosa. Noi ripartiamo da là. Non ero partito per un viaggio individuale in cerca di una poltrona. Speravamo di costruire un’alternativa ad una destra populista e demagogica che avrebbe invaso la nostra regione. Non ci siamo riusciti. Ma oggi siamo qua. Durante il percorso si sono aggiunte tante persone in questi mesi, che come noi hanno voglia di impegnarsi gratuitamente, senza alcun interesse, a contribuire a ricostruire comunità e legami. Con tutti loro e con tanti altri che si stanno aggiungendo in queste ore partiremo per un viaggio entusiasmante, a cui spero che si aggiungeranno tanti altri. Noi vogliamo cambiare questa regione, vogliamo cambiare le nostre comunità, vogliamo ricostruire speranza, fiducia, innovazione. E ora più che mai c’è bisogno dell’impegno di tutte le persone di buona volontà. c’è bisogno di competenze, di persone libere, di CIVICI. COSA SIGNIFICA PER NOI CIVICI? Non vogliamo essere alternativi alla politica e ai partiti. Non vogliamo essere competitivi con i partiti. Vogliamo essere di stimolo perchè i partiti si possano, insieme con noi, rinnovare. Si possano riaprire alla comunità. Vogliamo essere di stimolo per ricreare luoghi di connessione, di partecipazione, di costruzione di progetti. C’è bisogno di politica, di buona politica per ripartire. C’è bisogno di una politica che non si arrocchi nelle stanze del potere, che non si perda tra le scartoffie del palazzo. Ma che si rituffi tra le gente. Prendendosi anche gli insulti per ciò che non siamo riusciti a fare in questi anni. Ma solo da là si può ripartire per creare fiducia. Per noi essere CIVICI non significa non aver fatto mai politica. Non significa “rottamare” i vecchi. Significa rottamare i MODI VECCHI di fare politica. Quelli che guardano ai vicini come avversari. Quelli che per accaparrarsi un po’ di potere preferiscono perdere pur di conquistare vittorie singole e personali. Per questo tra noi, tra le tante persone che hanno animato questo cantiere in questi mesi e che fanno parte del Comitato Promotore, ci sono anche amici che hanno fatto politica e che hanno deciso di mettere a disposizione la loro esperienza per il puro piacere di contribuire a scrivere una pagina nuova di questa regione. Per questo ringrazio in particolare Carla Casciari, Giuseppe Chianella e Massimo Monni per aver deciso di intraprendere questo cammino con noi. RICUCIRE Abbiamo bisogno di ricucire le nostre comunità. Di dare voce a chi non ha voce. Se abbiamo perso con oltre il 20% di scarto, noi riteniamo che qualche domanda ce la dobbiamo pur fare, mettendosi in ascolto e recuperando il legame con quelle comunità, con quella gente che negli anni ha perso la fiducia nella politica e non ha più votato il centro sinistra. Noi sentiamo il dovere di metterci in ascolto in questo tempo e di rimettere al centro della politica LE PERSONE. Di ricostruire comunità CONNESSE. Di rilanciare una POLITICA DEL POPOLO piuttosto che una POLITICA POPULISTA. Noi vogliano contribuire a riconquistare il primato del centro sinistra nella nostra regione, nei nostri paesi, nelle nostre comunità Per farlo abbiamo bisogno di RICUCIRE e non di DIVIDERE. Di mettere insieme e non di separare. La gente ha bisogno di risposte e non di assistere a divisioni inspiegabili. Per questo abbiamo preferito percorsi orizzontali e percorsi verticali. Oggi non nasce un’associazione di 80 persone. Nasce un cantiere di comunità connesse. Di presenze in tutto il territorio regionale. 80 persone che rappresentano altrettante comunità. Insieme a diverse liste civiche già esistenti che esprimono amministratori in diversi comuni dell’Umbria. A cui se ne aggiungeranno altre nei prossimi giorni. insieme ad alcune identità associative e politiche che hanno deciso di condividere con noi un pezzo del cammino comune, quali DEMOS Umbria e Azione Umbria. Identità diverse, che si mettono in discussione all’interno di un percorso che punta a rimettere al centro i bisogni e le persone. Viviamo un tempo straordinario. Stiamo attraversando una crisi epocale e crediamo che se non ora quando?? Se non è arrivato ora il momento che la politica si dimostri all’altezza della situazione e non capisca che bisogna con umiltà tornare tra la gente, daremo sempre più spazio a leader individualisti che arringano dai palchi assecondando la rabbia, lo scontento, i problemi, le paure delle persone. E questo il centro sinistra lo deve capire. Noi. Nel nostro piccolo, proveremo a farlo. Ricreando luoghi di conoscenza, di competenze, di saperi che si mettono in relazione. Creeremo hub tematici, con la presenza di competenze universitarie, del mondo civile, delle professioni, dove si parlerà di progetti, di proposte, di contenuti. Perchè così a noi piace fare politica. Non semplicemente criticando le scelte degli altri e cosa non ci piace. Ma proponendo. Insieme! IN COSA CREDIAMO Non crediamo che potremo riconquistare il consenso delle persone semplicemente combattendo il nemico, l’avversario politico. Dobbiamo avere idee alternative, saperle costruire, saperle proporre. Saper con determinazione, ma soprattutto con competenze e credibilità, mettere a confronto conoscenze e saperi. non crediamo che basti ventolare le bandiere delle paure delle persone per acquistare consenso. Perchè non vogliamo aprire nessun supermercato del consenso. Non siamo in cerca di voti ma di competenze. Di conoscenze. Di voglia di partecipazione. Non isseremo vele con le scritte immigrazione, disoccupazione, famiglia, frontiere, giustizia per essere applauditi dalla folla. Abbiamo lasciato che il malessere e il disagio fosse cavalcato senza dare riposte concrete. Non guardate la vita dal balcone! Non lo ha detto Andrea Fora. Ma Papa Francesco. Se vogliamo che le cose cambino, dobbiamo metterci le faccia e provarci. E non lamentarci sempre guardandole da spettatori. Questo è lo spirito che anima CIVICI PER. Questo è lo spirito che anima chi ha voglia di costruire!

