A giudizio una persona di Perugia per vilipendio al Presidente del Consiglio
A giudizio – Nel dicembre dello scorso anno, la Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali (DIGOS) della Questura di Perugia, in collaborazione con il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica dell’Umbria, ha avviato un’indagine nei confronti di un uomo di 45 anni residente a Perugia per aver pubblicato su Twitter post offensivi e diffamatori nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni. Questo individuo era già noto alle forze dell’ordine per aver precedentemente pubblicato post offensivi e diffamatori nei confronti di un ministro del precedente governo.
Inoltre, l’uomo aveva condiviso altri post con contenuti simili, pubblicati da altri utenti, nei quali si affermava che alcuni parlamentari “andrebbero giustiziati”.
A seguito di queste scoperte, è stato emesso un decreto di perquisizione locale, personale ed informatico nei confronti dell’uomo, al fine di verificare se l’account Twitter fosse effettivamente sotto il suo controllo. L’indagine ha portato al sequestro di alcuni dispositivi elettronici.
L’analisi forense condotta dalla polizia sui dispositivi sequestrati ha rivelato la presenza di molteplici applicazioni legate a Twitter e ad altri social network. Inoltre, sono stati trovati video autoprodotti in cui l’indagato denigrava e augurava la morte ad altri membri del governo.
Durante la perquisizione, l’indagato ha postato un video sul suo profilo Twitter in cui, lamentandosi dell’indagine a cui era sottoposto, proferiva frasi minacciose ed offensive nei confronti della Presidente Meloni.

Non bene, ma BENISSIMO ha fatto la DIGOS e mi auguro che l’uomo autore di certi post venga severamente punito. Ritengo anche che si possa trattare di istigazione alla violenza verbale e forse anche ad altro visto che a volte certi post contengono minacce.
tutto giusto dr. Porzi salvo che nessuno si è degnato di indagare chi, queste violenze esplicite, le ha rivolte a innocui cittadini, solo per essersi opposti alla vendita del proprio corpo agli interessi di Big Pharma. erano giornalisti, politici, influenzato ed influenza trovi e lo hanno fatto alla luce del giorno.
influenzatori ed influenzatrici… anche il correttore si rifiuta di riconoscere queste altissime professionalità del nostro tempo