Il comitato Pro Nodino chiama il Pd, c’era anche Locchi

Nodo di Perugia, il crono-programma di realizzazione

Il comitato Pro Nodino chiama il Pd, c’era anche Locchi

Nell’ultimo degli incontri previsti, per confrontarsi con i gruppi politici presenti nel Consiglio comunale di Perugia, al fine di far toccare con mano il clima che si vive a Ponte San Giovanni e in tutta la fascia di territorio compresa tra Collestrada, Ponte San Giovanni e Balanzano in questa fase, nella quale ci si appresta ad assumere decisioni circa l’approvazione del progetto Nodo di Perugia — I Stralcio Collestrada — Madonna del Piano, comunemente detto Nodino, il Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni?” ha incontrato il 18 marzo 2022 la delegazione del Partito Democratico, composta dal neo-segretario cittadino, Sauro Cristofani, dalle Consigliere Sarah Bistocchi, capogruppo, e Elena Ranfa, eletta a Ponte San Giovanni e dai tecnici Marcello Panettoni e Gianni Moriconi, ambedue esperti di pianificazione territoriale e trasporti.


Fonte: dal Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni?”


Era presente, a sorpresa, anche Renato Locchi, figura politica di spicco della recente storia perugina, per anni protagonista della vita amministrativa e politica della città. Fausto Cocciari, portavoce insieme a Luigi Ercolani del gruppo “Chi salverà Ponte San Giovanni?” ha aperto la seduta, commentando il documento prodotto recentemente dalla segreteria cittadina a riguardo delle problematiche della mobilità di persone e merci, legate prevalentemente all’affollamento critico che si viene a creare nel tratto tra Collestrada e Ponte San Giovanni e poi nel raccordo Perugia Bettolle, a causa dell’aumento considerevole dei veicoli, leggeri e pesanti, e della palese inadeguatezza della sede stradale del Raccordo autostradale.

Cocciari commenta brevemente il contenuto del documento, ampio e ricco di suggerimenti interessanti, a partire dal concetto di intermodalità al quale è ispirato: loda l’approccio ai problemi, articolato in varie prospettive che fanno delle comunicazioni stradali uno degli strumenti da adeguare alla crescenti esigenze, insieme al potenziamento delle reti ferroviarie, da impiegare per drenare una parte delle persone che raggiungono Perugia, previa creazione di parcheggi di scambio alla periferia della città, in modo da non dover costringere i cittadini all’utilizzo del mezzo privato.

Rileva però, nell’ambito del documento, una o due proposte che hanno bisogno di esplicazioni, riguardanti la situazione del trasporto stradale ormai critica, soprattutto nella fascia tra Collestrada e Balanzano. Subito dopo cede la parola al dott. Roberto Rossi, che nella sua veste di medico condotto che ha esercitato la propria professione a Ponte San Giovanni, analizza i dati forniti da ARPA circa la situazione di inquinamento in cui vive il quartiere, integrandoli con considerazioni e valutazioni frutto della sua lunga esperienza.

Il dott. Rossi rivela come i dati, considerati in una serie ventennale, assumono tratti di preoccupazione nella centralini ormai da decenni presente all’altezza del Parco Bellini, con numerose fasi di sforamento in alcuni anni. Informa poi che ridia centralini collocata per due mesi nei pressi del percorso della E45, pur essendo i dati generali quasi sovrapponibili a quelli della precedente centralini; un dato veramente significativo come campanello d’allarme è quello relativo al biossido d’azoto, prodotto tipico dell’inquinamento da traffico, che risulta superiore del 30 per cento nella centralino posta presso la E45 rispetto alla precedente: dato esaurientemente significativo dell’inquinamento risultante dal traffico veicolare. Conclude con una serie di considerazioni sulle malattie derivanti da eccessiva e ripetuta esposizione agli inquinanti citati.

Prende la parola Sauro Cristofani, puntualizzando che il documento, elaborato dal PD perugino, mira a dare una risposta complessiva ai problemi di tutta la fascia Sud e Ovest del territorio perugino: situazione così complessa da essere diventata ormai di portata nazionale e bisognosa perciò di una considerazione più ampia che non si limiti al solo esame delle problematiche riguardanti il tratto sicuramente più critico, quello appunto che fa perno nella zona di Ponte San Giovanni. Prosegue poi esponendo i punti nodali dell’ampio progetto presentato, soffermandosi specialmente sulla proposta di puntare all’allungamento della realizzazione del Nodino, almeno fino all’ospedale regionale: questo tratto aggiuntivo sarebbe già una soluzione sufficiente ad affrontare i nodi principali del problema congestione da traffico, gioverebbe a tutta la fascia Sud di Perugia e contribuirebbe in maniera decisiva ad allentare la morsa su Ponte San Giovanni, in quanto attirerebbe una massa di veicoli ben superiore a quella del Nodino nella versione ridotta proposta dall’ANAS.

Con questa soluzione, alla quale dovrebbero lavorare con maggiore dedizione le attuali forze di governo dell’Umbria, si libererebbe in maniera decisiva il tratto critico tra Collestrada, Ponte San Giovanni e Balanzano interessando Io stesso abitato del quartiere, libero dagli ingorghi che non si creerebbero più. Seguono alle sue parole varie domande, tendenti a chiarire se la proposta di prolungamento del Nodino fino all’Ospedale regionale possa comportare implicitamente l’inutilità della realizzazione del Nodino, nella forma attualmente in fase ultima di progettazione.

