Ceramiche Noi accende il primo forno a idrogeno verde

Ceramiche Noi accende il primo forno a idrogeno verde

Energia solare e idrogeno per una ceramica sostenibile

È stato inaugurato a Città di Castello, nel cuore dell’Umbria, un innovativo forno ceramico alimentato da una miscela di gas tradizionali e idrogeno verde prodotto in loco grazie all’energia solare. Si tratta del primo esempio nel comparto italiano della stoviglieria, segnando un passo importante verso una manifattura più sostenibile.

Protagonista dell’iniziativa è la cooperativa Ceramiche Noi, impresa nata da un worker buyout, associata a Legacoop Umbria. L’azienda ha realizzato un impianto che consente di ridurre sensibilmente i consumi di gas grazie a una tecnologia mista: il forno può infatti funzionare a metano, Gpl o con una combinazione di gas e idrogeno verde, prodotto tramite elettrolisi alimentata da un impianto fotovoltaico.

L’elettrolizzatore è alimentato da energia solare proveniente da un impianto fotovoltaico da 150 kilowatt realizzato da Gbm, altra realtà cooperativa umbra anch’essa nata da un worker buyout. L’idrogeno prodotto viene miscelato con il gas per ottenere una combustione più efficiente e pulita, con una riduzione dei consumi di gas stimata attorno al 10%.

Il progetto è stato realizzato con il supporto tecnico di Sacofgas, anch’essa con sede a Città di Castello, e con il sostegno finanziario di Banca Etica e Cfi. Fondamentale anche il ruolo di Legacoop Umbria, che ha facilitato la collaborazione tra le cooperative coinvolte e accompagnato lo sviluppo dell’intero percorso.

L’iniziativa è stata accolta con favore dalle istituzioni locali. Alla presentazione ufficiale è intervenuto Thomas De Luca, assessore all’energia e all’ambiente della Regione Umbria, il quale ha sottolineato l’importanza dell’idrogeno verde come vettore energetico cruciale per affrontare la transizione ecologica e contrastare l’instabilità geopolitica che grava sui costi energetici globali.

Secondo l’assessore, la Regione ha voluto mettere al centro delle proprie politiche energetiche sistemi di accumulo e fonti rinnovabili, puntando su soluzioni che aumentino l’autonomia produttiva e la competitività del tessuto economico locale.

Il presidente di Ceramiche Noi, Marco Brozzi, ha ricordato come il progetto sia nato nel 2022, in risposta all’impennata dei costi energetici legata alla crisi internazionale. In quella fase, l’azienda aveva adottato soluzioni provvisorie come il ritorno al Gpl, per poi intraprendere la strada dell’idrogeno con l’ausilio tecnico di Sacofgas. Il forno oggi è in grado di funzionare con tre diverse modalità di alimentazione, offrendo così flessibilità e resilienza operativa.

Il nuovo impianto rappresenta un caso concreto di transizione energetica applicata al comparto manifatturiero e un esempio di come la cooperazione possa affrontare le sfide ambientali e di mercato in modo integrato. La sinergia tra imprese locali e istituzioni ha reso possibile un modello replicabile anche in altri settori industriali.

Danilo Valenti, presidente di Legacoop Umbria, ha ribadito l’importanza di sostenere i worker buyout non solo con strumenti finanziari, ma anche attraverso un’evoluzione culturale che riconosca il valore sociale ed economico di queste esperienze imprenditoriali partecipate.

L’iniziativa ha ottenuto il consenso della comunità locale, da sempre vicina a Ceramiche Noi. Il sindaco di Città di Castello, Luca Secondi, ha parlato di un traguardo raggiunto grazie alla determinazione dei lavoratori e alla loro capacità di unire innovazione e tradizione. Un esempio di eccellenza che consolida il ruolo della cooperazione umbra nella promozione di un’economia sostenibile e inclusiva.

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