Il treno è arrivato nel cuore della città di Perugia, riattivata Sant’Anna, linea ex FCU
E’ una festa senza dubbio per tutti i Perugini e no. Dopo cinque anni è di nuovo attiva la Perugia Ponte San Giovanni – Perugia Sant’Anna, diramazione metropolitana della linea ex FCU Umbertide-Terni. Il primo treno è partito oggi da Ponte San Giovanni ed arrivato a Sant’Anna, martedì 13 settembre, con un viaggio inaugurale riservato alle istituzioni e giornalisti. Mercoledì l’entrata in esercizio con l’avvio dell’anno scolastico.
“Da oggi riparte il collegamento ferroviario tra Perugia Sant’Anna e Ponte San Giovanni: lo ha detto la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei. Dopo 3 anni di lavoro, 24 treni torneranno a unire quotidianamente il quartiere di Ponte San Giovanni e, passando per Piscille, il centro storico. Un giorno importante per i nostri trasporti regionali che recuperano un collegamento cruciale, utile a pendolari e turisti e che permetterà anche un decongestionamento delle arterie stradali. Questa è solo una delle importanti tappe che ci attendono, la stessa cosa è prevista per le tratte Città di Castello – San Sepolcro e Ponte San Giovanni – Terni entro il 2026 grazie al PNRR, come assicurato dalla convenzione con RFI e dal prezioso lavoro di interlocuzione dell’assessore Enrico Melasecche. Presto l’Umbria tornerà ad essere collegata su ferro da Nord a Sud, ripristinando e rafforzando la Ferrovia Centrale Umbra”.
“L’attuale giunta ha fatto l’80 per cento dei lavori in due anni: un recupero velocissimo sul filo di lana. Avevamo promesso che il giorno della riapertura delle scuole avremmo riaperto la ferrovia fino a Sant’Anna e l’abbiamo fatto. E’ quanto dichiara l’assessore Enrico Melasecche -. Piccola grande soddisfazione perché credo che sia una giornata storica. Abbiamo un contratto che lega RFI a noi. RFI ci garantisce entro giugno del 2026 la riapertura della dorsale, da San Sepolcro a Terni con treni elettrici, con sistema RTMS, quindi in totale sicurezza, al doppio della velocità che percorre attualmente il treno da Città di Castello a Ponte San Giovanni”.
L’assessore in merito alla conferenza stampa fatta dal PD ha detto: “Il ministro Delrio non ha finanziato quest’opera, ma ha finanziato 4 anni fa 45 milioni alla giunta Marini per coprire la voragine di debiti che erano state create sul corrente del TPL. Questi sono i fatti, abbiamo i dati, i documenti quindi conviene, secondo me, su queste cose esser molto seri e dire la verità”.
“Qualche data e qualche numero – ha affermato l’assessore: La Legge 26 febbraio 1992 n. 211, ben 30 anni fa, ha stanziato finanziamenti per l’originario intervento, per un importo di lire 93.374.000.000 (€ 48.223.646,50) e prevedeva la realizzazione di una metropolitana di superficie tra le stazioni di Perugia Sant’Anna della Ferrovia Centrale Umbra (FCU) e Perugia Fontivegge (FS). L’assegnazione di risorse statali destinate alla realizzazione di interventi diretti al risanamento tecnico economico della FCU, per i quali si è proceduto ad uno specifico accordo di programma tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Regione è stato sottoscritto l’11/12/2002. Nel 2002 Ministro era Pietro Lunardi. Il 23/09/2014, Umbria TPL e Mobilità SpA trasmettono il progetto esecutivo, autorizzando nel contempo l’espletamento della gara ad evidenza pubblica per l’affidamento dei lavori; gara esperita il 19.10.2016 quando viene aggiudicato l’appalto per 12.354.547,78 euro e nel Dicembre 2017 iniziano i lavori. Dal 21.12.2018 al 23.05.2019 vengono pagati 4 SAL per poco più di 4 milioni di euro. Ai primi di luglio del 2019 subentra RFI ad Umbria Mobilità ed i lavori realizzati erano circa 1/5 del quadro economico complessivo. Siamo riusciti a fare ripartire il tutto e, superando pandemia, aumento prezzi, guerra che ha sconvolto il mercato siamo riusciti a realizzare il restante 80 per cento dei lavori in soli due anni tra il 2021 e il 2022.