Rispondono a questa domanda, che vari cittadini definiscono fondamentale riguardo alle attese della popolazione della zona, sia Cristofani, che afferma che il compito di un partito che ha ambizioni di governo è quella di chiedere le soluzioni più efficaci, fermo restando che il tratto Madonna del Piano — Ospedale deve intendersi aggiuntivo al Nodino e non sostitutivo. Prende la parola Marcello Panettoni, ricostruendo la storia della progettazione dell’opera, riconoscendo la fondatezza delle richieste che vengono da Ponte San Giovanni ma ribadendo che l’interesse della frazione è quello che si realizzi il nuovo tratto proposto nel documento, perché solo quello sarebbe in grado di eliminare le code e limitare quindi anche il traffico all’interno dell’abitato. Seguono una serie di domande del pubblico, alcune apertamente polemiche, poiché viene espresso il timore che le opere aggiuntive proposte, ma che devono ancora trovare una risposta progettuale (punto sul quale dissente Panettoni) e finanziaria, possano determinare un nuovo allungamento dei tempi di realizzazione della parte già finanziata, dopo il già estenuante attacco al Nodino condotta da anni da parte di comitati locali contrari all’opera.

Seguono gli interventi di Cocciari, Ercolani, Palmerini e Zara, membri dell’esecutivo del gruppo, che ricordano l’acredine con la quale sono stati bersagliati tutti coloro che hanno espresso parere favorevole al Nodino, considerando come pretesti i vari inviti che sono venuti da più parte di tornare a confrontarsi e di cercare una soluzione che accontenti tutti. Ora è tempo di scelte e tutte le alternative proposte hanno il sapore del rinvio come, ad esempio, quella di realizzo della seconda rampa verso Perugia. A questo proposito Luigi Ercolani si dilunga sulla irrazionalità della proposta, facendo notare come la stessa, per i problemi tecnici insuperabili che porta con sé, non solo non risolverebbe i problemi di Ponte San Giovanni e territorio limitrofo, ma causerebbe addirittura un aggravio delle condizioni di congestione da traffico all’interno del paese. Invita quindi i Comuni di Perugia e Torgia no a presentare le loro richieste all’ANAS per le opere di mitigazione dell’impatto sul territorio e di compensazione per qualche danno che esso dovrà sicuramente subire, inevitabile quando si realizza un’opera di interesse pubblico di ampia portata.

Intervengono di seguito nel dibattito Elena Ranfa, Consigliere comunale del PD e Sarah Bistocchi, Capogruppo della rappresentanza del PD nel Consiglio comunale di Perugia. Elena Ranfa ricostruisce i vari passaggi attraverso i quali si sono sviluppate le posizioni espresse dal PD sull’argomento Nodino. Rievoca che fin dal 2020 era stata ripensata nel suo gruppo la questione del traffico nella periferia di Perugia e si era convenuto che la soluzione potesse essere quella della realizzazione dell’intero Nodo. Quando poi era pervenuta al Consiglio comunale la richiesta di ANAS, che non presentava novità rispetto alla precedente proposta, aveva mantenuto una posizione di diniego rispetto al Nodino. La posizione attuale del suo partito, nata dalle novità presenti nel nuovo progetto viene da lei condivisa, poiché offre una soluzione più ampia e largamente risolutiva ai problemi della mobilità, pur continuando a mantenere, per coerenza, una sua personale riserva su alcuni aspetti dell’opera nel suo insieme.

La capogruppo Sarah Bistocchi riassume anch’essa i motivi salienti che hanno portato il gruppo del PD a condividere la proposta di realizzare il Nodino, caldeggiando nello stesso tempo l’esigenza che alla sua prima parte si debba contestualmente aggiungere la prosecuzione, a due corsie, della strada fino all’Ospedale di Santa Maria della Misericordia, per offrire un maggiore sollievo tanto alla congestione di traffico di Ponte San Giovanni e area limitrofa, quanto alle aree critiche della via Pievaiola e di tutto il contesto urbano che su questa gravita. Pertanto auspica anch’essa, in linea con la posizione espressa dal Segretario Cristofani, che in aggiunta al tratto del Nodino tra Collestrada e Madonna del Piano, la politica perugina faccia unitamente pressione per richiedere la realizzazione del tratto successivo, fino all’Ospedale.

Seguono infine gli interventi di Renato Locchi, molto applaudito quando ricorda che certi comitati sono comunque contrari ad ogni opera che si presenti, attenti all’integrità del territorio, ma non a quella della salute dei suoi abitanti e quando invita il PD ad ascoltare le voci di chi concretamente presenta le realtà critiche, mentre Paolo Palmerini ricorda come il problema dell’inquinamento da traffico sia già stato clamorosamente sollevato dalla Pro Ponte quasi trenta anni fa, durante i quali non è seguito nulla. Ora gli animi sono tesi per il pericolo di nuovi rinvii, quando tutto sembra ormai marciare in direzione favorevole al Nodino, essendo presenti quasi tutte le condizioni necessarie che ciò avvenga. Con questa nota di fiducia si chiude la serata di interessante e appassionato confronto politico.

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