  • trasformare l’Umbria nella Regione in cui Vivere ENTRO

SUBITO Un Fondo Straordinario di 10 milioni di euro per contributi a fondo perduto per le famiglie vulnerabili o vittime di usura per il pagamento degli affitti e l’acquisto di beni di prima necessità. IL 2020 Introduciamo il Fattore Famiglia che consente, sulla base della valutazione di alcuni parametri (presenza di mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale, numero dei figli, presenza di disabili in famiglia, di donne in stato di gravidanza e di anziani a carico) di attribuire un importo aggiuntivo ai contributi concessi dalla Regione per il sostegno socio-economico alle situazioni di vulnerabilità.

  • trasformare l’Umbria nella Regione per la Green Economy

SUBITO Intervenire sui parametri delle misure di sostegno all’economia e alle imprese, includendo anche misure per le start up e le imprese nate nel 2019, tramite interventi finanziari e a fondo perduto.  ENTRO IL 2020 Costituiamo un polo regionale pubblico- privato per l’accelerazione di start up e Pmi innovative nella direzione della sostenibilità di agenda2030, con il pieno coinvolgimento dell’Università, delle forze economiche e del terzo settore, sui nuovi modelli di business tipici dell’economia circolare. Affianchiamo alle risorse finanziarie pubbliche quelle private per avviare nuove imprese e start up negli ambiti della green economy, del nuovo welfare, dell’economia creativa e della cultura, della digitalizzazione, del turismo e dell’agroalimentare, valorizzando lo strumento dell’equity crowfunding.

  • trasformare l’Umbria nella Regione della Salute

SUBITO Riattivazione completa dei servizi sanitari territoriali pubblici e della rete ospedaliera regionale, definendo aree Covid delimitate ad alcune strutture e/o aree, per permettere la ripresa di tutte le prestazioni ad oggi bloccate. ENTRO IL 2020 Diffondiamo per la cura degli anziani il sistema di domiciliarità che nel nostro Paese è tre volte inferiore alla media europea, sviluppando la medicina territoriale, le case della salute e gli ospedali di comunità, strutture intermedie tra l’assistenza domiciliare e l’ospedale. Diffondiamo, con l’aiuto della telemedicina, la domiciliarizzazione delle cure, con l’obiettivo di migliorare la reazione del “paziente” alla patologia e di abbattere i costi. Tutto questo rafforzando la qualità e la forza specialistica del nostro servizio sanitario regionale pubblico, cercando un nuovo e più giusto equilibrio di efficienza ordinaria e di emergenza.

