Inneggiavano guerra santa, notizia smentita dalla Polizia di Stato

Inneggiavano guerra santa, notizia smentita dalla Polizia di Stato

Inneggiavano guerra santa, notizia smentita dalla Polizia di Stato

La notizia pubblicata dal Giornale.it, che fa riferimento ai cinque cittadini stranieri radicalizzati fermati a Perugia dopo indagine della Polizia postale, è stata categoricamente smentita dalla Polizia di Stato e delle Telecomunicazioni e dalla dirigente Annalisa Lillini che ha detto: «E’ una bufala, non c’è stata nessuna operazione, non abbiamo nessun fermato. Recentemente non abbiamo fatto né perquisizioni, né fermi. Noi non abbiamo fatto nulla. Hanno fatto un misto di cose vecchie e cose inventate».

Smentisce anche il dottor Riccardo Bordini, funzionario della Polizia di Stato: «Non è stato fatto nessun fermo, se avessimo fatto una cosa del genere domani avremmo fatto una conferenza stampa». Bordini ha anche detto che la nostra idea è che questa cosa abbia uno spunto da alcune attività fatte, non adesso, ma un paio di mesi fa, a seguito di perquisizioni e attività normale d’ufficio. Al momento – ha ribadito – non ci sono né fermi, né arresti».


Il giornale.it scriveva che: Sono stati fermati (notizia riportata anche Perugia Today) a Perugia cinque cittadini stranieri radicalizzati, ritenuti un concreto pericolo per il nostro Paese. Le indagini condotte dagli agenti della polizia postale, infatti, hanno portato a scoprire che il gruppo si stava servendo dei social network (primo fra tutti Facebook) per diffondere filmati inneggianti l’Isis ed il suo operato. Sulle pagine social, accessibili a chiunque, non veniva celebrato soltanto lo Stato Islamico, ma si muovevano anche forti critiche nei confronti dei musulmani moderati, accusati di essere troppo ben disposti nei confronti degli occidentali e dei cristiani. L’opera di proselitismo del gruppo proseguiva con durissimi attacchi nei confronti del re del Marocco Mohammed VI, colpevole di essersi incontrato con il Papa. Fra i piani dei cinque presunti aspiranti terroristi vi era infatti anche quello di rovesciare la monarchia.I post dei radicalizzati sono stati fortunatamente individuati dagli agenti della postale, che hanno dato immediato avvio alle indagini, conclusasi di recente. Gli stranieri sono stati rintracciati ed arrestati come disposto dalla procura della Repubblica di Perugia, mentre tutti i loro dispositivi elettronici sono finiti al vaglio degli inquirenti. Nei loro computer, così come nei cellulari, immagini della bandiera dell’Isis e di giovani in tuta mimetica che maneggiano Kalashnikov, oltre a veri e propri incitamenti alla “guerra santa”. Si parla di almeno un centinaio fra immagini e video condivisi sui social. Ora gli investigatori indagano per risalire alla loro provenienza. Fondamentale nel lavoro svolto dalle forze dell’ordine anche la collaborazione degli utenti e dei comuni cittadini, che hanno segnalato moltissimi post sospetti, rivolgendosi al “Commissariato di pubblica sicurezza online”. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, sono 2600 le pagine monitorate. I cinque pericolosi soggetti fermati verranno presto espulsi dal territorio italiano.

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