Mascherine problema mai grave in Umbria, audizione di Federfarma e Assofarm

 
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Afas acquista le mascherine da un membro del suo Cda

Mascherine problema mai grave in Umbria, audizione di Federfarma e Assofarm

La Terza commissione consiliare, presieduta da Eleonora Pace, ha ascoltato oggi in audizione il presidente di Federfarma Umbria, Augusto Luciani, e il presidente di A.S.SO.FARM Umbria, Virgilio Puletti, circa la situazione riguardante disponibilità e reperibilità delle mascherine protettive nelle farmacie della regione. I due interlocutori hanno spiegato che quello delle mascherine è un problema rivelatosi “mai grave” nella nostra regione, in quanto le farmacie si sono organizzate con fornitori locali per disporre di un numero sufficiente di mascherine chirurgiche per la comunità e, grazie al lavoro svolto dalla struttura Farmacentro, la disponibilità di tali dispositivi è stata adeguata. Le aziende sono rimaste spiazzate, hanno sottolineato, solo dall’ordinanza specifica del commissario Arcuri, poi modificata, che “non teneva conto delle necessità e dei problemi di distribuzione con il nuovo aggiornamento del regolamento iniziale, che ha messo in difficoltà le farmacie pubbliche fino a circa dieci giorni fa”.

SINTESI
La Terza commissione consiliare, presieduta da Eleonora Pace, ha ascoltato oggi in audizione il presidente di Federfarma Umbria, Augusto Luciani, e il presidente di A.S.SO.FARM Umbria, Virgilio Puletti, circa la situazione riguardante disponibilità e reperibilità delle mascherine protettive nelle farmacie della regione. A margine della riunione, il consigliere Bori (PD) ha chiesto alla presidente Pace di calendarizzare un incontro con il direttore della Sanità umbra, con i dirigenti le strutture ospedaliere, Poliambulatori e Centri di salute per conoscere la situazione dei vari presidi a proposito dei quali, secondo Bori, non ci sarebbe attualmente chiarezza circa la distinzione tra ospedali covid, non covid e misti”. 

I rappresentanti dei farmacisti hanno anche voluto sottolineare il comportamento esemplare della popolazione umbra, che ha avuto un ruolo determinante nel contenimento della pandemia attraverso l’impegno nel seguire le prescrizioni e i comportamenti da mettere in atto. Si è poi discusso anche del ruolo delle farmacie pubbliche e private che, come si è potuto constatare in emergenza, non si limita alla somministrazione di medicinali e alla vendita di presidi sanitari, ma è in grado “di fare ben altro al servizio della comunità”, quindi di come tale ruolo vada ripensato anche nell’ottica del nuovo Piano sanitario regionale. A margine della riunione, il consigliere Bori (PD) ha avanzato la richiesta alla presidente Pace di convocare il Direttore della Sanità umbra, Claudio Dario, i dirigenti le strutture ospedaliere, Poliambulatori e Centri di salute, per conoscere la situazione dei vari presidi a proposito dei quali, secondo Bori, non c’è chiarezza attualmente circa la distinzione tra ospedali covid, non covid e misti, un tema che “con assoluta necessità e urgenza” va approfondito e chiarito.

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