Chi ha paura non ha futuro. La riflessione del cardinale Gualtiero Bassetti

L’Osservatore Romano con riferimento alle profezie di Madre Teresa di Calcutta e Giovanni Paolo II

Chi ha paura non ha futuro. La riflessione del cardinale Gualtiero Bassetti
gualtiero bassetti

Chi ha paura non ha futuro. La riflessione del cardinale Gualtiero Bassetti  «Anche se il presente assume le sembianze fosche degli attentati terroristici o dei ritratti sfigurati dei rifugiati che fuggono dalle loro case, occorre avere la fede e il coraggio di non aver paura del futuro. Perché chi ha paura non ha futuro». Utilizza queste parole forti, pervase di coraggio e di speranza, il Cardinale Gualtiero Bassetti nel suo ultimo editoriale pubblicato su «L’Osservatore Romano»  in edicola  il 22 luglio e consultabile sul sito www.osservatoreromano.va.

Il testo dell’Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve è di grande attualità e riflette sull’attentato terroristico di Nizza del 14 luglio e sulla «violenza assassina» di Boko Haram in Nigeria partendo dalle parole «profetiche», ma «inascoltate», di Madre Teresa di Calcutta quando, Il 2 gennaio del 1991, poco prima dello scoppio della Guerra del Golfo, «scrisse una lettera aperta ai presidenti degli Stati Uniti e dell’Iraq in cui li supplicava “a nome dei poveri e di coloro che diventeranno tali se scoppierà la guerra” a diventare operatori di pace e a non scatenare un conflitto sanguinoso». Non fu ascoltato neanche Giovanni Paolo II nel 2003, prima dello scoppio della Seconda guerra del golfo, quando affermò che «il dialogo ecumenico fra cristiani, e i contatti rispettosi con le altre religioni in particolare con l’Islam, costituiscono il migliore antidoto alle derive settarie, al fanatismo o al terrorismo religioso».

Le parole dei due Santi ci lasciano «due grandi insegnamenti». Innanzitutto, una «lezione sulla guerra». Oggi – scrive il presule perugino – non solo il terrorismo «non è stato sconfitto» ma si è addirittura trasformato in una «guerra globale contro l’umanità che colpisce chiunque e ovunque». E in secondo luogo una lezione importante sul «ruolo che possono avere le religioni» nel delineare una «nuova geopolitica della misericordia». Un esempio concreto e fattivo del dialogo interreligioso è rappresentato, secondo Bassetti, dai «Colloqui mediterranei» organizzati da La Pira.

«Evocare il Mediterraneo significa, però, parlare dell’Europa». Un continente che secondo Bauman, citato dal prelato, sembra essere diventato un luogo caratterizzato dalla «paura del futuro». Un continente che però potrebbe uscire da questa condizione «se segue la determinazione di Papa Francesco» che esorta ogni persona a promuovere una «cultura del dialogo», ad evitare uno «scontro di civiltà» e a realizzare una «giusta distribuzione» dei frutti del «lavoro umano».

«Questa – conclude Bassetti – è senza dubbio la sfida del futuro: memori degli insegnamenti profetici del passato e consapevoli delle opportunità fornite dalla cultura del dialogo possiamo impegnarci per costruire un mondo che vada oltre i suoi tratti più disumani».

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