Da nove a 12 mesi per decidere il futuro dell’acciaieria

 
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Da nove a 12 mesi per decidere il futuro dell’acciaieria

Dai nove ai dodici mesi. Tanto servirà per per concludere la procedura di cessione o ricerca di nuovi partner per Acciai speciali Terni da parte di ThyssenKrupp. Massimiliano Burelli, l’amministratore delegato di Ast lo ha sottolineato nella call-conference convocata dal ministero dello Sviluppo economico. La procedura non verrà avviata prima di qualche settimana e sarà seguita da un advisor. Saranno rispettati gli impegni del piano industriale 2019-2020, in scadenza a settembre, che prevede investimenti per 60 milioni nel biennio. La durata dell’operazione non convince i sindacati.

Non sono state presentate al momento offerte formali, anche se l’azienda si attende l’interessamento di diversi gruppi internazionali, oltre a quelli italiani.Alla conferenza online hanno partecipato le sottosegretarie Alessandra Todde e Alessia Morani, il vicecapo di gabinetto del dicastero, Giorgio Sorial, la presidente della Regione, Donatelli Tesei, il sindaco Leonardo Latini e le segreterie territoriali e nazionali di Fim, Fiom,Uilm, Fismic, Ugl e Usb.

“Manterremo massima attenzione al percorso che la multinazionale tedesca Thyssen Krupp sta intraprendendo per quel che riguarda il futuro dell’AST di Terni. Una realtà fondamentale per la nostra regione e per tutto il Paese. Da parte nostra abbiamo già confermato l’impegno economico preso in passato dalla stessa Regione. Ora è necessario vigilare sulle prossime scelte della proprietà che ha espresso l’intenzione di cedere o comunque di trovare un nuovo partner per il sito ternano”. E’ quanto affermato dalla Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei.

“Riteniamo fondamentale – ha sottolineato la Tesei – che l’AST sia considerata come sito industriale strategico nazionale. Insieme al Governo siamo pronti, come detto, a vigilare ed a partecipare attivamente al processo che porterà alla cessione dell’azienda o comunque all’arrivo di un nuovo socio.

Un processo che potrebbe non essere temporalmente rapido ed è proprio per questo che è necessario che il periodo di transizione sia gestito al meglio, andando a garantire i livelli produttivi ed occupazionali. I nuovi soci dovranno essere in grado di presentare un piano industriale valido e sostenibile sotto un punto di vista produttivo, occupazionale, finanziario e ambientale. Un piano quindi che rafforzi – ha concluso Tesei – le prospettive industriali di un ciclo integrato, che va dalla fusione sino alla commercializzazione ”.

 

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