Nuovi percorsi di arte e lavoro nella struttura di Perugia
Il sistema penitenziario umbro sperimenta nuove frontiere di riabilitazione attraverso l’eccellenza artigiana. Venerdì 13 marzo 2026 segna il debutto operativo del progetto denominato “Ricomporre il domani”, una iniziativa che trasforma la sezione femminile del complesso di Capanne in un centro di produzione artistica permanente. Il percorso si inserisce nel solco tracciato dal protocollo siglato nel maggio 2024 tra le parti sociali del comparto edile e la direzione carceraria, puntando sulla creazione di competenze spendibili nel mercato del lavoro una volta terminata l’espiazione della pena.
L’iniziativa trae linfa dai risultati lusinghieri ottenuti durante i precedenti moduli didattici. Sotto la guida del maestro mosaicista Giuseppe Fornasari, dieci allieve hanno appreso i segreti della lavorazione delle tessere, dimostrando una spiccata attitudine manuale e creativa. Da questo gruppo iniziale sono state selezionate due figure di riferimento che avranno il compito di coordinare l’attività produttiva all’interno del laboratorio. Non si tratta di un semplice passatempo occupazionale, bensì di un vero apprendistato professionale che mira a fornire alle partecipanti le basi tecniche necessarie per operare nel settore delle finiture di pregio e del restauro, come riporta il comunicato di FORMEDIL PERUGIA.
Le prime opere realizzate all’interno della casa circondariale di Perugia assumeranno un forte valore civile e commemorativo. Le detenute sono impegnate nella creazione di manufatti destinati a celebrare il cinquantennale del sisma del Friuli e il decennale del terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche nel 2016. Questo gemellaggio ideale tra luoghi di sofferenza e comunità che hanno vissuto la distruzione naturale sottolinea la capacità dell’arte di ricomporre frammenti e ferite. Parallelamente, il laboratorio produrrà venti formelle musive che verranno donate in occasione del convegno nazionale dei cappellani carcerari previsto ad Assisi tra aprile e maggio.
La sostenibilità del progetto è garantita dal coinvolgimento attivo di Formedil Perugia e dal supporto finanziario della Fondazione Perugia. Oltre alla fase puramente formativa, è prevista un’azione di marketing territoriale volta a intercettare commesse esterne per il laboratorio di Capanne. Questa strategia commerciale intende trasformare l’attività musiva in una reale opportunità di reddito e dignità, collegando la produzione carceraria alle richieste del mercato edile specializzato. La professionalizzazione acquisita rappresenta un ponte concreto verso l’esterno, riducendo drasticamente il rischio di recidiva attraverso l’acquisizione di un mestiere artigiano di alta qualità.
Il consolidamento del laboratorio permanente rappresenta il coronamento di una collaborazione strutturale che vede uniti sindacati, associazioni datoriali e istituzioni. La formazione non si limita alla tecnica del mosaico, ma abbraccia l’intero spettro delle competenze legate alla sicurezza e alla pratica di cantiere, grazie al supporto costante degli enti bilaterali dell’edilizia. Tale sinergia permette di monitorare l’andamento del percorso riabilitativo e di adeguare l’offerta formativa alle evoluzioni tecnologiche del comparto costruzioni. L’obiettivo finale resta l’edificazione di un modello di inclusione che veda nel lavoro manuale lo strumento principale per la ricostruzione dell’identità personale e sociale dei soggetti in esecuzione penale.

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