Proietti saluta il vescovo e richiama il ruolo di Assisi
Il panorama spirituale e civile dell’Italia centrale vive un passaggio di testimone di eccezionale valore simbolico e istituzionale. Venerdì 20 marzo 2026, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha rivolto un tributo solenne a Monsignor Domenico Sorrentino, che conclude il suo mandato pastorale dopo vent’anni di servizio ininterrotto. L’impronta lasciata dal presule nelle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e, dal 2021, anche di Foligno, viene descritta come un solco profondo tracciato all’insegna della dignità umana e della tutela dei più vulnerabili. La governatrice ha sottolineato come l’intero Episcopato di Sorrentino sia stato caratterizzato da uno stile sobrio, autorevole e permeato da una rara capacità di ascolto, doti che hanno stimolato una coscienza civile più attenta al bene comune e alla fratellanza universale, come riporta il comunicato dell’Agenzia Umbria Notizie.
Sotto la guida di Monsignor Sorrentino, il territorio umbro ha consolidato la propria vocazione di centro nevralgico per il dialogo interreligioso e la diplomazia della pace. La presidente Proietti ha evidenziato come l’azione del Vescovo abbia saputo attualizzare il carisma francescano, traducendolo in iniziative concrete legate all’economia della fraternità e al coinvolgimento attivo delle nuove generazioni. Tra le tappe fondamentali di questo lungo percorso si annoverano il Sinodo diocesano del 2012 e la valorizzazione del Santuario della Spogliazione, luogo che ha assunto una rilevanza internazionale grazie alla figura di San Carlo Acutis. Questi interventi non hanno soltanto arricchito la vita ecclesiale, ma hanno proiettato Assisi come riferimento globale per la custodia della dignità umana contro ogni forma di scarto sociale.
Un aspetto centrale del commiato riguarda il rapporto personale e istituzionale maturato durante le fasi più critiche vissute dalle comunità locali negli ultimi due decenni. Stefania Proietti ha ricordato con gratitudine il ruolo di guida magistrale svolto da Sorrentino durante l’emergenza pandemica, periodo in cui il Vescovo si è dimostrato un pilastro fondamentale per la tenuta sociale e psicologica della popolazione. La sua presenza costante nelle piazze e nelle parrocchie ha garantito un sentimento di unità che ha permesso ai cittadini di affrontare l’incertezza con una prospettiva di solidarietà tangibile. Di conseguenza, il suo magistero viene oggi celebrato come un modello di prossimità che ha saputo unire la profondità della fede a una comprensione pratica delle dinamiche del lavoro e della carità.
Nonostante la conclusione formale del suo servizio attivo al vertice delle diocesi coinvolte, l’eredità intellettuale di Monsignor Sorrentino continuerà a influenzare il dibattito pubblico e sociale della regione. La Regione Umbria ha espresso una riconoscenza profonda per il cammino condiviso, riconoscendo nel Vescovo un interlocutore prezioso per la crescita etica del territorio umbro. L’enfasi posta sulla centralità della persona e sul rinnovamento delle strutture parrocchiali ha gettato basi solide per il futuro delle istituzioni religiose e laiche. Il messaggio della presidente ribadisce dunque che l’impegno di Sorrentino continuerà a ispirare i percorsi di giustizia e responsabilità a Assisi e nel resto della regione, rappresentando un patrimonio immateriale di inestimabile valore per la collettività.
Monsignor Sorrentino ha saputo trasformare i confini diocesani in ponti verso il mondo, accogliendo ripetutamente i vertici della Chiesa universale e promuovendo Assisi come capitale del dialogo. La sua visione ha permesso di consolidare il ruolo della città serafica come punto di riferimento per la risoluzione dei conflitti e per la tutela del creato. Attraverso il sostegno costante al magistero papale e l’attenzione ai temi dell’ecologia integrale, l’episcopato uscente lascia una traccia indelebile nella storia umbra. Questa capacità di parlare al cuore delle comunità locali e contemporaneamente alle istituzioni globali resta la testimonianza più autentica di un servizio prestato con dedizione assoluta al bene dell’uomo, indipendentemente dalla sua appartenenza confessionale o sociale.

Commenta per primo