No Garante regionale detenuti Lega e polizia penitenziaria

No Garante regionale detenuti Lega e polizia penitenziaria

No Garante regionale detenuti Lega e polizia penitenziaria

“Con la Lega al governo del Paese gli agenti della Polizia penitenziaria torneranno ad essere tali e appenderanno al chiodo il camice di assistenti sociali e psicologi, un ruolo importante ma che non compete loro”. Queste le dichiarazioni del consigliere regionale Lega, Valerio Mancini e del Senatore e Capogruppo in Commissione Giustizia, On. Simone Pillon, all’indomani dell’incontro con alcuni rappresentanti dei sindacati degli agenti del carcere di Capanne. “ La ricetta della Lega per restituire dignità ad un corpo fortemente penalizzato dal precedente Governo è chiara – ha spiegato il consigliere Valerio Mancini agli intervenuti – I nostri uffici stanno già lavorando per chiedere l’abolizione di un’inutile figura quale quella garante regionale dei detenuti: un ruolo superfluo, creato ad hoc dal Pd, per assegnare una poltrona agli amici degli amici.

In Umbria, grazie alla proposta dal garante dei detenuti, chi delinque e sconta la sua pena all’interno di un carcere gode del totale esonero delle tasse universitarie, un affronto a tutti gli studenti e alle loro famiglie che pur di per far studiare i propri figli rinunciano anche a beni di primaria necessità. Un paradosso – lo ha definito Mancini – che testimonia la totale incapacità amministrativa del Pd”. Nel suo intervento il Senatore Pillon ha, invece, rassicurato gli agenti della Polizia penitenziaria affermando che: “In commissione Giustizia, la riforma dell’ordinamento penitenziario voluto dal passato governo, è stata bloccata”.

Respiro di sollievo per gli intervenuti che a questa affermazione hanno fatto seguire un lungo applauso. Il Senatore ha poi affermato che le richieste degli agenti sono legittime e realizzabili.

Tra queste la necessità di dotarli di strumenti idonei al proprio lavoro come la pistola elettrica, lo spray al peperoncino e le fasce per immobilizzare in supporto alle ordinarie manette. Fino ad oggi – ha concluso Pillon – c’è stato un Governo che non riconosceva l’importanza del lavoro messo in atto da tutte le forze dell’ordine, oggi la musica è cambiata abbiamo un Governo e ancor di più un Ministero degli interni che riconosce in voi la speranza di un futuro migliore”

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