Melasecche accusa la nuova giunta di bloccare le grandi opere
Prosegue lo scontro politico attorno al nodo infrastrutturale di Perugia, con una dura presa di posizione da parte di Enrico Melasecche, capogruppo della Lega Umbria e vicepresidente della Commissione infrastrutture e trasporti. In un comunicato diffuso alla stampa, Melasecche critica duramente l’attuale amministrazione comunale e regionale, accusata di immobilismo, discontinuità e incapacità di dare seguito a progetti già finanziati e approvati negli anni precedenti.
Secondo l’esponente leghista, la situazione attuale è il frutto di una “fase tra le più problematiche della storia repubblicana umbra”, dove a dominare sarebbero logiche di potere fine a sé stesso e una deriva ideologica che ostacola ogni progetto di modernizzazione. Viene definito un “patto per la poltrona” quello che, a suo dire, bloccherebbe il completamento di opere strategiche per la mobilità, come il potenziamento del collegamento tra Collestrada ed Ellera tramite metropolitana di superficie, già previsto e finanziato con sette milioni di euro.
Nel testo, Melasecche si scaglia contro le dichiarazioni di Stefania Proietti e Francesco De Rebotti, ritenute “esilaranti” per l’approccio ritenuto superficiale alle questioni di mobilità urbana. In particolare, la proposta di realizzare una stazione autobus a Collestrada per deviare il traffico privato viene bollata come una “boutade”, lontana dalla complessità delle esigenze reali del territorio. Il riferimento è alle recenti posizioni espresse da esponenti di centrosinistra e dell’Alleanza Verdi e Sinistra, favorevoli a soluzioni alternative come car sharing e mobilità dolce, ma giudicate da Melasecche come “improvvisazioni senza fondamenta”.
Anche sulla questione della variante urbanistica per la stazione aeroporto, Melasecche denuncia un blocco amministrativo lungo un anno e mezzo, che impedirebbe l’avvio di un’infrastruttura ritenuta essenziale per decongestionare il traffico in entrata a Perugia e favorire un sistema di trasporti più sostenibile. Bloccato anche il progetto per il deposito degli autobus elettrici, che dovrebbe sostituire progressivamente quelli a gasolio ancora in circolazione nel capoluogo.
Nel suo attacco, Melasecche non risparmia nemmeno il Partito Democratico e alcuni storici esponenti della sinistra umbra, accusati di incoerenza e opportunismo politico. Vengono citati, tra gli altri, Tommaso Bori, che secondo il capogruppo della Lega avrebbero espresso negli anni opinioni altalenanti sull’utilità dell’intervento infrastrutturale, nonostante l’ampia documentazione tecnica prodotta da esperti anche a livello internazionale.
La nota prosegue con un richiamo al passato, ricordando come negli anni la città di Perugia abbia saputo prendere decisioni innovative — come le scale mobili nella Rocca Paolina o il minimetrò — che oggi sembrano lontane da un’amministrazione “senza bussola”, incapace, secondo Melasecche, di dare continuità a una visione strategica di lungo periodo.
Nel testo si critica anche la gestione delle priorità politiche, con una pungente allusione a “ricevimenti, viaggi e passerelle” a scapito della concretezza amministrativa. “Sui problemi seri servono coraggio e lucidità”, afferma il rappresentante leghista, sottolineando che le forze di centrodestra devono assumersi la responsabilità di difendere con fermezza i progetti costruiti nel quinquennio precedente, nonostante le difficoltà ereditate da una lunga stagione di governo a guida centrosinistra.
Il comunicato, diffuso ufficialmente da Enrico Melasecche tramite la struttura comunicativa della Lega Umbria, si chiude con una dichiarazione di intenti: “L’Umbria merita di più e di meglio”, in un passaggio che ribadisce la volontà del partito di riproporre con forza i propri indirizzi progettuali e di rilanciare il dibattito sulle opere pubbliche al centro della discussione regionale.

A certe opere pubbliche infrastrutturali la sinistra è stata sempre un pò allergica e così l’Umbria, in particolare, è rimasta indietro rispetto alle Regioni del Nord. Perugia e Assisi (nota in tutto il mondo) sono infatti rimaste tagliate fuori dai collegamenti stradali e ferroviari fondamentali per uno sviluppo al passo con i tempi.