Luigi Fressoia su Minimetrò, Metrobus e Nodino di Perugia

M5s: perplessità sulla vendita del Comune delle quote Minimetrò

Luigi Fressoia su Minimetrò, Metrobus e Nodino di Perugia

“Il Minimetrò è stato un fallimento dal punto di vista dei trasporti e da quello economico”, queste le parole di Luigi Fressoia. Infatti, quella che fa, è una lunga riflessione su temi come quello, appunto, del Minimetrò, ma anche del nuovo Metrobus e del Nodino. Argomenti ormai centrali nel perugino.


Fonte Luigi Fressoia
di Lucrezia Fioretti


Partendo dal Minimetrò, spiega che questo fu approvato dal Ministero per una previsione di circa 25mila passeggeri al giorno che avrebbero usufruito del servizio, quando nella realtà con difficoltà superarono i 6.700. Ovviamente, altre difficoltà della città hanno portato all’utilizzo del Minimetrò, tra cui: parcheggi in centro semivuoti visti i prezzi altissimi, autobus obbligati a puntare sulle stazioni del Minimetrò e la chiusura della Ferrovia Centrale Umbra.

L’insufficienza dell’utilità del Minimetrò è stata causata anche dalla stesura del progetto in sé, perché fu costruito ugualmente perché intercettati 68 miliardi di lire di una certa legge sui trasporti. Per Fressoia quindi, questa è l’ennesima dimostrazione di come la politica italiana si adoperi non per l’utilità di un’opera pubblica, quanto per i soldi dell’appalto.

Il Minimetrò è costato 100 milioni per costruirlo e altri 140 milioni circa di debito gestionale in tredici anni. Se allora il Minimetrò era lo strumento giusto, ad oggi c’è bisogno di nuovi business, il Brt (bus rapid transit) o anche Metrobus.

Il tragitto va da Castel del Piano a Fontivegge in 42 minuti, passando per la Perugia, Ponte della Pietra e via Settevalli, al costo di 92 milioni.  “Bus su gomma che camminerà per l’80% del proprio tragitto in mezzo al traffico, in mezzo ad automobili, furgoni, camion, motorini e apetti, anche se godrà di qualche semaforo dedicato”. Qui iniziano i problemi per Fressoia, che spiega come, anche in questo caso, i cittadini non usufruiranno del mezzo. Visto che: la gente non ama scendere a metà percorso per poi salire su un altro mezzo, con il rischio di perdere coincidenze, tenere bagagli e tante altre variabili, così finisce per usare l’automobile.

Come detto, il Metrobus è un bus su gomma che corre per lo più in mezzo alla strada, però in effetti è speciale sia perché di più grandi dimensioni sia perché elettrico, cioè non dotato di normale motore a diesel o benzina. Proprio questo ne fa un prodotto estremamente costoso all’acquisto e gestione, costa infatti 8/9 euro al chilometro, mentre i bus normali costano la metà.

Lo contrabbandano, per Fressoia, dietro lo slogan -molto di moda- “è elettrico!”. Il buon senso direbbe di sperimentare lo stesso servizio con bus normali sulla stessa tratta.  “Ma tali prudenze sono come fumo negli occhi.”

Stesso discorso vale per il Nodino di Ponte San Giovanni, dove si dovrebbe prima raddoppiare la rampa che sale a Perugia e al contempo quella che scende verso Assisi-Foligno. Facile previsione quindi l’inattuabilità di questi strumenti. Tutti i partiti, però, che sono favorevoli al Metrobus, sono favorevoli al Nodino. A dimostrazione del fatto che, dice Fressoia, la politica ad oggi è un continuo pagare e impoverire.

L’alternativa a tutto ciò, anche per permettere un raggiungimento a Castel del Piano – essendo uno dei pochi filamenti urbani privi di ferrovia – è il binario tramviario. Così si godrebbe di un unico servizio unitario disponibile per tutta la conurbazione.

Chi sale quindi in vettura a Castel del Piano, senza dover mai cambiare treno, potrebbe trovarsi ad esempio a Santa Maria degli Angeli con soli 55 minuti, a differenza del Metrobus che ne impiega 42 per arrivare solo a Fontivegge, dove occorrerebbe effettuare un cambio.

“Come Italia Nostra – spiega Fressoia – facemmo le nostre osservazioni alle bozze di Pums: mano a mano che la proposta Metrobus avanzava e si fortificava, abbiamo chiesto ufficialmente dibattito specifico su di esso con confronto tecnico con svariati altri sistemi che il mercato mondiale offre. Nessuna risposta. Nessuna ombra di vero dibattito pubblico che pure le normative europee imporrebbero.”

Lo stanziamento è stato appena fatto dal Pnrr e da questo momento si avviano le procedure. Ma Perugia, per Fressoia, subirà un altro debito e quindi altro impoverimento e decadimento esteticofunzionale.

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