AURI sospende il termovalorizzatore, protestano i sindaci

Centrodestra: "Decisione irresponsabile, i rifiuti resteranno in discarica"

AURI sospende il termovalorizzatore, protestano i sindaci 

AURI  I sindaci umbri di centrodestra hanno espresso forti critiche in merito alla sospensione della procedura per la realizzazione del termovalorizzatore da parte di AURI, l’Autorità Umbra Rifiuti e Idrico. Secondo i rappresentanti locali, questa decisione porterà a un ulteriore aumento del ricorso alle discariche, con gravi implicazioni per l’ambiente e per la qualità della vita dei cittadini umbri.

In una nota congiunta, i sindaci hanno definito la scelta di AURI come “scellerata” e in aperto contrasto con le necessità della regione. In particolare, hanno sottolineato come la regione sia destinata a continuare a smaltire i propri rifiuti nelle discariche, ignorando i problemi ambientali e sanitari che questo comporta. “Continueremo a portare i nostri rifiuti nelle discariche, con tutti i problemi che queste comportano per i cittadini e per l’ambiente”, si legge nel comunicato.

I sindaci hanno accusato la sinistra regionale di essere responsabile di una scelta che, a loro avviso, rischia di riportare l’Umbria indietro di decenni, pari ad alcuni paesi del Terzo Mondo. “Chi se ne importa dei nostri paesaggi e delle valli umbre deturpate per sempre da milioni di tonnellate di rifiuti?”, hanno affermato i primi cittadini. Inoltre, è stato evidenziato che la decisione contrasta con le direttive europee, che impongono di utilizzare i rifiuti per la produzione di energia, favorendo in modo progressivo il ricorso a soluzioni più sostenibili rispetto all’uso delle discariche.

Gli impianti di smaltimento in corso nella regione, come quello delle Crete ad Orvieto, di Borgogiglione a Magione e di Belladanza a Città di Castello, non solo non vedranno alcuna chiusura, ma saranno destinati a subire ulteriori ampliamenti. Per i sindaci di centrodestra, questa situazione rappresenta una sconfitta per i cittadini e un’opportunità mancata per risolvere una delle principali problematiche ambientali della regione. “Gli impianti di discarica non sono mai stati un’alternativa accettabile, ma una soluzione temporanea che oggi rischia di diventare permanente”, hanno aggiunto.

La decisione di AURI non ha solo suscitato preoccupazione per l’ambiente, ma anche per i costi che i cittadini umbri potrebbero dover affrontare. “Tra tre mesi verranno approvate le tariffe della TARI per il 2025. I cittadini capiranno allora cosa significa un governo regionale di veterocomunisti e fanatici ambientalisti”, hanno dichiarato i sindaci. È stato sottolineato che gli aumenti delle tariffe sono ormai una certezza e che la responsabilità di questa situazione ricadrà direttamente sulle spalle dei cittadini.

“Quando avremo cognizione dei clamorosi aumenti della TARI che sono già in vista, sapremo bene chi ringraziare. Questa sinistra fuori dal tempo e dal mondo, che gioca alla roulette russa con le nostre vite, la nostra salute ed il nostro futuro”, hanno concluso i sindaci.

A questo punto, i rappresentanti locali hanno ribadito la loro determinazione a lottare contro questa scelta, promettendo di impegnarsi al massimo per fermare quello che considerano uno scempio. “Continueremo a combattere con tutte le forze contro questo scempio, che continuerà a distruggere ed inquinare l’Umbria con l’uso indiscriminato delle discariche”, hanno affermato. I sindaci di centrodestra chiedono una revisione immediata della decisione e una soluzione alternativa che possa risolvere il problema dei rifiuti in maniera sostenibile ed efficiente.

1 Commento

  1. Ad onor del vero, per quanto concerne l’aumento della TARI, almeno a Perugia, c’è già stato quest’anno (pari al 6,8%). E la riprova è che a dicembre si dovrà pagare il “saldo” che, a mio avviso, non era evidenziato con chiarezza nella Comunicazione del 30 aprile, cioè prima delle elezioni comunali, rispetto alle comunicazioni degli anni precedenti.

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