  • trasformare l’Umbria nella Regione migliore per i Ragazzi

SUBITO Potenziare con professionalità adeguate gli strumenti di politica attiva a favore di giovani, anche oltre i 30 anni, per orientare e favorire il loro inserimento lavorativo, anche rifinanziando le misure già presenti. Lanciare un Piano straordinario per 1.000 giovani di Servizio Civile Universale dai 18 ai 28 anni che affianchino le famiglie all’utilizzo delle tecnologie digitali, sostenendo i figli nei processi di formazione a distanza. ENTRO IL 2020 Lanciamo un programma regionale di apprendimento “Fondo nuove competenze” finanziato con i Fondi Strutturali destinato a coprire i costi della formazione per i giovani lavoratori precari interessati dai cambiamenti prodotti dalla crisi Covid19, per migliorare l’occupabilità degli stessi e l’inserimento nel mondo del lavoro.

  • trasformare l’Umbria nella Regione che tutela il Lavoro

SUBITO Attivare Voucher a fondo perduto a favore delle micro e piccole imprese per attivare le garanzie dei Confidi ed abbattere il costo degli interessi. Rifinanziare e potenziare i fondi di riassicurazione integrativi ai Decreti governativi e ai provvedimenti regionali, anche per garantire le imprese che resteranno escluse dal Fondo Centrale statale e dalle misure regionali. Riattivare il Fondo Antiusura potenziare gli strumenti del Microcredito con una dotazione regionale di emergenza anche per contributi a fondo perduto a favore delle piccole imprese, vulnerabili e sovraindebitate o vittime di usura o estorsione in considerazione della emergenza Covid-19. ENTRO IL 2020 Attiviamo una Task-force per le crisi aziendali, in grado di occuparsi di queste crisi aziendali non solo tramite gli ammortizzatori, ma anche attraverso la riconversione dei processi produttivi, aprendo i casi aziendali a contesti e reti regionali e nazionali, superando, quindi, il tradizionale isolamento umbro. Ad esempio, nelle crisi da sovra-indebitamento, i piccoli imprenditori, agricoltori e associazioni potranno trovare un valido supporto nella composizione della propria crisi, anche attraverso la consulenza di qualificati professionisti convenzionati. Attivare un Piano per la costituzione di cluster territoriali (al fine di fare massa critica tra Pmi e microimprese).

  • trasformare l’Umbria nella Regione dei Cittadini

SUBITO Avviare subito un processo di semplificazione amministrativa con un piano volto a snellire le procedure amministrative, in modo da ridurre significativamente la ridondanza delle documentazioni da produrre e dei percorsi amministrativi da seguire con i relativi, gravosi costi, anche al fine di migliorare i processi di comunicazione con i cittadini. ENTRO IL 2020 Promuoviamo Consigli regionali itineranti, per rafforzare il rapporto con i territori e le comunità. Gli incontri potranno essere seguiti in rete da tutti i cittadini e le imprese. Question time e consultazioni dirette, con assemblee pubbliche aperte a tutti. Proponiamo di organizzare forme di partecipazione diretta dei cittadini ai processi decisionali mediante le nuove possibili procedure di democrazia elettronica e anche attraverso la strumentazione del block-chain.

  • trasformare l’Umbria nella Regione Verde, davvero

SUBITO Promuovere, insieme con le imprese, le parti sociali, la scuola e l’Università, un piano “straordinario” legato alla cultura del rifiuto zero e del riuso utilizzando, ad esempio, il green procurement, baratto amministrativo, mercati del riuso e della riparazione, con possibilità di creazione di nuove opportunità di lavoro. Incentivare l’utilizzo di mascherine riciclabili ed eliminare i guanti in plastica dai supermercati. ENTRO IL 2020 Promuoviamo e implementiamo un accordo sull’intero territorio regionale anche coinvolgendo la grande distribuzione organizzata, per ridurre del 50% l’utilizzo di plastica nei prossimi 5 anni, supportando finanziariamente i processi di riconversione delle aziende che utilizzano plastica.

