Tredicenne con covid rischia di morire, guardia medica si rifiuta di visitarla

 
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Tredicenne con covid rischia di morire, guardia medica si rifiuta di visitarla

“Una tredicenne di Norcia affetta da Covid che ha rischiato di morire il mese scorso, per le carenze sanitarie che si acuiscono nei giorni festivi”. E’ quanto accaduto a Norcia nelle settimane scorse. A segnalare l’episodio cittadini, associazioni, comitati e organizzazioni del territorio di Norcia (A Gran Voce Norcia) che esprimono la loro profonda preoccupazione per la grave situazione in cui versa il Servizio Sanitario e Ospedaliero della città dopo il terremoto del 2016.

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“La guardia medica si è rifiutata due volte di visitare la ragazzina – scrivono i cittadini in una nota -. Il servizio 118 chiamato dalla famiglia non ha potuto dare risposte perché non aveva di notte il medico a bordo. Solo il successivo trasferimento presso l’Ospedale di Foligno prima e poi di Ancona, dove è giunta quasi in fin di vita e la giusta terapia applicata ha determinato il salvataggio di questa ragazza”. Ma non l’unico caso. Sempre nella nota stampa parlano di un loro concittadino colpito da infarto a Forca Canapine, deceduto prima dell’arrivo dell’ambulanza del 118.

“L’ospedale di Norcia dopo il terremoto è rimasto chiuso e non è stato più riaperto – dicono -. Il lavori di ristrutturazione non sono ancora cominciati e non si conosce la data d’inizio certa dei lavori malgrado lo stabile non abbia riportato danni gravi e malgrado i falsi annunci di questi anni. A questi problemi si aggiunge a riduzione del personale a causa di pensionamenti e trasferimenti e quindi eliminazione di diversi servizi ambulatoriali. Tutti fattori che costringono la gente della Valnerina a recarsi sempre più spesso fuori zona, anche per semplici interventi sanitari.”.

E poi ancora: “Il Servizio 118 è privo di medico a bordo durante le ore notturne, e si avvale di autoambulanze scarsamente attrezzate e prive del sistema a trazione integrale. La sede del Distretto Sanitario è lungi dall’essere ricostruita e non è stata ancora delocalizzata. Casi di malasanità verificatisi negli ultimi giorni, hanno ancor più messo in risalto le gravi carenze sanitarie che gravano sulla salute della nostra popolazione, acuitesi con le distruzioni causate dal terremoto e con la pandemia del Covid. La gestione sanitaria di 10 Comuni è rimasta sulle spalle di un solo medico che deve farsi in quattro per gestire l’emergenza Covid oltre alle normali attività sanitarie. Questa preoccupante situazione, genera drammi”.

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