Elisoccorso umbro, 498 missioni in 17 mesi di attività

Elisoccorso umbro, 498 missioni in 17 mesi di attività

Centrodestra e Giunta divisi sul futuro e sui costi del servizio

In diciassette mesi di operatività, l’elisoccorso Nibbio dell’Umbria ha effettuato 498 interventi, una media di circa un’uscita al giorno. Il dato, emerso da un accesso agli atti richiesto dalle consigliere regionali Donatella Tesei (Lega) ed Eleonora Pace (FdI), viene indicato come prova della rilevanza strategica di questo mezzo per il sistema di emergenza sanitaria regionale. Secondo le esponenti di centrodestra, il servizio rappresenta un pilastro di efficienza e prontezza operativa, capace di garantire assistenza immediata e, in numerosi casi, di salvare vite umane.

Le due consigliere ricordano – come scrive La Nazione – che fino al febbraio 2024 l’Umbria condivideva l’elisoccorso con le Marche, una soluzione che – a loro giudizio – comportava ritardi di intervento e minore disponibilità per i cittadini umbri. In assenza del velivolo, si ricorreva a mezzi provenienti da altre regioni, con conseguenti costi aggiuntivi rilevanti. La scelta politica della precedente amministrazione, proseguono, aveva portato alla disponibilità di mezzi, personale specializzato e di una base operativa interamente dedicata alla regione. Ora, però, il centrodestra segnala il rischio di un passo indietro, accusando la presidente della Regione Manuela Proietti di voler trasferire parte del servizio alla Toscana tramite un Protocollo d’Intesa che, secondo loro, implicherebbe la perdita dell’autonomia gestionale e la subordinazione alle esigenze di un’altra amministrazione territoriale.

Di tutt’altra opinione la Giunta regionale, che respinge l’accusa di voler smantellare l’elisoccorso. Palazzo Donini precisa che l’accordo con la Toscana è concepito come cooperazione operativa, finalizzata a ripartire gli elevati costi di gestione di un servizio che, per una regione di dimensioni ridotte come l’Umbria, grava in modo significativo sul bilancio sanitario. L’intesa, viene sottolineato, garantirebbe tutti gli interventi necessari sul territorio umbro, mantenendo la piena capacità operativa del Nibbio. In questa prospettiva, l’uso condiviso permetterebbe di ottimizzare le risorse pubbliche, riducendo gli sprechi e assicurando una copertura funzionale anche per la bassa Toscana.

Secondo la Giunta, l’ipotesi di collaborazione si fonda su uno studio di fattibilità basato su dati statistici relativi alle missioni effettuate. Il documento indicherebbe che la condivisione non comporterebbe alcuna riduzione del servizio per l’Umbria. Anzi, viene sostenuto che, a differenza della precedente intesa con le Marche, in questo caso sarebbe la Toscana a richiedere l’intervento all’Umbria, e il velivolo verrebbe inviato solo quando disponibile, evitando così di compromettere le necessità locali.

L’analisi comparativa con il passato, prosegue la Giunta, dimostrerebbe che la nuova intesa rappresenta un vantaggio gestionale. In particolare, il servizio non sarebbe mai sottratto al territorio umbro in caso di necessità interna, mentre la condivisione consentirebbe una maggiore sostenibilità economica e un utilizzo più efficiente del mezzo, già collaudato in missioni di alta complessità.

Il dibattito politico resta acceso, con il centrodestra che insiste sulla necessità di tutela dell’autonomia regionale e l’esecutivo che rivendica un approccio lungimirante, volto a garantire la continuità di un servizio che ha dimostrato la propria importanza strategica. L’elisoccorso Nibbio, nelle intenzioni della Giunta, continuerà a essere operativo a pieno regime in Umbria, pur integrandosi in una rete di collaborazione interregionale volta a contenere costi e ottimizzare l’uso delle risorse disponibili.

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