Omicidio Polizzi, Riccardo Menenti esce dal carcere, lettera in redazione

Omicidio Polizzi, Riccardo Menenti esce dal carcere, lettera in redazione

Omicidio Polizzi, Riccardo Menenti esce dal carcere, lettera in redazione

Caro direttore, Le scrivo in merito all’ interessante articolo “Omicidio Polizzi, Riccardo Menenti esce dal carcere per decorrenza dei termini” pubblicato sulla testata da Lei diretta.

la locuzione “nodo gordiano” significa una difficoltà inestricabile che può essere risolta solo agendo con decisione ed energia

di Alfio Previtera
assistente giudiziario

Senza voler entrare nello specifico del tema delle scarcerazioni facili o mancate notifiche di provvedimenti restrittivi, mi duole ricordare come – non solo in Umbria – tra i nodi gordiani da sciogliere, per aversi una giustizia finalmente efficiente in Italia vi sia l’improcrastinabile soluzione ai gravi ammanchi di personale di cui il comparto soffre da decenni.

In tale occasione vorrei portare a Sua conoscenza la problematica degli idonei assistenti giudiziari, tematica intimamente legata tanto alla vicenda di cui sopra quanto a tutte le altre presenti nel mondo della giustizia.

Chi Le scrive infatti, è un’idoneo al concorso bandito nel 2016 dal Ministero della Giustizia per 800 posti per il profilo di Assistente Giudiziario. Selezione organizzata con l’impiego di circa quattro milioni e mezzo di euro dei già tartassati contribuenti italiani. Idonei scelti – lo ricordiamo per l’onestà intellettuale che ci contraddistingue, con un concorso, in ossequio dell’art.97cost. – concorso stesso che la tanto vituperata P.A. italiana potrà ricordare, a ragione, come esempio di best practice negli anni avvenire, in un settore, quello delle selezioni pubbliche, che non sempre ha brillato per trasparenza, celerità e meritocrazia.

In quanto idoneo assistente giudiziario, che un poco conosce le problematiche della giustizia in Italia, vorrei condividere con Lei alcune riflessioni di carattere generale sul settore in questione.

Mi preme evidenziare come una delle cause principali che sottostanno alla durata eccessiva dei processi, frustrando la più generale domanda di giustizia dei cittadini, sia da rintracciare nella grave mancanza di personale amministrativo oltreché giudicante.

Lacuna che è stata denunciata dalle più alte figure del mondo giudiziario italiano in ogni occasione utile. In verità il dicastero guidato dall’ On Bonafede ha avviato un cospicuo piano assunzionale di circa 8000 unità da attuarsi nel prossimo triennio. Piano che prevede l’immissione di varie figure tra le quali gli assistenti giudiziari.

Tale piano tuttavia va ad inserirsi in un quadro già pesantemente compromesso da circa 9000 carenze attuali che andranno ad acuirsi per via dei massicci pensionamenti legati tanto alla c.d. “quota 100”, quanto alla elevata età anagrafica dei dipendenti in servizio.
Come Lei ben sa blocco del turn-over e dei concorsi hanno impoverito la P.A. italiana, privandola – tra l’altro – anche di personale adeguatamente competente nell’ambito delle moderne tecnologie.

Pochi i c.d. nativi digitali (moltissimi invece tra noi idonei assistenti giudiziari) impiegati ad oggi, indispensabili in un settore – non solo in Italia – ove il tema dell’informatizzazione dei servizi e della soluzione del più ampio digital divide (credo che la grande parte degli osservatori faccia fatica a focalizzare compiutamente tale issue), contribuiscono a mantenere il comparto giustizia in posizioni di marginalità in Europa, con lapalissiane ricadute distruttive su investimenti, domanda di giustizia dei cittadini, qualità tout court della prassi democratica e credibilità del paese nel suo complesso.

Mi preme sottolineare in questa sede che lo scorrimento integrale della nostra graduatoria – che conta ormai circa 800 unità residue – è stato per intero finanziato dal precedente esecutivo, ma nonostante le gravi lacune di cui sopra, si sta seguendo la strada di assumere secondo la logica – in verità già superata dalla c.d. “riforma Madia” che introduce il criterio del fabbisogno – delle piante organiche, che in molti casi non rispecchiano le reali necessità dei vari uffici.

Riforma Madia
Nel 2017 la Riforma Madia è diventata legge e ha subito modifiche nel tempo. Al centro c’è una riorganizzazione degli statali e dei servizi pubblici.

A questo deve aggiungersi il fatto che il già citato piano assunzionale non porterà i benefici sperati prima del prossimo autunno, lasciando gravemente sguarnita l’amministrazione giudiziaria che nel frattempo dovrà fronteggiare importanti riforme tra le quali il “codice rosso”, lo “spazzacorrotti” il “processo breve”, che per non rimanere demagogia abbisognano di notevolissime risorse, anche e soprattutto umane, in un settore che già versa da tempo in stato precomatoso come il nostro.

Vorrei portarLa inoltre a conoscenza che il “ Gruppo scorrimento graduatoria idonei assistenti giudiziari” del quale faccio parte, oltre alla consueta e quotidiana opera di sensibilizzazione nei confronti della opinione pubblica, si è fatto di recente promotore di un emendamento da presentare in occasione del dibattito sulla attuale legge di stabilità volto ad assumere in soprannumero gli idonei assistenti giudiziari rimasti in graduatoria, che sono stati peraltro – come sopra ricordato – già oggetto di finanziamento integrale.

Nel ringraziarLa per l’attenzione concessami, La prego di dare spazio – qualora lo ritenesse opportuno – nei Suoi futuri articoli riguardanti il tema della giustizia anche della nostra problematica.

Rimango a Sua completa disposizione per qualsiasi chiarimento riguardante la nostra vicenda.
Cordialmente,
Dott. Alfio Previtera.

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