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Umbria Jazz 15, presentato il cartellone

di Luana Pioppi
Grandi nomi ed eventi anche per l’edizione 2015 di Umbria Jazz, in programma a Perugia dal 10 al 19 luglio. La Fondazione di partecipazione è rimasta orfana della Provincia di Perugia e della Camera di Commercio di Perugia, la crisi economica ha costretto gli organizzatori a rivedere le location ma il Festival anche per quest’anno offre un cartellone di tutto rispetto. La manifestazione è stata presentata questa mattina, presso la sede della Fondazione della Cassa di Risparmio di Perugia, dal presidente della Fondazione Renzo Arbore, dal direttore artistico Carlo Pagnotta, dal vice presidente Stefano Mazzone, dal direttore Luciano Linzi, dalla presidente della Regione Catiuscia Marini e dal sindaco di Perugia Andrea Romizi.

“Grazie al lavoro fatto dalla Fondazione – ha detto Marini – il manifesto di quest’anno è del maestro Alberto Burri, in occasione del centenario della nascita”. La presidente uscente della Regione ha poi sottolineato come in questi anni ha sempre sostenuto il Festival. “Anche se abbiamo avuto a disposizione circa 80 milioni di euro in meno – ha proseguito – il nostro impegno nei confronti di Umbria Jazz è stato di circa 650mila euro. Anche quella di quest’anno sarà un’edizione di qualità anche grazie al pubblico, che è uno dei grandi sponsor di questo Festival, uno dei pochi d’Italia che si mantiene anche grazie alla vendita dei biglietti. Nel 2014 il Ministro della Cultura Dario Franceschini ha dato il patrocinio e la collaborazione per Umbria Jazz spero che il rapporto prosegui così”.

Il  vice presidente della Fondazione, Stefano Mazzone, ha annunciato che il prossimo 8 luglio si terrà la partita di solidarietà tra la nazionale jazzisti e quella attori presso lo stadio Renato Curi di Perugia.

Subito dopo il sindaco Andrea Romizi ha ringraziato “le aziende che continuano ad investire su Umbria Jazz. Si tratta – ha continuato – di un’edizione difficile ma che pensiamo che avrà un grande gradimento. C’è tanta soddisfazione anche per il manifesto con le tre opere di Burri a dimostrazione che Umbria Jazz è un patrimonio regionale. Importante è anche il trentesimo anniversario con il Berkee College di Musica di Boston. Da parte del Comune c’è la volontà di mantenere il proprio impegno per l’importanza che riconosciamo ad Umbria Jazz”.

“I meriti di Umbria Jazz – ha sottolineato Renzo Arbore – sono di Carlo Pagnotta che riesce ogni anno a fare un cartellone degno del miglior Festival jazz europeo e mondiale. Umbria Jazz è bello anche per come è collocato. I Festival americani si tengono solo nei week end, noi a Perugia andiamo avanti per 10 giorni”. Arbore ha poi annunciato che il prossimo 10 giugno a Milano, in occasione dell’Expo, sarà pubblicizzato Umbria Jazz al pari di altri maggiori festival italiani come Sanremo. Per l’occasione è in programma un concerto di Danilo Rea e Paolo Fresu.

Luciano Linzi, invece, ha presentato Rosario Salvato, vice presidente della Fondazione Burri, che ha espresso la sua soddisfazione nell’aver collaborato con il Festival dando vita ad un trittico di manifesti caratterizzati da colorazioni diverse. Linzi ha poi messo in evidenza la collaborazione con le due università perugine, ha annunciato il restyling del sito ed altre novità.

Carlo Pagnotta, infine, ha parlato dell’anteprima in programma il prossimo 9 luglio in occasione del 30esimo anniversario della collaborazione con il Berkee College di Musica di Boston. “E’ la più vecchia che hanno”, ha detto il direttore artistico di Umbria Jazz. Il 9 luglio in piazza IV Novembre è in programma il concerto della Faculty Band di Larry Monroe e Donna McElroy e di Alissia Benveniste & The Funketeers, e la consegna delle lauree ad honorem del Berklee College of Music a due grandi musicisti presenti in cartellone: Charles Lloyd e Paolo Fresu. Alle clinics sono iscritti circa 200 ragazzi provenienti anche dall’estero che cercheranno di approfondire il linguaggio del jazz con il famoso metodo didattico del college bostoniano.

“Per quanto riguarda le location – ha affermato ancora Pagnotta – ci siamo ristretti un po’. Saremo presenti solo al Santa Giuliana e al teatro Morlacchi”. Il direttore artistico ha poi illustrato il cartellone del Festival, dedicato il primo fine settimana ai jazzisti italiani con l’apertura di Paolo Conte in un concerto-omaggio al promoter perugino Sergio Piazzoli. Tra gli eventi di questa edizione c’è il concerto di Tony Bennett e Lady Gaga. “E’ dallo scorso ferragosto – ha detto – che lo sapevamo”. E poi ancora Cassandra Wilson per il centesimo anniversario della nascita di Billie Holiday, l’inedito duo pianistico Danilo Rea-Ramin Bahrami uniti da Bach, il duo pianistico Herbie Hancock-Chick Corea e quello brasiliano Caetano Veloso-Gilberto Gil, Stefano Bollani (con il progetto su Zappa), Paolo Fresu con la sua Brass Bang, Joshua Redman con i Bad Plus, Incognito, Brand New Havies, Snorky Puppy, il trio di Robert Glasper. Per chiudere, una lunga serata con hip hop, elettronica e dj: ci sarà anche Gilles Peterson. In teatro si potranno ascoltare il nuovo quartetto di Charles Lloyd con Gerald Clayton, il classico trio di Brad Mehldau, Bill Frisell con il quartetto dell’ultimo disco, Dianne Reeves, il jazz latino di Miguel Zenon, Ravi Coltrane. Consistente la “sezione” italiana con il quartetto di Enrico Rava, il trio di Rea in ricordo di Renato Sellani, il quartetto di Franco Cerri, Giovanni Tommaso, il trio di Giovanni Guidi (di cui Ecm ha pubblicato da poco il secondo disco), l’orchestra nazionale giovanile diretta da Paolo Damiani, il quartetto di Antonio Faraò con Mauro Negri. Confermata anche per quest’anno la sinergia con Young Jazz festival di Foligno, rassegna votata alla valorizzazione della musica “giovane” per anagrafe o per voglia di innovazione: tra le proposte, il trio del chitarrista Jacob Bro e quello del pianista Vijay Iyer, ma anche una gloria dell’avanguardia europea come Han Bennink.

La formula prevede, come sempre, una decina di concerti gratuiti tutti i giorni nei giardini Carducci ed in piazza IV Novembre, più la tradizionale street parade della marching band (i Funk Off). “Siamo riusciti a mantenere la vecchia formula – ha concluso Pagnotta – ma non garantiamo per il futuro”.

 

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