Coinvolti oltre 237mila umbri nel test gratuito HCV
In occasione della Giornata Mondiale dell’Epatite, la Regione Umbria rafforza la campagna di screening per l’Epatite C, puntando sulla capillarità dei servizi sanitari e sull’accessibilità del test diagnostico. Il programma gratuito coinvolge il Servizio Prevenzione, le quattro aziende sanitarie territoriali e oltre 130 farmacie pubbliche e private, favorendo l’esecuzione del test anche nelle fasce sociali più vulnerabili.
L’iniziativa, in linea con le direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si concentra sulla popolazione nata tra il 1969 e il 1989, indicata dalla normativa nazionale come più esposta al rischio di contrarre il virus HCV. Il test è destinato anche a detenuti e cittadini assistiti dai servizi per le dipendenze, indipendentemente dall’età.
Il progetto si fonda su un approccio integrato tra sanità pubblica e farmacie territoriali, trasformate in presidi strategici per la diagnosi precoce. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha sottolineato l’impegno regionale nel promuovere la salute e nel facilitare l’accesso alle cure, rendendo disponibile il test anche a domicilio. L’obiettivo è intercettare il virus nelle sue fasi silenti, grazie alla disponibilità di terapie antivirali capaci di debellare l’HCV nel 95% dei casi.
La recente estensione dello screening alle farmacie rappresenta una svolta organizzativa, che ha permesso a oltre 68.000 persone di sottoporsi al test, corrispondenti al 28% del bacino prioritario e al 79% dei detenuti umbri. I dati, secondo Proietti, sono incoraggianti e confermano la validità del modello adottato.
Il test prevede un prelievo ematico semplice, eseguibile senza digiuno, e può essere effettuato in tre modalità: tramite prenotazione online per chi ha ricevuto la comunicazione regionale, presso gli sportelli CUP durante altri esami, o direttamente in farmacia. In quest’ultima opzione, il prelievo capillare consente di ricevere l’esito in pochi minuti. In caso di positività, il farmacista prenota il test di conferma HCV RNA presso le strutture competenti.
Secondo il presidente di Federfarma Umbria, Stefano Monicchi, il coinvolgimento attivo delle farmacie rafforza la rete di prevenzione, rendendo il servizio più vicino ai cittadini. L’iniziativa dimostra come la farmacia dei servizi possa rappresentare un modello efficace per la tutela della salute pubblica.
Il progetto conferma la vocazione territoriale della Regione Umbria, che sceglie di investire risorse nella diagnosi precoce e nell’informazione sanitaria, trasformando la giornata mondiale in un’opportunità concreta di assistenza. Le farmacie hanno assunto un ruolo centrale nel rendere il test accessibile, riducendo le barriere logistiche ed economiche, e contribuendo così a limitare la diffusione silente del virus.
Il target principale della campagna è costituito da cittadini tra i 36 e i 56 anni, fascia che risulta maggiormente esposta secondo le analisi epidemiologiche. Tuttavia, l’apertura verso categorie svantaggiate e l’inclusione delle farmacie ampliano il potenziale impatto dell’intervento, che mira ad aumentare il numero di diagnosi per attivare tempestivamente il trattamento.
La Regione Umbria ha mostrato come, attraverso la sinergia tra servizi sanitari e farmacisti, sia possibile promuovere screening mirati in un contesto di prevenzione efficace. I dati raccolti nei primi mesi segnalano una significativa adesione e un’alta efficienza diagnostica, testimoniando l’urgenza di interventi strutturati sul territorio.
Questa operazione sanitaria, senza costi per il cittadino, valorizza il ruolo delle farmacie come spazi complementari agli ambulatori, utili a intercettare pazienti che altrimenti non si sottoporrebbero a controlli. L’iniziativa si distingue per la facilità di accesso, la rapidità del risultato e la possibilità di prenotare il test in modo flessibile.
La Regione si propone di incrementare la copertura dello screening, con l’obiettivo di raggiungere il 100% della popolazione target nei prossimi mesi. La partecipazione attiva di cittadini, farmacisti e operatori sanitari sarà cruciale per consolidare il successo dell’iniziativa, che si inserisce in un più ampio programma di contrasto alle epatiti virali.
La campagna conferma, infine, la validità di un approccio sanitario basato sulla prossimità, sull’efficienza e sull’integrazione tra pubblico e privato. Il test per l’Epatite C diventa un’opportunità concreta di prevenzione, grazie alla sinergia tra strutture regionali, farmacie e cittadini.

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