Aic: malattia in crescita, forte prevalenza femminile
In Umbria i casi di celiachia hanno superato quota 5mila, con un andamento in costante aumento negli ultimi quindici anni e una marcata prevalenza tra la popolazione femminile. È quanto emerso nel corso dell’assemblea annuale di Aic Umbria (Associazione Italiana Celiachia), che si è svolta all’Hotel Giò di Perugia, riunendo pazienti, familiari, professionisti sanitari e volontari per un confronto sulle criticità e sulle prospettive future.
A tracciare il quadro è stato il presidente Samuele Rossi, che ha evidenziato come il numero dei celiaci nella regione sia quasi raddoppiato rispetto a quindici anni fa. “Abbiamo superato i 5mila casi – ha spiegato – ma stimiamo che almeno l’1% della popolazione possa essere affetto da questa patologia autoimmune”. Considerando che gli abitanti umbri sono circa 800mila, il dato porterebbe a ipotizzare almeno 8mila persone potenzialmente coinvolte. Da qui la richiesta di rafforzare diagnosi precoce e percorsi assistenziali strutturati.
Secondo i dati più recenti, nel 2024 le diagnosi registrate sono state 4.637, in crescita rispetto alle 4.410 del 2023. Le donne rappresentano la quota più significativa, con 3.218 casi contro 1.419 uomini, confermando una netta predominanza femminile. Ogni anno si stimano oltre 200 nuove diagnosi.
L’analisi per fasce d’età mostra una diffusione trasversale della malattia. In Umbria si contano 65 bambini tra 6 mesi e 5 anni, 152 tra 6 e 9 anni, 269 tra 10 e 13 anni e 300 adolescenti tra 14 e 17 anni. La fascia più numerosa resta quella adulta, con 3.122 persone tra 18 e 59 anni, mentre sono 729 gli over 60. Numeri che, secondo l’associazione, rendono indispensabile un percorso diagnostico terapeutico assistenziale continuo e adeguato lungo tutto l’arco della vita.
Nel corso dell’assemblea è intervenuta in collegamento online anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che ha ribadito l’attenzione dell’assessorato regionale alla Sanità sul tema, dalla gestione delle mense scolastiche all’organizzazione dei servizi sanitari, fino agli aspetti legati al turismo e all’accoglienza. Proietti ha ringraziato l’associazione per l’attività svolta e ha manifestato la disponibilità ad avviare un percorso condiviso.
“Ringraziamo la presidente per essersi impegnata a costruire un tavolo tecnico, anche con la nostra presenza – ha dichiarato Rossi – per definire un percorso diagnostico terapeutico assistenziale efficiente e snello, capace di indirizzare i cittadini nei canali appropriati e garantire una diagnosi tempestiva”. Un’apertura che l’associazione interpreta come un primo passo verso una gestione più coordinata della patologia.
L’assemblea ha dedicato spazio anche all’approfondimento scientifico, con interventi dei clinici del Comitato scientifico di Aic Umbria Aps sui temi della dieta senza glutine e sulle correlazioni tra celiachia, diabete di tipo 1 e tiroidite. I professionisti hanno risposto alle domande dei presenti, offrendo chiarimenti su diagnosi, gestione quotidiana e complicanze.
La giornata si è aperta con la relazione sulle attività svolte nel 2025 e la presentazione del bilancio, per poi illustrare i progetti in programma per il 2026, con l’obiettivo di rafforzare informazione, supporto e tutela dei diritti delle persone celiache in Umbria.

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