Phobos eolico, Tar rinvia e riapre partita decisiva a Orvieto

Phobos eolico, Tar rinvia e riapre partita decisiva a Orvieto

Scontro istituzionale e attesa per il 27 gennaio a Orvieto

Il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria ha disposto il rinvio al 27 gennaio della camera di consiglio sul ricorso presentato da Rwe Renewables Italia contro il diniego regionale all’autorizzazione unica per il progetto eolico Phobos, un passaggio che riapre una vicenda già segnata da tensioni istituzionali e da un confronto politico sempre più serrato.

La decisione arriva dopo l’udienza del 13 gennaio, durante la quale i giudici hanno rilevato difetti di notifica tali da rendere necessario un differimento, ritenuto indispensabile per garantire il pieno rispetto di tutte le parti coinvolte. Un rinvio tecnico, ma che assume un peso politico rilevante alla luce delle polemiche esplose nelle ultime settimane.

Il Comune di Orvieto, già costituito in giudizio, ha sottolineato come dall’ordinanza del Tar emerga con chiarezza che la Regione Umbria non abbia preso parte alla fase cautelare del procedimento. Una circostanza che aveva generato un duro botta e risposta tra l’amministrazione orvietana e l’assessore regionale De Luca, che aveva accusato sindaco e assessore all’Ambiente di diffondere informazioni false e di cercare visibilità.

Il sindaco Roberta Tardani e l’assessore Andrea Sacripanti hanno ribadito la necessità di riportare la discussione su un piano di verità documentale, ricordando come la loro preoccupazione fosse legata esclusivamente alla tutela del territorio e alla necessità che tutte le istituzioni si muovessero in modo coordinato. Hanno inoltre auspicato che, con la stessa intensità mostrata nelle accuse, arrivino ora anche le scuse pubbliche.

Nelle ultime ore, tuttavia, il clima sembra essersi parzialmente ricomposto. I rappresentanti del Comune hanno confermato nuovi contatti tra l’avvocatura regionale e i legali dell’ente, un segnale interpretato come l’avvio di una possibile strategia condivisa in vista della prosecuzione del procedimento. Una collaborazione che, secondo l’amministrazione orvietana, rappresenta l’unica strada per opporsi con efficacia a un progetto considerato altamente impattante.

Il rinvio al 27 gennaio offre alla Regione una seconda opportunità per costituirsi anche nella fase cautelare, rafforzando così il fronte istituzionale contrario al parco eolico. Una scelta che, nelle intenzioni del Comune, potrebbe dare maggiore solidità alle argomentazioni già presentate a difesa del territorio e delle sue specificità paesaggistiche.

La partita resta aperta e carica di implicazioni politiche, ambientali e amministrative. Il Tar sarà chiamato a valutare non solo la legittimità del diniego regionale, ma anche il quadro complessivo di un progetto che continua a dividere comunità locali e istituzioni, mentre il conto alla rovescia verso la nuova udienza entra nel vivo.

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