Polizze catastrofali, CNA critica il Governo per la scadenza imminente

Imprese rischiano di rimanere scoperte a causa dei ritardi

Imprese rischiano di rimanere scoperte a causa dei ritardi

Il Governo ha rigettato la richiesta di ulteriori proroghe avanzata dalle associazioni di categoria, confermando per il 31 marzo 2025 la scadenza dell’obbligo di sottoscrizione delle polizze catastrofali per le imprese. Nonostante le richieste di rinvio, il regolamento attuativo, rilasciato solo recentemente e caratterizzato da alcune lacune, non fornisce sufficienti garanzie per permettere alle oltre 77mila imprese umbre di ottemperare all’obbligo in tempo utile. La decisione è vista come una beffa, considerato che il poco tempo a disposizione per le imprese rende impossibile rispettare la scadenza.

Roberto Giannangeli, direttore di CNA Umbria, ha espresso preoccupazione per le gravi difficoltà che le imprese dovranno affrontare a causa dei ritardi nella pubblicazione del regolamento e della mancanza di un portale adeguato per il confronto delle offerte. Il portale dell’IVAS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), che avrebbe dovuto consentire alle imprese di confrontare le polizze, non è ancora pronto e, con molta probabilità, non sarà disponibile prima della scadenza. Giannangeli ha sottolineato l’impossibilità per le imprese più piccole e meno strutturate di prendere decisioni informate sulle polizze da sottoscrivere, poiché il mercato assicurativo non offre ancora soluzioni chiare.

Secondo Giannangeli, l’inerzia del Governo ha contribuito a creare una situazione di incertezza che penalizza le imprese, le quali si trovano ora ad affrontare scadenze ravvicinate senza gli strumenti necessari. Le polizze catastrofali sono obbligatorie per coprire i rischi legati a terremoti, alluvioni e frane, ma pochi gruppi assicurativi sono riusciti a sviluppare offerte specifiche per le imprese. Ciò ha ulteriormente complicato la situazione, lasciando molte imprese senza la possibilità di completare l’assicurazione nei tempi richiesti.

Un altro problema sottolineato da Giannangeli riguarda la difficoltà delle compagnie assicurative nel fornire soluzioni personalizzate per le imprese. Ogni polizza deve tenere conto di vari fattori, come la localizzazione territoriale dell’impresa, la distanza da fiumi, montagne e colline, e le caratteristiche specifiche degli edifici da assicurare. La scarsità di offerte adeguate e l’incapacità di molti gruppi assicurativi di gestire le richieste urgenti delle imprese comportano rischi seri per l’economia locale.

Giannangeli ha messo in evidenza le gravi conseguenze che potrebbero derivare dalla scadenza fissata per il 31 marzo 2025. Se una impresa dovesse subire un evento catastrofico il giorno successivo alla scadenza, e non fosse riuscita a stipulare una polizza, non avrebbe diritto ad alcun tipo di aiuto pubblico per far fronte ai danni subiti. Questo scenario mette a rischio la sopravvivenza di molte imprese, che potrebbero trovarsi esposte a eventi estremi senza alcuna protezione finanziaria.

La CNA ha criticato il Governo anche per il fatto che la misura dell’obbligo delle polizze catastrofali rappresenta un caso unico in Europa, sollevando dubbi sulla sua efficacia e applicabilità in un contesto economico già difficile per le imprese. Giannangeli ha dichiarato che la CNA continuerà a fare pressione affinché il Governo riveda la scadenza e permetta alle imprese di scegliere le polizze in modo consapevole, evitando che la mancanza di tempo e le lacune nei regolamenti causino danni irreparabili.

La CNA ha avviato una serie di azioni per ottenere almeno una proroga, in modo da garantire alle imprese una possibilità concreta di adempiere agli obblighi legali senza rischiare di trovarsi senza copertura assicurativa. La situazione rimane critica, con molte imprese che, a causa della mancanza di adeguate risposte da parte delle compagnie assicurative, potrebbero trovarsi impreparate ad affrontare eventuali disastri naturali.

L’appello della CNA non è solo quello di garantire più tempo, ma anche di correggere le carenze del sistema attuale, affinché le imprese possano essere adeguatamente supportate e protette, evitando che la scadenza del 31 marzo diventi una scadenza fatale per molte realtà economiche umbre.

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