L’assessore regionale difende gli istituti di Città di Castello
Perugia, 5-03-2026 – Dimensionamento scolastico e tutela del diritto all’istruzione restano i pilastri dello scontro frontale tra l’amministrazione regionale dell’Umbria e il Governo centrale. L’assessore Fabio Barcaioli ha voluto fare chiarezza sulla recente pronuncia del Consiglio di Stato riguardante il piano di riordino per il biennio 2026/2027. Nonostante i giudici amministrativi abbiano sollevato eccezioni di natura procedurale, l’esponente della giunta chiarisce che il procedimento legale è ancora pienamente attivo. La Regione è infatti pronta a depositare memorie di controdeduzioni per scardinare decisioni ritenute lesive per l’assetto formativo locale.
Battaglia legale e critiche al Consiglio di Stato
Secondo l’assessore, risulta del tutto fuori luogo il clima di esultanza che si è generato in alcuni settori politici. Barcaioli definisce sorprendente la circolazione di un parere che si sofferma esclusivamente su tecnicismi formali, evitando di affrontare il merito della questione, ovvero l’impatto dei tagli sulla qualità didattica. Pertanto, la scelta di proseguire sulla via giudiziaria non è solo un atto burocratico, ma una chiara presa di posizione politica contro le sforbiciate lineari al sistema pubblico. Un esito diverso della sentenza avrebbe certamente rappresentato un segnale di speranza più immediato, tuttavia la volontà di difendere l’organico umbro non arretra di un millimetro.
Il caso emblematico dei cantieri a Città di Castello
L’analisi regionale si sposta poi sulle criticità strutturali che rendono i provvedimenti romani scollegati dalla realtà. In particolare, viene citata la situazione paradossale che sta vivendo Città di Castello, dove le strategie ministeriali prevedono l’accorpamento di realtà che, di fatto, non possono coesistere. L’edificio simbolo di questa riorganizzazione è attualmente un cantiere fermo a causa di inadempienze contrattuali, dimostrando come le decisioni centralizzate non tengano conto dello stato dell’arte dell’edilizia scolastica locale. Invece di risolvere il problema delle infrastrutture, il Ministero preferisce procedere con la riduzione delle autonomie, penalizzando gli studenti di quell’area.
La polemica contro le esultanze della destra locale
Barcaioli punta il dito contro i partiti di opposizione regionale che hanno accolto con favore il pronunciamento del Consiglio di Stato. L’assessore definisce inaccettabile che rappresentanti del territorio scelgano di gioire per un atto che prelude a nuovi tagli e riduzioni di risorse. Secondo la visione della giunta, la politica non dovrebbe mai piegarsi a logiche di bandiera quando in gioco c’è il futuro formativo dei giovani umbri. Di conseguenza, il ricorso straordinario viene rivendicato come uno strumento di resistenza necessario per impedire che la scuola venga trasformata in un mero capitolo di spesa da sforbiciare.
Impegno costante per docenti e comunità scolastica
Nel concludere il suo intervento, l’assessore ribadisce la vicinanza della Regione a ogni singolo istituto e a tutto il personale docente. La battaglia intrapresa non si limita all’aspetto giudiziario, ma punta a riportare al centro del dibattito nazionale le necessità reali delle classi e delle famiglie. Finché ogni plesso scolastico non otterrà l’attenzione e i fondi necessari, l’amministrazione continuerà a sollecitare correttivi ai piani di dimensionamento, proponendo soluzioni che salvaguardino la dignità del lavoro educativo e il diritto allo studio in ogni angolo del territorio regionale, come riporta il comunicato dell’Agenzia Umbria Notizie.

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