I satanisti volevano scioglierla nell’acido, 38enne vittima di una setta

 
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I satanisti volevano scioglierla nell’acido, 38enne vittima di una setta

Una maestra di 38 anni originaria di Napoli, che in passato ha insegnato in Umbria, ha versato 316 mila euro sul conto di una donna legata alla rete di satanisti. La madre 83enne notando uno strano atteggiamento nella figlia e ha avuto il coraggio di fare una denuncia. Ora i magistrati indagano su una setta satanica del Perugino. A mettere in allarme la madre è stato il progressivo deterioramento dello stato di salute della figlia. E’ quanto riportato oggi su alcuni quotidiani.

Il pm Francesco Persico, di stanza nella Procura di Napoli Nord, ha aperto un fascicolo e trasmesso le carte ai colleghi di Perugia.

La famiglia della presunta vittima della setta è di Giugliano ma ha legami con la Sicilia e la Calabria dove, tra Catania e Scalea possedeva alcuni immobili (tre garage, una casa di 5 vani e una villa) che risultano essere stati venduti. Per mettere insieme denaro da consegnare alla setta con la quale l’insegnante ha continuato a tenere contatti grazie anche a una donna originaria di Perugia.

La madre, controllando un estratto conto, ha scoperto, quattro bonifici per un totale di 180mila euro: transazioni datate giugno 2018 di 40/45mila euro ciascuna. In totale, quindi, la trentottenne avrebbe versato 316mila euro a questa non meglio specificata organizzazione. È infatti arrivata anche a farsi pignorare parte dello stipendio.

Soldi finti in tasca alla stessa misteriosa donna di Perugia, cui erano intestati i bonifici e di cui, nella denuncia compaiono nome e cognome.

Alla richiesta di spiegazioni da parte della madre, la figlia in un primo tempo ha detto che il danaro le serviva per risolvere alcuni problemi di salute.

L’anziana è riuscita a fare pressioni affinché la stessa figlia denunciasse cosa le stava accadendo, ma una volta di fronte ai carabinieri ha minimizzato la vicenda. La svolta lo scorso ottobre, grazie alla tenacia della pensionata, decisiva nel farle prendere la decisione di denunciare lei stessa quanto stava accadendo.

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