Una piazza titolata a Marco Pantani, parla Tonina, mamma del “Pirata” 🔴 video

Alla cerimonia erano presenti, fra gli altri, il sindaco Andrea Romizi e l'assessore Edi Cicchi

 
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Una piazza titolata a Marco Pantani, parla Tonina, mamma del “Pirata” 🔴

di Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – La città di Perugia ha dedicato una piazza al campione, grande quanto sfortunato, Marco Pantani (Cesena, 1970-2004). La cerimonia si é tenuta a Villa Pitignano-Ponte Felcino, alla presenza del sindaco Andrea Romizi, dell’assessore Edi Cicchi, del consigliere comunale Paolo Befani, in rappresentanza dell’assessore allo sport Clara Pastorelli, del parroco della frazione don Nicolò, del presidente provinciale del ciclismo Luciano Bracarda e dell’ex ciclista Luca Panichi, oltre al presidente dell’associazione ciclistica Villa Pitignano, Tosello Canestrelli.

  • Una stele, realizzata dall’azienda Spaccia Paolo, riporta la motivazione: “A Marco Pantani in ricordo della sua partecipazione alla gara ciclistica, categoria juniores, del 15.4.1988 organizzata dal GS Villa Pitignano.

Durante la cerimonia sono stati fatti vedere ed ascoltare due messaggi video della madre del campione, Tonina Belletti, che non é potuta intervenire e di Stefano Bagnolini, collaboratore della Fondazione Pantani. Insomma da un lato si é inteso celebrare un ciclista, che ha fatto sognare, rinnovando i fasti dei grandi atleti della due ruote come Bartali, Coppi, Gimondi, Moser, gli amanti di questo sport e dall’altro ricordare come già agli inizi della carriera Marco, sollecitasse l’attenzione degli osservatori. Tra l’altro la zona del Ponti di Perugia é stata, ed é ancora, una fucina di praticanti e di appassionati di questa disciplina.

Del “Pirata“, nomignolo affibbiatogli dai suoi fan, basterà ricordare che é uno dei pochi assi che abbia vinto sia il Giro d’Italia, sia il Tour de France (nel 1998); che tra il 1992 ed il 2003, periodo in cui é stato professionista, ha centrato 46 vittorie di tappa; che nel 1995 ha pure ottenuto il bronzo ai campionati mondiali. Scalatore mitico, era particolarmente dotato anche come scattista e discesista. La sua morte, in una stanza d’albergo resta, a tutt’oggi, un giallo irrisolto.

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