Lettura dei nomi delle vittime di mafia a Palazzo Cesaroni

Lettura dei nomi delle vittime di mafia a Palazzo Cesaroni

L’Umbria si unisce al ricordo nazionale in vista del 21 marzo

Si è tenuta nella sala Partecipazione di Palazzo Cesaroni, sede dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, l’iniziativa promossa dalla Commissione regionale d’inchiesta “Analisi e studi su criminalità organizzata e infiltrazioni mafiose, corruzione, riciclaggio, narcotraffico e spaccio di stupefacenti”. L’appuntamento è stato voluto per anticipare la Giornata nazionale dedicata al ricordo di tutte le vittime delle mafie, in programma il 21 marzo, attraverso la lettura pubblica dei nomi di amministratrici e amministratori pubblici caduti sotto i colpi della criminalità organizzata.

Un ponte ideale tra Perugia e Torino

Un lungo filo rosso ha idealmente collegato la sala del palazzo perugino con la città di Torino, dove quest’anno si svolge la cerimonia ufficiale di commemorazione. Sono esattamente 1.117 i nomi delle vittime di mafia che verranno ricordati nell’evento nazionale alla presenza dei familiari. A dare voce a questa connessione simbolica è stata Rosa Quattrone, figlia di Demetrio Quattrone, funzionario dell’ispettorato del lavoro ucciso in un agguato a Reggio Calabria. In collegamento da remoto con l’assemblea umbra, ha lanciato un appello accorato: “Siamo qui per continuare a chiedere verità e giustizia – ha detto – per le famiglie le cui vite sono state stravolte dall’assassinio dei propri cari. Uomini e donne che sono stati baluardo di legalità anche nelle situazioni più difficili. È fondamentale passare dalla memoria familiare a una memoria collettiva”.

L’importanza della continuità nella lotta alla criminalità

A introdurre i lavori e a sottolineare il significato profondo dell’iniziativa è stato il presidente della Commissione regionale antimafia, Fabrizio Ricci. Nel sottolineare il valore della seconda edizione dell’evento, ha voluto rimarcare come il ricordo non possa e non debba essere circoscritto a un solo giorno all’anno. “Questa consapevolezza – ha spiegato Ricci – non deve esserci soltanto il 21 marzo, ma occorre calare i temi della legalità nella quotidianità. Dobbiamo fare in modo che la lotta alle infiltrazioni mafiose diventi un impegno costante nelle nostre comunità”. Il presidente ha voluto ringraziare pubblicamente la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, per la sua presenza, che ha rappresentato un segnale forte di vicinanza istituzionale ai familiari delle vittime e all’impegno civile del territorio.

La testimonianza di Avviso Pubblico

Un ulteriore contributo di spessore è arrivato dal collegamento di Renato Pittalis, vicepresidente di “Avviso Pubblico”, associazione nazionale che da anni si batte per la formazione e l’aggiornamento degli enti locali in materia di legalità. Pittalis ha evidenziato come gesti apparentemente semplici, come la lettura pubblica dei nomi, rappresentino in realtà atti di resistenza civile fondamentali per contrastare la cultura dell’omertà. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di proteggere gli amministratori locali, spesso esposti a pressioni e minacce, definendoli il “presidio avanzato” dello Stato nei territori più vulnerabili.

La breve ma intensa cerimonia si è conclusa con la lettura di alcuni nomi simbolici, un momento di raccoglimento che ha visto la partecipazione attiva di consiglieri regionali, rappresentanti delle istituzioni locali e cittadini. Un’occasione per ribadire che il contrasto a fenomeni come la corruzione, il riciclaggio e il narcotraffico passa anche attraverso gesti di memoria condivisa e partecipazione civica.

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