Una sola azienda sanitaria in Umbria, lo dice Marco Squarta, Fdi

Marco Squarta, FdI, critica aspramente istituzione Megadirettore
Marco Squarta

Una sola azienda sanitaria in Umbria, lo dice Marco Squarta, Fdi

Il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Marco Squarta, ha presentato una proposta di legge per istituire in Umbria l’azienda sanitaria unica regionale visto che “la nostra Regione ha un rapporto tra abitanti e Aziende sanitarie nettamente più alto della media nazionale”. Per Squarta “l’Asl unica è necessaria anche per l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità, per la riduzione dei costi e la concentrazione delle risorse per i servizi ai cittadini”.

Il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Marco Squarta, ha presentato una proposta di legge per istituire in Umbria l’azienda sanitaria unica regionale. L’atto, denominato ‘Ulteriori modificazioni della legge regionale 9 aprile 2015, n. 11 (Testo unico in materia di Sanità e Servizi sociali)’, punta a “ridurre ulteriormente il numero delle Unità sanitarie locali che la Regione Umbria, con la legge ’12/2012′, ha ridotto da 4 a 2”.

L’Azienda sanitaria unica regionale in Umbria – spiega Squarta – è necessaria per perseguire obiettivi di efficacia, efficienza e sostenibilità, con la riduzione dei costi delle strutture amministrative e la concentrazione delle risorse nella realizzazione dei servizi rivolti ai cittadini. Per questo il numero delle Aziende sanitarie territoriali si sta progressivamente riducendo in tutte le Regioni italiane. Attualmente il sito del Ministero della Salute ne censisce 101 con un tendenza alla diminuzione marcata negli ultimi anni: 228 nel 1995, 147 nel 2010, 139 nel 2015, 119 nell’aprile del 2016. Per non risalire agli anni ’80, quando in Italia c’erano 642 Aziende sanitarie. Lo stesso fenomeno di concentrazione, sia pure in forma più contenuta, si è registrato per le Aziende ospedaliere”.

“Attualmente – prosegue Squarta – si registra in media la presenza di una Asl ogni 600mila abitanti circa, mentre, considerando sia le aziende territoriali che quelle ospedaliere, il rapporto medio diventa un’azienda ogni 352mila abitanti circa. E l’Umbria, con i sui quasi 900mila abitanti, ha due Asl e due Aziende ospedaliere, con un rapporto tra abitanti e Aziende sanitarie nettamente più alto della media nazionale.

A supporto di questa ipotesi ci sono numerose analisi e ricerche. Come, ad esempio, il Rapporto Oasi (Osservatorio sulle aziende e sul sistema sanitario italiano) elaborato dal Centro di Ricerche sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale dell’Università Bocconi, dove si legge che ‘nelle regioni sono state tre le spinte istituzionali prevalenti: accorpare il numero delle aziende territoriali, rendendole sempre più vaste; reintegrare istituzionalmente servizi ospedalieri e servizi territoriali; rafforzare il ruolo della capogruppo regionale, accentrando funzioni e risorse. Spinte che hanno portato alla diminuzione del numero di Asl e delle Aziende ospedaliere.

Si tratta di un trend che non si è mai interrotto del tutto, ma che ha registrato una notevole accelerazione negli ultimi tre anni’. E lo stesso rapporto suggerisce che ‘le riforme istituzionali possono effettivamente accelerare l’innovazione, a patto che le energie si focalizzino sui fini del cambiamento e sui collegati processi manageriali necessari a raggiungerli, ed evitino di disperdersi eccessivamente sui soli mezzi istituzionali’”. “Recentemente – conclude Squarta – diverse regioni, tra cui Lombardia, Lazio, Toscana, Sardegna e Veneto, hanno messo in campo processi di riforma e razionalizzazione dei modelli istituzionali che vanno in questa direzione. È giunto il momento che anche l’Umbria faccia la sua parte e arrivi finalmente ad avere un’unica Asl regionale”.

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