Perugia, Serse Cosmi suona la carica, vuole dai suoi mentalità e tattica

 
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Perugia, Serse Cosmi suona la carica, vuole dai suoi mentalità e tattica

da Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – Tre arrivi (Rajkovic, Benzar, Greco) e nessuna partenza. La montagna ha partorito un topolino? Non ditelo a Serse Cosmi. “Le entrate, e lo sapevo, dipendevano dalle uscite. Queste ultime non ci sono state e dunque… Ma il mercato ci ha permesso di ottenere il difensore che cercavamo – e Rajkovic è molto bravo, me lo hanno confermato diversi tecnici che lo conoscono bene – e di avere un uomo a centrocampo di esperienza come Greco…”

Che ora abbia una “truppa” di 29 uomini non lo,spaventa e non lo condiziona. Anzi.

“Ho parlato alla squadra stamattina. La strada Intrapresa e quella giusta. Ora si tratta di continuare camminando, anzi correndo e pure abbastanza veloci. Da oggi la squadra ha un allenatore nuovo. Ognuno dei miei sa che stare a Perugia non è una condanna, ma un privilegio. E i ragazzi dovranno dimostrare di essere un gruppo vero, non finto. Ognuno di loro dovrà seguire le indicazioni che darò. In quale ruolo debba giocare un elemento non lo decide né un calciatore, né i suoi procuratori, ma io. Il calciatore è chiamato a fare quello che chiedo.”

Il direttore d’orchestra, insomma, sceglie lo spartito e indica a ciascun elemento come debba suonare il suo strumento.
Il mercato ha creato diverse fibrillazioni tra i grifoni: c’era chi temeva di partire e chi ambiva a cambiare squadra. Ora la situazione si è determinata e nessuno può guardare indietro. Col rischio di trasformarsi il statua di sale come avvenne per la moglie di Lot – lo riporta la Bibbia – che si voltò a guardare le rovina di Sodoma.

“Liberi di testa andiamo in Campania per fare la nostra partita. Ho la forte sensazione chi calciatori abbiamo capito cosa voglio io e cosa vuole la dirigenza, che su certi concetti ci muoviamo alcuni sono. Io mi aspetto tanto di più. Come ho spiegato alla squadra la cosa più improntante è la mentalità, i cui presupposti abbiamo già creato, seguendo le mie indicazioni. Non chiedo cosa rivoluzione, ma quelle del calcio. Ho detto ai giocatori che mi aspetto di vedere un vero gruppo, perché i gruppi finti non vincono. Gli aspetti tattici diventeranno fondamentali, ma solo dopo che il gruppo avrà dimostrato di possedere la mentalità giusta”.

Di Rajkovic dice: “Per alcuni tecnici che lo conoscono bene è il miglior difensore della categoria. Ha personalità E struttura fisica. É un giocatore-uomo in più. Ha bisogno di allenarsi e di trovare il ritmo partita, come Angella prima di Chievo. Greco? Un giocatore di esperienza. Non l’ho convocato, anche se verrà con noi, per motivi di tempo. Porta a centrocampo l’esperienza che ci mancava.”

Il suo giudizio sulla Juve Stabia appare tranciante: “Vanta un ottimo allenatore, un ottimo gioco e giocatori bravi, con rilevanti qualità tecniche. Non è casuale che abbiamo messo in difficoltà diverse squadre. In casa le ”vespe” sono la squadra che ha segnato più gol nei primi 20’ di gioco. Dovremo avere un approccio come il loro. Soprattuto perché, finito il mercato, siamo liberi di testa. Mi meraviglio io stesso di come si sia parlato poco diquetsomorganico e diquesto allenatore che hanno vinto e, meritatamente, oltre che con bel gioco, in Lega Pro. Sembra quasi che vincere, per un allenatore, rappresenti un handicap, non un merito.”

PROBABILE FORMAZIONE
PERUGIA (3-5-2): Vicario; Rosi, nfella, Gyombér; Mazzocchi, Falzerano, Carraro, Nicolussi Caviglia, Nzita; Iemmello, Falcinelli. A disp.: Fulignati, Albertoni, Rajkovic, Sgarbi, Benzar, Rodin, Balic, Konate, Dragomir, Kouan, Capone, Buonaiuto, Capone, Barone, Melchiorri. All.: Cosmi.
JUVE STABIA (4-3- 1-2): Provedel; Vitiello, Fazio, Allievi, Ricci; Addae, Calò, Mallamo; Bifulco; Forte, Canotto. A disp.: Russo, Tonucci, Mezavilla, Germoni, Calvano, Buchel, Izco, Di Gennaro, Di Mariano, Elia, Rossi, Cissè. All.: Caserta.
ARBITRO: Minelli di Varese.

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