Se tolta, pronte 20 rotte e 800 mila passeggeri l’anno
Ryanair è pronta a raddoppiare rotte e passeggeri all’aeroporto di Perugia, ma vincola l’investimento all’abolizione della tassa comunale da 6,5 euro a passeggero. L’annuncio arriva con forza dal vertice della compagnia, che in occasione di un incontro con Regione Umbria, Sviluppumbria e Sase ha messo sul tavolo un piano di sviluppo potenzialmente decisivo per lo scalo San Francesco d’Assisi.
del Direttore, Marcello Migliosi
Il progetto è stato presentato da Jason McGuinness, Chief Commercial Officer di Ryanair, giunto personalmente in Umbria per l’occasione: «Questo è un aeroporto che ha mostrato segni importanti di crescita negli ultimi anni. È passato da quattro a dieci rotte. Noi siamo pronti a portarlo a venti». L’obiettivo è altrettanto netto sul fronte passeggeri: «L’intenzione è passare da 400 mila a 800 mila passeggeri l’anno», ha detto McGuinness, sottolineando come l’eliminazione dell’addizionale municipale sia la condizione necessaria per innescare questa espansione.
La tassa comunale di 6,5 euro, applicata su ogni biglietto in partenza, è secondo Ryanair un ostacolo alla competitività degli aeroporti regionali. McGuinness ha definito la misura «un freno alla crescita» e ha citato come esempio le regioni che l’hanno già abolita, tra cui Abruzzo, Calabria e Friuli Venezia Giulia. «In quelle realtà, la crescita è stata immediata e significativa. L’Umbria può replicare quei risultati», ha affermato.
All’incontro erano presenti i vertici istituzionali e operativi dello scalo, tra cui la presidente della Regione Stefania Proietti, l’amministratore unico di Sviluppumbria Luca Ferrucci e il presidente di Sase Antonio Marcucci. Tutti hanno riconosciuto le potenzialità offerte dall’iniziativa, pur sottolineando la necessità di un confronto istituzionale più ampio.
La presidente Proietti ha accolto con favore la proposta, definendola «un’opportunità concreta e strutturale per l’Umbria». Ha precisato che si è trattato di «un primo incontro esplorativo» e che «qualsiasi accordo dovrà passare attraverso un confronto con il governo centrale e i ministeri competenti». Proietti ha aggiunto: «Ryanair oggi rappresenta oltre l’80% del traffico dell’aeroporto di Perugia. Se ci presenta un piano di sviluppo serio, è nostro dovere ascoltare e valutare con attenzione».
L’investimento richiesto, secondo McGuinness, è marginale rispetto ai benefici attesi. In particolare, la compagnia irlandese ha evidenziato come la rimozione della tassa sbloccherebbe non solo nuove rotte, ma anche un incremento delle frequenze su almeno cinque collegamenti già attivi. «Vogliamo operare tutto l’anno, non solo nei mesi estivi. Il nostro obiettivo è costruire un’offerta stabile e duratura, che sostenga l’economia del territorio», ha ribadito McGuinness.
Ryanair punta su Perugia come scalo strategico nel Centro Italia. Nel 2025, la compagnia trasporterà nello scalo umbro circa 400 mila passeggeri, segnando una crescita del 10% rispetto all’anno precedente. Oggi gestisce dieci rotte da e per Perugia e impiega, tra diretto e indotto, oltre 300 addetti nella regione.
«L’Umbria ha tutte le carte in regola per diventare un hub turistico e commerciale di rilevanza nazionale, ma serve un contesto favorevole», ha detto McGuinness, sottolineando come la pressione fiscale italiana sull’aviazione sia tra le più alte in Europa. Ha ricordato che il “Rapporto Draghi” ha già segnalato l’urgenza di aumentare la competitività del comparto e che alcuni paesi stanno seguendo questa direzione, abbattendo costi e favorendo la crescita.
Sul piano operativo, Ryanair ha in programma investimenti significativi a livello europeo. Oltre 349 nuovi aeromobili di ultima generazione sono stati ordinati e permetteranno alla compagnia di passare, entro il 2034, da 206 a 300 milioni di passeggeri all’anno. In Italia, Ryanair opera con 105 aerei basati, 32 aeroporti serviti e 19 basi operative, con un impatto stimato di 50 mila posti di lavoro tra diretto e indotto.
