Umbria Jazz a Terni: contributi limitati Pagnotta alza la voce
Umbria Jazz torna a Terni dal 12 al 15 settembre 2024, ma non senza polemiche. Il direttore artistico Carlo Pagnotta, figura storica e fondatore del festival, ha lanciato un forte appello riguardo alla carenza di fondi da parte del Comune di Terni. «Non è la prima volta che dico che Terni non deve essere il parente povero di Umbria Jazz» ha affermato Pagnotta in tono critico, sottolineando che senza il fondamentale contributo della Fondazione Carit, il festival non sarebbe potuto ritornare nella città umbra.
La Questione dei Finanziamenti
Al centro delle polemiche la gestione dei fondi destinati a Umbria Jazz week end, un evento di fama internazionale che, secondo Pagnotta, non riceve il sostegno economico che merita. «Con pochi fondi non si possono attirare artisti di calibro internazionale», ha dichiarato il direttore artistico, puntando il dito contro il Comune. Vent’anni fa, quando Umbria Jazz fu riportato a Terni, il budget era sufficiente per coprire le spese di oltre 100 voli per i musicisti, un’impresa oggi praticamente impossibile a causa dei costi elevati, così come scrive oggi Il Messaggero a firma di Aurora Provantini. Pagnotta ha evidenziato che i fondi attuali, sebbene sufficienti per garantire un programma di base, limitano notevolmente la qualità del cartellone.
Una delle critiche più accese di Pagnotta riguarda il confronto con altre città umbre che ospitano eventi di Umbria Jazz. «Su tre città, Terni è ultima», ha detto senza mezzi termini. Nonostante Orvieto, che ha un budget doppio rispetto a Terni, Pagnotta non intende rinunciare a mantenere alta la qualità della manifestazione. Tuttavia, la scarsità dei contributi rende sempre più difficile portare artisti di fama mondiale, una caratteristica che ha sempre distinto Umbria Jazz.
Un Programma Comunque Ricco
Nonostante i limiti finanziari, il programma di Umbria Jazz 2024 a Terni è comunque ricco e variegato. Sono previsti 53 eventi distribuiti in quattro giorni, dal 12 al 15 settembre, con la partecipazione di 12 band e 90 musicisti che si esibiranno in nove diverse location. Una delle novità di questa edizione è il ritorno della musica a Piediluco, una suggestiva località sul lago che ospiterà alcuni dei concerti più attesi.
Il 14 settembre sarà la volta di Alabama Mike, uno dei maggiori esponenti del blues della West Coast. Il 15 settembre, invece, Piediluco vedrà un doppio appuntamento con i Lovesick e Bombino, quest’ultimo conosciuto per la sua capacità di fondere la tradizione musicale dell’Africa subsahariana con le influenze del rock internazionale, da Jimi Hendrix a Mark Knopfler.
Artisti Internazionali e Black Music
Oltre a Bombino e Alabama Mike, un’altra importante proposta viene dall’Africa: Les Amazones d’Afrique. Questo gruppo tutto al femminile, fondato in Mali e attivo da quasi 20 anni, rappresenta un simbolo della resistenza femminile e della lotta per i diritti delle donne in Africa. La loro presenza a Umbria Jazz è una delle attrazioni principali del festival e arricchisce ulteriormente il già ampio panorama musicale della manifestazione.
Il festival ospita anche Michelle Davis, un’esclusiva per l’Italia, che porterà la sua calda voce soul sul palco. Altri grandi nomi del jazz includono il chitarrista Peter Bernstein, accompagnato dal sassofonista italiano Piero Odorici, e il pianista Danilo Rea, uno dei musicisti italiani più amati.
Scene Locali e Artisti Emergenti
Umbria Jazz week end 2024 non si concentra solo su artisti internazionali, ma offre spazio anche a talenti locali ed emergenti. Nico Gori, virtuoso del clarinetto, si esibirà con la sua swing band, mentre Sam Paglia porterà il suono dell’Hammond. Il trio bolognese Lovesick, le cui radici musicali affondano nel country, rock’n’roll e swing anni ’40 e ’50, aggiungerà un tocco vintage all’evento.
Un’altra presenza importante è quella dei Funk Off, la scatenata street band che è ormai un’istituzione per il pubblico di Umbria Jazz. Quest’anno, saranno accompagnati da ospiti speciali come Gianluca Petrella e la soul singer Nadyne Rush. Anche Lorenzo Hengeller, con il suo stile ironico e leggero, contribuirà a rendere l’atmosfera del festival ancora più vivace.
Un Concorso per Nuovi Talenti
Il festival si concluderà con il quintetto Scannapieco-Geremia, vincitore dell’ultimo Conad Jazz Contest, un concorso che offre visibilità e opportunità ai giovani talenti del jazz. La loro esibizione rappresenta un momento importante per il futuro della musica jazz in Italia, poiché mostra come Umbria Jazz continui a essere una piattaforma per nuovi artisti, nonostante le difficoltà economiche.
Il Futuro di Umbria Jazz a Terni
Le parole di Carlo Pagnotta hanno acceso il dibattito sul futuro di Umbria Jazz a Terni. La città, sebbene parte integrante del circuito del festival, rischia di essere messa in secondo piano rispetto ad altre località umbre, a meno che non si trovi una soluzione per aumentare i finanziamenti. «Con più fondi, il cartellone sarebbe diverso», ha concluso Pagnotta, lanciando un chiaro segnale al Comune e agli altri enti coinvolti.
L’edizione di quest’anno è comunque destinata a essere un successo, ma resta l’incognita su come verranno affrontate le prossime edizioni e se Terni riuscirà a mantenere il suo posto nel panorama internazionale di Umbria Jazz.

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