DUP 2018-2020 Terni, il Popolo della Famiglia chiede un progetto politico e culturale

 
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DUP 2018-2020 Terni, il Popolo della Famiglia chiede un progetto politico e culturale. «Non fate tre figli, ma cinque. Perché voi siete il futuro dell’Europa», potrebbero sembrare le parole di qualche statista comunitario poco alla moda, finalmente a favore di una linea politica a sostegno della famiglia, ma a pronunciarle fu il Presidente turco Erdogan nel marzo del 2017, rivolgendosi ai suoi connazionali sparsi in Europa. Il quadro della situazione che emerge dall’analisi dei dati pubblicato nel Documento Unico di Programmazione 2018-2020 del Comune di Terni se non è disastroso, è quantomeno preoccupante.

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«Purtroppo le statistiche riportate nel DUP non ci stupiscono e confermano quello che da tempo sosteniamo», così esordisce Marilina Piscolla, già candidata per il PdF nelle ultime amministrative al Comune di Terni.

«Le politiche antifamiliari portate avanti per anni nel nostro paese a livello nazionale e locale, non potevano avere altro effetto: una nazione ed una città che invecchia e muore, un processo che inevitabilmente ci destina alla sostituzione. Un effetto naturale ed un principio fisico: i vuoti si riempiono.

Nei quotidiani locali è stato principalmente evidenziato il calo delle nascite con un progressivo e direttamente proporzionale invecchiamento della popolazione ternana. Ma c’è un altro elemento, estremamente indicativo, che si evince nelle rilevazioni, ipoteticamente confortanti, relative alla crescita del numero delle famiglie (52 mila circa). In realtà, analizzando bene le informazioni, la tipologia di famiglia, contraddistinta da una particolare accelerazione, è solo quella monocomponente che rappresenta il 37,9% del totale, mentre raggiunge l’11,2% quella costituita da un solo genitore con figli e il 16,8% la famiglia composta solo dai due coniugi.

Resiste al modesto 21,2% la famiglia formata dai coniugi con figli. La crisi dell’istituzione famigliare, sia nella accezione laica, sia in quella confessionale, è frutto di un insidioso indottrinamento culturale, con risvolti tragici a livello sociale e antropologico», ha continuato la Piscolla evidenziando come fecondità e fertilità siano connotati inseparabili dall’esame statistico delle dinamiche demografiche che analizzano la famiglia.

Seguendo la stessa linea, Raffaele Natini, anche lui medico e già candidato nella lista del Popolo della Famiglia al Comune di Terni, ha aggiunto: «La città di Terni si trova evidentemente ad un bivio e ad una svolta storica.

Se i nostri giovani non vogliono più investire nella famiglia, se molte scelte personali sono dettate da persistenti segnali di individualismo e autodeterminismo, si spiegain parte l’impennata delle famiglie monocomponente. Il problema non deriva quindi solo dalle gravi negligenze e inadempienze che la politica ha dimostrato mettendo in campo una decisa ostilità a eleggere la famiglia come un bene fondante la società e fonte di ricchezza per essa, ma anche dalla imperiosa cavalcata di un modello sociale e culturale monadico, che paradossalmente sta portando alla distruzione, o meglio alla sostituzione della nostra società».

«Come Popolo della Famiglia, chiediamo al sindaco Latini e alla Giunta comunale di garantire un impegno serio, politicamente e culturalmente forte, per invertire le tendenze attuali (anche come opportunità per la soluzione della grave situazione economica in cui versa il nostro Comune) e di mettere in atto un ventaglio di soluzioni – convenzioni con i servizi commerciali locali, sussidi ed incentivi che privilegiano ed incoraggino le famiglie con figli – per la promozione della famiglia come nucleo fondamentale vitale della società», hanno concluso Marilina Piscolla e Raffaele Natini, specificando che come non è sufficiente produrre ricchezza ed aumentare il PIL solo con l’aumento dei consumi, analogamente per risolvere una crisi demografica non è sufficiente manipolare il numero delle famiglie eliminando quei connotati di fertilità di cui abbiamo molto bisogno, non solo nel nostro Comune, ma nell’Europa tutta.

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