Violenze sui bimbi del nido, la maestra può tornare a insegnare
L’educatrice, 47enne accusata di aver tenuto comportamenti gravemente inappropriati verso i minori, potrebbe tornare a insegnare, ma resta il divieto di avvicinamento all’asilo. E’ un parere inoltrato dalla Procura all’ufficio del Gip a spiegare che per la donna «non sussistono più le ragioni per disporre la misura interdittiva della sospensione dall’attività di insegnamento», ma «permangono le esigenze cautelari, non avendo dimostrato di aver adottato una diversa organizzazione gestionale per il suo asilo». Lo scrive oggi la Nazione dell’Umbria.
La vicenda era partita dalla denuncia di una maestra in servizio nell’asilo di Ellera di Corciano. I carabinieri avevano piazzato cimici e telecamere che hanno confermato i sospetti. La donna avrebbe maltrattato almeno 7 bambini con offese che andavano da «bruttissimo» a «figlia di…» se non riordinavano i giochi o tardavano ad addormentarsi. La maestra sembrava accanirsi di più con i bambini più deboli e con gli stranieri ed era più interessata allo smartphone che alle loro esigenze.
I genitori, convocati dai carabinieri, erano all’oscuro di tutto. La donna in sede di confronto con il giudice «ha parzialmente ammesso le sue responsabilità in merito ad alcuni degli episodi contestati» e spiegato di essere «pentita per alcune condotte», motivo per cui la Procura rinuncia alla richiesta cautelare di interdizione temporanea dalla professione.
Il giudice preso atto del parere della Procura ha stabilito il non luogo a procedere sul fronte della interdittiva ma dunque resta valida la misura già emanata di divieto di avvicinamento all’asilo. I legali della maestra avevano chiesto l’annullamento delle misure cautelari e la riqualificazione dell’ipotesi di reato al meno grave reato di abuso di mezzi di correzione.

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