Aeroporto umbro cresce, ma troppo rumore, Ospedalicchio si spopola

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Marcucci e Proietti: monitoraggi e investimenti in corso

L’impatto acustico dell’aeroporto di San Francesco d’Assisi continua a preoccupare i residenti di Ospedalicchio, dove si registrano difficoltà nella vendita degli immobili e casi di spopolamento. La questione è stata affrontata pubblicamente dal presidente della Sase, Antonello Marcucci, e dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, nel corso di recenti interventi.

Marcucci ha confermato che la società di gestione dello scalo ha incaricato una società esterna per un’analisi tecnica sul rumore generato dagli aeromobili. “Il problema lo conosciamo bene – ha detto – ma i rilievi effettuati dimostrano che i valori sono ampiamente nei limiti consentiti dalla normativa”. Tuttavia, ha ammesso che il passaggio a bassa quota degli aerei, in particolare nella fase di atterraggio, comporta un livello sonoro percepito. “Si tratta comunque – ha aggiunto – di un rumore sostenibile, nel contesto delle politiche di sostenibilità che guidano le nostre attività”.

Sulla stessa linea la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che ha riconosciuto che Ospedalicchio è una delle aree più colpite dall’attività aeroportuale. “Anche se i parametri rientrano nei limiti previsti dalla legge – ha detto – non possiamo ignorare che ogni infrastruttura genera impatti sulla popolazione”. La Regione – ha aggiunto – ha previsto nei futuri investimenti legati al centenario di San Francesco una serie di valutazioni d’impatto ambientale, con approccio di life cycle assessment per stimare effetti complessivi “dalla culla alla tomba” dell’opera.

Entrambe le istituzioni si sono dette impegnate a trovare soluzioni tecniche e progettuali che possano mitigare l’effetto del rumore e migliorare la qualità della vita dei residenti, pur continuando a sostenere lo sviluppo dello scalo come asset strategico per l’Umbria.

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