  • trasformare l’Umbria nella Regione della Bellezza

SUBITO Coordinare un cartellone regionale estivo, di attività culturali, museali e dello spettacolo. Promuovere la conoscenza della bellezza dell’Umbria, presente in tutto il territorio, nei borghi come nelle città, per tutelarla e valorizzarla attraverso la creazione di distretti culturali omogenei per identità geografica, antropologica, storica e culturale, così da esaltarne i valori fondanti. Identità come filo conduttore, come motore delle attività, dalla musica alla danza e al teatro, dalle tradizioni e le feste ai musei, dai parchi archeologici alle ville storiche, dalle arti visive al design, fino alle nuove tecnologie. Ciò permetterà anche un arricchimento dell’offerta turistica, attraverso un’azione di marketing strategico tale da valorizzare in maniera integrata anche la filiera enogastronomica, dell’ambiente e del paesaggio, attivando in maniera sinergica risorse del turismo e del PSR. ENTRO IL 2020 Promuoviamo la creazione dei “Distretti culturali creativi” dell’Umbria (che mettano in rete a livello territoriale tutti i soggetti locali umbri dalle arti visive al design, dalla musica alla danza, al teatro, fino alle nuove tecnologie) così da far confluire le attività culturali, turistiche ed enogastronomiche in un’unica struttura programmatoria e organizzativa. Sperimentiamo un distretto modello, elevando la qualità dei servizi creativi e culturali rivolti all’utenza e allo sviluppo delle filiere produttive collegate. Promuoviamo progetti di ricerca capaci di aggiungere valore e competitività nella sfida globale incentivando il diretto confronto con lo scenario internazionale

  • trasformare l’Umbria nella Regione delle Eccellenze

SUBITO Predisporre bandi per contributi agli investimenti industriali e digitali che abbiano nel risparmio energetico e riduzione inquinamento il punto qualificante. Avviare un progetto Industria 4.0 per investimenti green.  ENTRO IL 2020 Costruiamo le reti intorno alle eccellenze umbre. Promuoviamo economicamente i cluster, le reti e le filiere affinché le eccellenze umbre possano da una parte diventare più competitive e qualificate per la sfida sui mercati internazionali e, dall’altra, svolgere un ruolo di traino delle piccole e medie imprese che popolano l’ecosistema regionale. Questi percorsi devono essere fortemente incentivati attraverso la concentrazione di risorse finanziarie di diversa natura, su vocazioni e giacimenti di know-how consolidati ed effettivi e rispondenti a trend in ascesa a livello nazionale ed internazionale.

  • trasformare l’Umbria nella Regione dell’Ambiente Sostenibile

SUBITO Sbloccare le graduatorie e riorganizzare il Piano di Sviluppo Rurale al fine di dare liquidità alle aziende. Avviare un percorso di ascolto e sensibilizzazione per creare filiere e distretti in connessione con i vari produttori regional e le identità locali. Incentivare acquisti a km zero attraverso momenti strutturati e stabili di incontro tra la popolazione e i produttori locali. Promuovere interventi di valorizzazione paesaggistica dei luoghi identitari, attraverso contratti di gestione per la manutenzione attiva e la relativa fruibilità turistica. Incentivare piattaforme per la riduzione dello spreco alimentare. ENTRO IL 2020 Promuoviamo e implementiamo il piano di sviluppo rurale e avviamo un percorso funzionale allo sviluppo delle imprese del prossimo triennio, secondo un modello di sviluppo sostenibile del green new deal. Promuoviamo, intensifichiamo e qualifichiamo l’articolazione dell’offerta agrituristica verso il sociale (scuola, sanità, infanzia, disabilità, emarginazione…) e verso un turismo ambientale attivo.

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