Trattati come azienda privata, licenziati i dipendenti pubblici della Unioncamere Umbria

Vertenza Unioncamere Umbria, USB, rimettere mano al progetto di riforma

Trattati come azienda privata, licenziati i dipendenti pubblici della Unioncamere Umbria



Quattro persone, solo quattro lavoratori e non di più! Sono i dipendenti pubblici della Unioncamere Umbria che hanno ricevuto una lettera di licenziamento e dal 31 luglio resteranno senza lavoro. I lavoratori hanno protestato oggi con la Federazione Regionale di USB davanti la sede della Camera di Commercio di Perugia e lo hanno fatto in concomitanza con la convocazione del Consiglio di Unioncamere Umbria.

«Abbiamo ricevuto una lettera di licenziamento, tutto è dovuto a una riforma del sistema camerale – ha detto Andrea Massarelli delegato USB responsabile al tavolo per la riforma camerale. La nostra messa in liquidazione non è stata regolare. C’è una legge che tutela i nostri livelli occupazionali, con il trasferimento delle attività così come avviene per tutte le amministrazioni pubbliche».

Trattati come un’azienda privata: «Sta mancando quella che è la garanzia sui livelli occupazionali. E’ un trattamento unico in Italia perché nelle altre unioni regionali hanno in pratica risolto, con mobilità verso altri enti pubblici o passati, così come prevedeva la riforma, nell’azienda speciale regionale. Noi, invece siamo stati licenziati».

Il Liquidatore, i presidenti e gli amministratori delle due Camere di commercio (Perugia e Terni) oggi si sono, infatti, ritrovati per decidere sulla sorte di una Amministrazione Pubblica e sull’applicazione di norme di legge che la regolano, ma anche su come è stata posta in liquidazione e i criteri di gestione che hanno determinato la situazione irregolare in cui si trova rispetto al resto d’Italia.

Chiedono il rispetto della norma, il mantenimento dei livelli occupazionali: «Veniamo da un’amministrazione pubblica – hanno detto – e vogliamo che vengano garantiti gli stessi diritti e le stesse tutele».

Attendono risposte positive alla situazione imbarazzante per l’intero sistema camerale italiano che si è creata in Umbria con il caso Unione Regionale. USB vuole fare un richiamo non solo al rispetto di un dettato normativo ma anche ad un’etica della responsabilità che sembra essere stata messa in secondo piano rispetto alle logiche di potere tra Perugia e Terni.

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