Riccardo Menenti a Chi l’ha visto? Purtroppo non posso tornare indietro | Video

Riccardo Menenti a Chi l’ha visto? Purtroppo non posso tornare indietro | Video

Riccardo Menenti, papà di Valerio, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Alessandro Polizzi, avvenuto la notte tra il 25 e il 26 marzo del 2013 a Perugia, ora fuori dal carcere come il figlio, per decorrenza dei termini della misura cautelare, è stato intervistato da Chi l’ha visto. Sostiene di non ricordare bene cosa gli fosse passato per la testa e aggiunge che «purtroppo non è possibile ritornare indietro».

In quella casa c’erano Alessandro, 23 anni, e Julia. Stavano dormendo mentre Valerio è in ospedale, pestato a sangue da Alessandro perché non accettava la rottura con la sua ex Julia. Riccardo Menenti va a farsi giustizia da solo perché le querele e denunce ma non avevano portato alcuni risultato.

«Non so quale meccanismo si sia innescato – ha detto -. L’istinto mi ha detto di fermare queste persone perché dopo la terza quarta volta lo fanno secco. Questo mi ha fatto partire la testa. Ho preso il furgone e sono andato a casa di questi ragazzi».

E racconta: “Apro il portone del palazzo, sfondo il portone dell’appartamento ed entro dentro – spiega davanti alle telecamere del programma di Rai 3 – sapevo che la camera da letto stava sulla destra su un piccolo corridoio corto e grazie alla luce che penetrava dall’esterno, dalle scale e dai lampioni che erano in strada, io entrando, vedo un qualcosa che luccicava e forse istintivamente capisco che c’era qualcosa che non va. Mi precipito verso questa cosa e c’era questo ragazzo che aveva in mano un’arma. Ho iniziato la colluttazione per togliergli l’arma e nelle fasi concitate della colluttazione c’è stata un’esplosione”.

«Due giorni prima – racconta – mio figlio è stato aggredito per la terza volta e io ho visto la barella e lo riconobbi dalla felpa, la sensazione che provai fu quella di pensarlo morto e quella notte l’istinto mi ha detto di andare a fermare questa persona. Io non volevo farmi giustizia da me, volevo semplicemente fermare questa cosa, non ho visto nessun altro che agisse, dandoci protezione. Se avessi avuto intenzioni omicidiali non sarei andato lì sfondando i portoni, ma avrei premeditato, non sarei andato col furgone mio».


 
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