La giunta regionale nel frattempo ha combattuto per ottenere 163 milioni dal PNRR con cui si andrà a completare la totale riapertura della FCU da Terni a Sansepolcro prevista per il giugno 2026. Nella convenzione firmata con RFI è stata inserita la clausola per la riclassificazione dell’intera dorsale da 16 a 18 tonnellate per asse, obiettivo mai previsto prima, in modo da parificare definitivamente la FCU alle linee nazionali.
Con l’apertura della intera dorsale Terni-Sansepolcro verrà riattivata la linea elettrica utilizzando i 4 elettrotreni “Minuetto”, seminuovi ma giacenti da anni alla stazione di Umbertide sia i moderni ETR104 denominati “Pop”, disponibili sul mercato. Nel 20021 la Regione ha partecipato ai bandi Pinqua con il progetto “Vivere l’Umbria” classificatosi ai primi posti della graduatoria che prevede il rilancio della FCU dal punto di vista turistico, con la riqualificazione delle stazioni.
Siamo intanto riusciti a chiudere il primo dei quattro passaggi a livello della tratta nord e ci accingiamo a chiudere i due sulla tratta sud. La riapertura è avvenuta volutamente con lo stesso orario del 2017, anche perchè occorre superare l’assuefazione all’uso delle auto incentivando il treno e gli altri mezzi pubblici. L’attuale struttura – ha concluso l’assessore – consente comunque in futuro corse molto più frequenti da vera e propria metropolitana, che verranno attivate mano a mano che la popolazione avrà ripreso l’abitudine all’utilizzo del treno”.
L’intervento di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) ha preso avvio alla fine del 2019, dopo che il 1° luglio dello stesso anno RFI era subentrata nella gestione dell’infrastruttura ad Umbria TPL e Mobilità, precedente gestore della linea.
I principali lavori sui 5,2 km di linea hanno riguardato:
- Consolidamento e allargamento della sede ferroviaria nella tratta Perugia Ponte San Giovanni – Piscille
- Riqualificazione integrale della stazione di Piscille con:
- nuovo piano del ferro per l’allungamento della capacità ricettiva dei binari a 100 m
- nuovo sottopasso di stazione dotato di ascensori
- nuovi marciapiedi dotati di pensiline e percorsi tattili per ipovedenti
- ripristino impianto ACEI per la gestione della circolazione ferroviaria
- Consolidamento della sede ferroviaria nella tratta Piscille – Pallotta
- Consolidamento della galleria Pallotta
- Entrata in servizio della fermata Pallotta, con allargamento della sede ferroviaria ed aggiunta del binario dispari per facilitare gli incroci dei treni
- Restyling della stazione di Perugia Sant’Anna con:
- nuovi marciapiedi dotati di pensiline e percorsi tattili;
- ripristino impianto ACEI per la gestione della circolazione ferroviaria
- Predisposizione completa all’elettrificazione dell’intera tratta Perugia Ponte San Giovanni – Perugia Sant’Anna, che sarà attivata contestualmente all’elettrificazione dell’intera linea San Sepolcro – Terni
L’intero intervento è stato portato a termine da RFI e dalle ditte appaltatrici in meno di 3 anni: un tempo costruttivo sicuramente ridotto se si considerano le pendenze record della linea – che toccano anche il 60 per mille – che richiedono l’utilizzo di macchinari ad hoc e procedure di lavorazione speciali, con tempi produttivi più ampi, e l’emergenza pandemica, che tanto ha influito sull’approvvigionamento dei materiali e sul regolare svolgimento delle attività.
L’investimento complessivo è stato di 25 milioni di euro finanziato con risorse ex Legge 211/92 per lo sviluppo del trasporto pubblico in area urbana.

















Nessuno corregge i testi in Redazione? Così tanto per sapere…
“L’attuale giunta fatto l’80 per cento dei lavori in due anni. Un recupero velocissimo sul filo di lana. Avevamo promesso che il giorno della riapertura delle scuole, il giorno simbolico avremmo riaperto la ferrovia fino a Sant’Anna e l’abbiamo fatto. E’ quanto dichiara l’assessore Enrico Melasecche -. Piccola grande soddisfazione perché credo che sia una giornata storica. Abbiamo un contratto che lega RFI a noi in cui RFI ci garantisce entro giugno del 2026 riapre completamente la dorsale, da San Sepolcro a Terni con treni elettrici, con sistema RTMS quindi in totale sicurezza al doppio della velocità che percorre attualmente il treno da Città di Castello a Ponte San Giovanni”.
Ci venga lei no?