Sarah Bistocchi a Romizi, sindaco, valuteremo il reale operato, senza scusanti

 
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Sarah Bistocchi

Sarah Bistocchi a Romizi, sindaco, valuteremo il reale operato, senza scusanti
di Sarah Bistocchi

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È davvero un disco rotto, ormai stucchevole, quello per cui l’attuale Giunta, sindaco Romizi in testa, siano una sorta di poveri malcapitati messi lì a lavorare indefessamente per riparare i “misfatti del passato“. La campagna elettorale del 2019 non potrà avere i contenuti di quella del 2014: l’amministrazione che verrà giudicata sarà quella attuale, in rapporto anche ai progetti politici e civici alternativi che saranno presentati.

Quali opere strategiche lascia questa Giunta, a parte il taglio del nastro di tutto quello che era stato avviato dalle tanto vituperate amministrazioni precedenti o finanziato dalla Regione Umbria (vedi Frecciarossa, mobilità notturna e agenda urbana)?

Quali grandi innovazioni? Quali delle rivoluzioni annunciate (taglio delle tasse, rotazione dei dirigenti comunali, rivitalizzazione del centro storico, sicurezza a Fontivegge e nelle periferie, solo per fare degli esempi) potranno dirsi realizzate o meno? Questo sarà il dibattito.

Rievocare continuamente le presunte nefandezze della storia della città

Rievocare continuamente le presunte nefandezze della storia della città, oltre ad essere davvero poco rispettoso verso chi i cittadini hanno eletto negli anni con l’onere e l’onore di contribuire al Governo di Perugia, non contribuisce ad esaltarne il ruolo ed offusca quelle eccellenze per cui il capoluogo è riferimento in tutto il Paese: dalle scelte visionarie sulla mobilità alternativa (a cominciare dalle scale mobili e dai parcheggi a corona), alle politiche per l’infanzia e sul sociale, fino alla scommessa vinta dei grandi festival culturali (da Umbria Jazz al Festival del Giornalismo) e delle mostre internazionali (come il Perugino, il Pinturicchio e il Signorelli).

Il sindaco Romizi ha avuto in questi anni i numeri necessari in consiglio

Il sindaco Romizi ha avuto in questi anni i numeri necessari in consiglio comunale per determinare l’assetto della città, che passa per le scelte relative alle grandi opere e ai grandi progetti, fino a quella sulle politiche di sosta di cui si parla oggi. È evidente anche ai più disattenti che per privilegiare alcune categorie politicamente a lui vicine, verranno vessati dalle nuove strisce blu e dall’aumento dell’orario a pagamento i lavoratori, i pendolari, gli studenti e tutti i cittadini che gravitano nelle aree ancillari al centro storico e a Fontivegge, dove sono stati rimossi tutti i parcheggi liberi.

Il millantato decremento dei costi dunque si è tradotto in uno smisurato aumento delle strisce blu. Senza contare che se Saba non dovesse ottenere i ricavi sperati in virtù del nuovo assetto, sarebbe il Comune stesso a dover pagare per sanare i minori introiti e garantire i ricavi al gestore.

Scelte che abbiamo contestato dall’inizio e che continuiamo a contestare, sempre disponibili a un dibattito serio e responsabile sul futuro della città.

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