Incidente mortale sul lavoro, operaio perde la vita ad Allerona scalo

 
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Incidente sul raccordo, due feriti in ospedale, non in pericolo di vita

Incidente mortale sul lavoro, operaio perde la vita ad Allerona scalo ALLERONA – Incidente mortale sul lavoro sul tratto di ferrovia lenta nei pressi di Allerona scalo. A perdere la vita un operaio, un 26enne di Castel Giorgio, che, impegnato in un cantiere della Ceprini Costruzioni ai lati della linea, sarebbe stato colpito da un mezzo pesante che stava operando nel cantiere stesso. La tragedia è accaduta durante i lavori di manutenzione programmati tra Fabro Ficulle e Allerona, lungo la linea convenzionale Roma – Firenze, in un’area delimitata e non interferente con la circolazione ferroviaria.

Sul posto i vigili del fuoco di Orvieto e Terni, gli operatori del 118, i carabinieri di Allerona e gli agenti della polizia ferroviaria orvietana ma per il giovane non c’era già più nulla da fare. Il ragazzo aveva festeggiato il 26esimo compleanno appena due giorni prima della tragedia.

Dell’accaduto è stata informata la procura di Terni. Spetterà alla Polfer ricostruire la dinamica dell’accaduto, al vaglio anche degli addetti della Usl Umbria 2. Non ci sono state ripercussioni sul transito dei treni

Cordoglio «Anche a nome del gruppo del Pd esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia del giovane operaio morto stamani a causa di un incidente sul lavoro sulla linea ferroviaria nei pressi di Allerona Scalo». Così il presidente del gruppo regionale del Partito democratico, Gianfranco Chiacchieroni, che aggiunge: «Di fronte ad un dramma di tale entità non si può che esprimere solidarietà e partecipazione, ma il tema della sicurezza sul lavoro sollevato dai sindacati deve diventare una priorità reale nel nostro paese. Un compito questo che spetta soprattutto alla politica che, per prima, dovrà fare la sua parte».

Morte sul lavoro ad Allerona: Filt Cgil Umbria, ennesima sconfitta dello Stato: Questa volta morire sul posto di lavoro è toccato ad un ragazzo di 26 anni, travolto da un mezzo d’opera mentre stava operando al rinnovo dell’armamento ferroviario nella tratta tra Allerona e Fabro. È l’ennesima sconfitta di uno Stato che si è “rassegnato” a considerare mera statistica ciò che noi riteniamo possa e debba essere in ogni modo, con ogni sforzo, evitato. La Filt dell’Umbria e tutta la Cgil chiedono che venga immediatamente avviato un tavolo di verifica e venga fatta luce sulle cause di quest’ultima tragedia. Chiamiamo tutti ad una assunzione di responsabilità, anche sul fronte politico a vari livelli. Ribadiamo con fermezza l’urgenza di aumentare gli investimenti per la prevenzione, di rafforzare i controlli e allo stesso tempo le sanzioni, per fermare la catena di infortuni.

La crescita del lavoro e la sua qualità restano necessariamente centrali nella linea del nostro sindacato. Il lavoro è la priorità, avvertita dalla nostra organizzazione, così come dalla stragrande maggioranza dei nostri concittadini. Ma lavorare deve solo essere sinonimo di realizzazione personale e sociale. Lavoro non può essere morte. Il lavoro non può continuare ad essere deregolamentato ed i diritti non sono un orpello del quale potersi liberare ai fini di una discutibilissima produttività. Quindi, oltre ad esprimere la nostra vicinanza alla famiglia ed ai colleghi del lavoratore colpito, continueremo senza tregua nella lotta che da anni stiamo portando avanti contro questa piaga delle morti e degli infortuni durante lo svolgimento del proprio lavoro.

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