Riforma del Cal: approvato l’emendamento per i piccoli Comuni

Riforma del Cal: approvato l'emendamento per i piccoli Comuni

L’Assemblea regionale a Perugia garantisce la rappresentanza

Perugia, 19-03-2026 – L’Assemblea legislativa della Regione Umbria ha dato il via libera definitivo a una modifica normativa che trasforma radicalmente l’operatività del Consiglio delle Autonomie Locali. L’approvazione unanime dell’emendamento inserito nel disegno di legge Omnibus segna il superamento di un limite storico contenuto nella legge regionale 20/2008. Il cuore del provvedimento riguarda la gestione delle deleghe all’interno del Cal, l’organismo che funge da raccordo tra la Regione e le amministrazioni comunali. Grazie a questo intervento legislativo, si è sanata una disparità che per anni ha penalizzato le realtà demografiche minori. Il Presidente Erigo Pecci ha accolto con estremo favore il risultato, sottolineando come la sinergia tra le commissioni consiliari e i promotori dell’iniziativa abbia permesso di raggiungere un equilibrio istituzionale necessario per la corretta governance del territorio umbro, come riporta il comunicato di  Vania Bozzi – Segreteria CAL.

Precedentemente, il quadro normativo creava una distinzione netta e penalizzante basata sulla soglia dei quindicimila abitanti. Mentre i primi cittadini delle città più popolose potevano delegare stabilmente un componente della propria giunta o del consiglio alle sedute del Cal, i sindaci dei medi e piccoli Comuni erano costretti a una presenza fisica obbligatoria. Tale vincolo si scontrava con la dura realtà quotidiana degli amministratori di frontiera, spesso privi di strutture tecniche adeguate e oberati da emergenze locali costanti. Di conseguenza, molte aree della regione restavano prive di voce nei momenti decisivi. L’emendamento sostenuto in aula dai consiglieri Letizia Michelini e Luca Simonetti ha rimosso questo ostacolo, garantendo a ogni sindaco, indipendentemente dalla dimensione della propria città, lo stesso diritto di rappresentanza attraverso lo strumento della delega.

Oltre all’estensione soggettiva della facoltà di delega, la riforma reintroduce la “delega permanente”, un meccanismo tecnico fondamentale per assicurare la fluidità dei lavori. Questa novità permette ai rappresentanti dei Comuni di pianificare la propria partecipazione con continuità, evitando che la mancanza del numero legale blocchi l’iter dei pareri obbligatori richiesti dal Cal. Si tratta di una questione di sostanza politica: garantire che la ricchezza territoriale dell’Umbria, composta per la maggior parte da centri di ridotte dimensioni, non venga oscurata dai poli urbani maggiori.

Il Presidente Pecci ha ribadito che il Cal ne esce rafforzato in termini di inclusività, diventando un organo capace di riflettere fedelmente la complessità geografica e sociale regionale. La riforma rappresenta dunque un progresso civile che riconosce dignità e peso istituzionale a ogni singolo campanile del sistema delle autonomie locali.

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