Il Tar accoglie ricorso e condanna “Paracetamolo e vigile attesa”, e adesso?

Il Tar accoglie ricorso e condanna "Paracetamolo e vigile attesa", e adesso?

Il Tar accoglie ricorso e condanna “Paracetamolo e vigile attesa”, e adesso?

Il Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso presentato dal Comitato cure domiciliari, sospendendo la circolare che imponeva ai medici di dare alle persone contagiate dal coronavirus la Tachipirina, e di consigliare «la vigile attesa». Dopo due anni di proteste, ma soprattutto di ricerche scientifiche che documentavano quanto fosse sbagliata la cura anti Covid raccomandata dal ministero della Salute. La notizia è riportata su tutte le agenzie e quotidiani nazionali.


Fonte: LaVerità
e Notizie di agenzia


In particolare, Maurizio Belpietro, il fondatore e direttore de la Verità, il 16 gennaio 2022 apre il suo articolo scrivendo: “Ci voleva il Tar per rimediare ai danni di Speranza e dei suoi compagni, il che dice tutto dello sfascio di questo Paese”, per poi aggiungere: ” Il buon senso avrebbe dovuto evitare di ricorrere a una simile terapia, perché il paracetamolo, più noto con il marchio Tachipirina, poteva al massimo fermare la febbre, ma non il virus, e la vigile attesa equivaleva ad aspettare che il Covid progredisse nell’organismo, provocando il peggio.  Medici ed esperti avevano suggerito di ricorrere ad altre cure, ma Roberto Speranza e i suoi consiglieri – continua Belpietro sul suo quotidiano – si erano sempre inspiegabilmente opposti, bollando qualsiasi trattamento diverso da quello da loro indicato come stregoneria, sperimentazione pericolosa o, addirittura, dannosa. A chi parlava di trasfusioni di sangue iperimmune, di antibiotici o eparina, di monoclonali, il ministero ha testardamente risposto sempre negativamente, bloccando qualsiasi tentativo di trovare una terapia che potesse aiutare i malati. Il risultato è noto a tutti, perché prima che arrivassero i vaccini, la vigile attesa per molti pazienti è equivalsa all’anticamera della morte”.

E non solo: “L’Istituto Mario Negri da tempo spiegava quanto fosse sbagliato tutto ciò. Giuseppe Remuzzi, che del centro di ricerca è direttore, a proposito del paracetamolo disse che consumava il glutatione, che è un antiossidante molto potente, e i pazienti di Covid guarda caso devono far fronte a uno stress ossidativo importante, probabilmente responsabile del danno infiammatorio polmonare. Quindi, la Tachipirina faceva e fa più male che bene, ma nonostante gli studi Speranza e compagni hanno continuato a consigliarla”.

C’erano ricerche estere importanti: “Tutti parevano concordi nel dire – continua il quotidiano – che la vigile attesa non era una cura, sostenendo che di fronte al Covid bisognava aiutare l’organismo a reagire. Remuzzi ha spiegato che i farmaci antivirali impediscono al virus di replicarsi e quindi fermano la malattia prima che si sviluppi e andrebbero somministrati nei primi cinque giorni dall’inizio dei sintomi. Lo stesso dicasi degli anticorpi monoclonali, che funzionano contro alcune varianti, ma solo se usati subito, quando cioè il paziente è risultato positivo. Perfino l’eparina dà risultati se data nelle fasi precoci. Ma al ministero, per due anni hanno sostenuto il contrario, rinchiudendo in casa i contagiati di Covid fino a che la situazione non richiedeva un ricovero in ospedale, a volte per somministrare la terapia che avrebbe dovuto essere somministrata subito, altre per finire in terapia intensiva. Oggi il Tar dice che non è compito di Roberto Speranza e della sua combriccola decidere qual è la cura giusta per il paziente, ma spetta ai medici stabilire quale farmaco somministrare”.

Per due anni l’unica terapia ammessa contro il coronavirus sono state le pastiglie di paracetamolo per abbassare la febbre. E per finire Belpietro scrive: “Non so se si arriverà mai a fare chiarezza su ciò che è successo in questi due anni, sugli errori, le sottovalutazioni, i ritardi commessi da chi aveva il compito di tutelare la salute degli italiani. Una sola cosa però mi pare certa e inevitabile ed è la lettera di dimissioni che se avesse un minimo di dignità Roberto Speranza dovrebbe consegnare oggi stesso nelle mani del presidente del Consiglio. Di fronte al numero di morti in aumento nonostante il green pass e il super green pass, davanti a provvedimenti che hanno inutilmente privato dei diritti costituzionali milioni di italiani e dinnanzi alla sconfessione della linea della vigile attesa, l’unico passo che il ministro della Salute dovrebbe fare è quello verso la porta. Ma anche nell’addio serve coraggio”.


1 Commento

  1. E adesso ci si augura che qualcuno in qualche procura del suolo italico abbandoni lo stato di torpore indotto ed inizi a guadagnarsi il lautissimo e credo immeritato obolo che ricevono ed alla cui elargizione anche io contribuisco.

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