Il rappresentante di Sviluppumbria, Luca Ferrucci, ha espresso ottimismo sul potenziale dell’accordo, spiegando che l’Umbria vuole attrarre un turismo “di qualità”, capace di generare valore sul lungo periodo. «Puntiamo a un tipo di viaggiatore con maggiore capacità di spesa, e questo può avvenire solo se la connettività migliora», ha affermato. Ha poi sottolineato che la Regione è già impegnata nel potenziamento delle infrastrutture turistiche, ma ha riconosciuto che «un’iniziativa come quella proposta da Ryanair può accelerare questo processo».
Dal punto di vista gestionale, Antonio Marcucci, presidente di Sase, ha confermato che l’aeroporto ha bisogno di interventi strutturali per reggere la crescita prevista. «Negli ultimi anni il traffico è aumentato più rapidamente della capacità infrastrutturale. Serve un piano per potenziare terminal, pista, parcheggi e servizi interni», ha dichiarato.
Marcucci ha illustrato un cronoprogramma di investimenti già avviato, che partirà nella seconda metà del 2025 e si completerà entro il 2028. Gli interventi riguarderanno in particolare l’ampliamento dell’area partenze, il miglioramento della viabilità interna e la rilocalizzazione dei servizi di noleggio auto, oggi collocati all’interno del terminal. «Dobbiamo liberare spazio per i passeggeri. Se vogliamo raggiungere quota 800 mila, è un passaggio obbligato», ha aggiunto.
Durante l’incontro, McGuinness ha ricordato il contesto europeo in cui Ryanair si muove: «Siamo presenti in 37 paesi, con oltre 230 aeroporti e più di 90 basi operative. Il nostro modello si basa sulla puntualità, sull’affidabilità e sui costi bassi. È questo che ci permette di offrire tariffe accessibili e mantenere la leadership». Ha evidenziato che, nonostante i ritardi nelle consegne da parte di Boeing, la compagnia ha recuperato terreno nel post-Covid e continua a guadagnare quote di mercato nei principali paesi europei, Italia inclusa.
A chiusura dell’incontro, la presidente Proietti ha ribadito la disponibilità della Regione ad aprire un tavolo con il governo. «Abbiamo ascoltato con attenzione e apprezzato che Ryanair sia venuta di persona in Umbria per presentare questo piano. È il primo passo di un possibile percorso condiviso. Non c’è ancora un accordo, ma c’è la volontà di approfondire**», ha dichiarato.
La presidente ha poi definito lo scalo San Francesco una «porta d’ingresso essenziale per lo sviluppo dell’Umbria», sottolineando che il nuovo piano industriale della Regione prevede già il rafforzamento del sistema aeroportuale. «Se Ryanair è pronta a investire, dobbiamo fare la nostra parte per rendere possibile questa crescita», ha concluso.
Il confronto tra Ryanair, istituzioni regionali e gestori dello scalo si è chiuso con l’impegno reciproco a riaggiornarsi a breve. La palla ora passa al governo centrale, da cui dipende l’eventuale revisione della normativa sull’addizionale comunale. Senza quel passo, ha fatto intendere Ryanair, l’espansione resterà solo potenziale.
Ma se le condizioni saranno favorevoli, Perugia potrebbe presto diventare uno snodo aereo centrale per il Centro Italia, collegato stabilmente a numerose destinazioni europee, e con un impatto economico significativo sull’intera regione.
| Dato numerico | Descrizione |
|---|---|
| 6,5 € | Tassa comunale per ogni passeggero in partenza |
| 10 | Rotte attualmente attive da/per Perugia |
| 20 | Rotte previste in caso di raddoppio |
| 400.000 | Passeggeri attesi nel 2024 |
| 800.000 | Passeggeri previsti nel progetto di raddoppio |
| 10% | Crescita passeggeri rispetto al 2023 |
| 80% | Quota del traffico Ryanair sull’aeroporto di Perugia |
| 2025 | Inizio degli investimenti infrastrutturali (seconda metà) |
| 2028 | Conclusione dei lavori infrastrutturali previsti |
| 206 milioni | Passeggeri trasportati da Ryanair nell’anno fiscale 2026 |
| 300 milioni | Obiettivo Ryanair a 10 anni |
| 105 | Aerei Ryanair basati in Italia |
| 32 | Aeroporti italiani serviti da Ryanair |
| 19 | Basi operative Ryanair in Italia |
| 50.000 | Posti di lavoro sostenuti da Ryanair in Italia |
| 300 | Posti di lavoro sostenuti da Ryanair in Umbria |
| 349 | Aeromobili ordinati da Ryanair |
| 20% | Aumento dei costi del traffico aereo |

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