Aste immobiliari: sono state 4064 nel 2020 in Umbria

 
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Aste immobiliari: sono state 4064 nel 2020 in Umbria

Aste immobiliari: sono state 4064 nel 2020 in Umbria

Sono state 4064 le unità immobiliari oggetto di aste immobiliari in Umbria nel 2020 durante il solo periodo di attività dei tribunali, rispetto alle 116.637 di tutto il territorio nazionale per un controvalore di immobili complessivo a base d’asta pari a 16.979.762.935,86 euro.

Lo rende noto il Centro studi AstaSy Analitics di NPLs RE_Solutions nel suo “Report Aste 2020 – Time Out” precisando come sia impossibile parlare di un «calo percentuale» poiché le stesse aste si sono bruscamente interrotte, e alcune ancora lo sono, a causa di forza maggiore.
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In pillole:

  • La chiusura dei tribunali causa COVID ha rinviato in tutto il territorio Italiano 123.000 aste circa, con un mancato recupero di circa 8.600.378.123 euro.
  • Le aste immobiliari in Umbria nel 2020 sono state 4064 pari al 3,48% rispetto al totale delle esecuzioni italiane.
  • Perugia è al terzo posto nazionale come numero di esecuzioni (3554), Terni all’ottantunesimo con 510.
  • In merito alla provenienza degli immobili messi all’asta, si tratta per il 70% di esecuzioni immobiliari, mentre per il 28% di procedure concorsuali.
  • 89% della composizione delle esecuzioni immobiliari è costituita da beni il cui valore in asta è inferiore a 250.000 euro.
  • Il 30,64% degli immobili in asta è di tipo residenziale, questo dato risulta comunque falsato (nel 2019 era il 62%) in quanto il 2020 è stato contraddistinto dai decreti «anti-pignoramento» che hanno sortito 2 importanti risultati sul tema esecuzioni immobiliari dei beni residenziali: ha impedito l’attivazione di nuovi avvii, rinviando quindi sino a dopo lo stato di crisi pandemica tutte quelle attività legate al creditore procedente e quindi messo in stand by nuovi pignoramenti e nuove udienze per l’effettiva messa in asta dei beni immobili; nonché ha ulteriormente sospeso tutte le aste di tutte le unità residenziali adibite a dimora principale.
  • Il valore medio base asta degli immobili si è notevolmente abbassato a € 64.701,63, il che sta certamente a significare che gli immobili vengono aggiudicati a valori notevolmente inferiori ai reali valori di mercato, creando un’ulteriore perdita di valore.

Le aste immobiliari in Umbria rappresentano il 3,48% del totale, mantenendo il 13° posto come regione per numero di esecuzioni immobiliari.

È sempre la provincia di Perugia a mantenere il record di maggior numero di esecuzioni nella regione (3554) con un terzo posto nazionale, dopo la provincia di Roma e quella di Milano.

  • La provincia di Terni si attenta all’ottantunesimo posto con 510.

In media l’inizio delle procedure risale al 2014 nella Provincia di Perugia e nel 2015 in quella di Terni.

La procedura più vecchia ancora attiva che giace nei meandri dei nostri Tribunali risale al 1989 nella Provincia di Perugia e 1994 in quella di Terni.

Come commenta Mirko Frigerio, Fondatore e Vicepresidente Esecutivo NPLS RE Solutions e Presidente del Centro Studi AstaSy Analytics: “Il mancato recupero nell’anno 2020 è potenzialmente stimabile in 8.600.378.123,25 di euro, assunto dalla differenza dei valori posti in asta nel 2019 rispetto ai valori del parziale 2020. È questa quindi la cifra che i creditori non recupereranno nei business plan dell’anno 2020, ma non possiamo ancora parlare di perdita, al momento si tratta solo di un allungamento dei tempi”.

Alessandro Venturi specialist NPLs RE_Solutions – AstaSy Umbria: “ in un contesto così difficile nel 2021 un ruolo da protagonista sarà giocato dalle operazioni extragiudiziali. È opportuno ricordare che il 32% delle esecuzioni Immobiliari hanno la possibilità di trovare un accordo tra creditore e debitore.

Questo permette in primis la vendita del bene in tempi inferiori rispetto alla giustizia e soprattutto dà la possibilità all’ esecutato di estinguere completamente il proprio debito. Statisticamente, un bene posto in vendita a mercato libero viene commercializzato in circa 6 mesi, oltre al fatto che il valore di recupero si attesta intorno al 30% in più del presunto incasso giudiziale su ogni singolo caso.

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